La sottomissione della donna\moglie

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #286
    Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
    Te che dici?

    "E Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio li creò. Maschio e femmina li creò"

    Perfetta eguaglianza. Perfetta e identica dignità, di fronte a Lui.
    Se non dessi retta ll'istinto che ti impedisce di essere obbiettivo, dovresti sapere che il maschio e femmina è la seconda versione di una prima revisionata poiché l'adamitico Adamo soffriva di solitudine

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66039

      #287
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      beh, la dottrina della famiglia e della sessualità a cui aderisci afferma esattamente il contrario, e cioè che la donna non può fare tutto, ma che dovrebbe conformarsi ad un ruolo, che è quello tradizionale e vincolato;

      se e nella misura in cui essa può effettivamente fare molto è esattamente grazie al fatto di essersi liberata da quella dottrina, e dalle altre consorelle; dove prevale il clericalismo, questo non avviene e vige ancora l'oppressione.
      Oppressione? Boh....leggi un po' quant'è oppressa la Donna secondo la Chiesa, Axeugene. E poi ne riparliamo.

      Rifacendomi a quanto scrivevo in tale documento, vorrei ora rivolgermi direttamente ad ogni donna, per riflettere con lei sui problemi e le prospettive della condizione femminile nel nostro tempo, soffermandomi in particolare sul tema essenziale della dignità e dei diritti delle donne, considerati alla luce della Parola di Dio.

      Il punto di partenza di questo ideale dialogo non può che essere il grazie. La Chiesa - scrivevo nella Lettera apostolica Mulieris dignitatem - « desidera ringraziare la santissima Trinità per il "mistero della donna", e, per ogni donna, per ciò che costituisce l'eterna misura della sua dignità femminile, per le "grandi opere di Dio" che nella storia delle generazioni umane si sono compiute in lei e per mezzo di lei » (n. 31).

      2. Il grazie al Signore per il suo disegno sulla vocazione e la missione delle donna nel mondo, diventa anche un concreto e diretto grazie alle donne, a ciascuna donna, per ciò che essa rappresenta nella vita dell'umanità.

      Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell'essere umano nella gioia e nel travaglio di un'esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.

      Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.

      Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza.

      Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l'indispensabile contributo che dai all'elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del « mistero », alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.

      Grazie a te, donna-consacrata, che sull'esempio della più grande delle donne, la Madre di Cristo, Verbo incarnato, ti apri con docilità e fedeltà all'amore di Dio, aiutando la Chiesa e l'intera umanità a vivere nei confronti di Dio una risposta « sponsale », che esprime meravigliosamente la comunione che Egli vuole stabilire con la sua creatura.

      Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani.

      3. Ma il grazie non basta, lo so. Siamo purtroppo eredi di una storia di enormi condizionamenti che, in tutti i tempi e in ogni latitudine, hanno reso difficile il cammino della donna, misconosciuta nella sua dignità, travisata nelle sue prerogative, non di rado emarginata e persino ridotta in servitù. Ciò le ha impedito di essere fino in fondo se stessa, e ha impoverito l'intera umanità di autentiche ricchezze spirituali. Non sarebbe certamente facile additare precise responsabilità, considerando la forza delle sedimentazioni culturali che, lungo i secoli, hanno plasmato mentalità e istituzioni. Ma se in questo non sono mancate, specie in determinati contesti storici, responsabilità oggettive anche in non pochi figli della Chiesa, me ne dispiaccio sinceramente. Tale rammarico si traduca per tutta la Chiesa in un impegno di rinnovata fedeltà all'ispirazione evangelica, che proprio sul tema della liberazione delle donne da ogni forma di sopruso e di dominio, ha un messaggio di perenne attualità, sgorgante dall'atteggiamento stesso di Cristo. Egli, superando i canoni vigenti nella cultura del suo tempo, ebbe nei confronti delle donne un atteggiamento di apertura, di rispetto, di accoglienza, di tenerezza. Onorava così nella donna la dignità che essa ha da sempre nel progetto e nell'amore di Dio.

      GIOVANNI PAOLO II.

      amate i vostri nemici

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      • Il gatto
        Opinionista
        • 21/11/09
        • 12721

        #288
        Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell'essere umano nella gioia e nel travaglio di un'esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.

        Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.
        Appunto un programma che dice cio' che si deve fare e che deve essere accettato con gaudio, salvo essere donne di malaffare destinate ad altri lidi.
        Metti certe questini in mano al convertito bifolco di bassa tacca e la trama delle conseguenze e' scritta.

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66039

          #289
          Il verbo DOVERE non esiste, nel Cristianesimo: Tutto si compie nella Libertà.
          amate i vostri nemici

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          • Vega
            Opinionista

            • 04/05/05
            • 17965

            #290
            Ahahahahahahahaha!!!!
            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66039

              #291
              Sei laureata: Certo conoscerai Hegel....

              Uno dei massimi interpreti della storia moderna della libertà, il filosofo Hegel,
              affermava in maniera esplicita che l’idea di libertà è entrata nella storia dello spirito con il
              cristianesimo. In che senso? I greci certo apprezzavano l’autarchia, la capacità cioè del saggio di
              non dipendere da agenti esteriori; non conoscevano però la libertà, né tanto meno la sapevano
              apprezzare; parlo della libertà intesa come capacità del singolo di volere, di disporre di sé, di
              decidersi in maniera incondizionata. La possibilità di una libertà così intesa è legata alla possibilità
              di pensare la relazione immediata del singolo con il suo Dio. In tal senso appunto Hegel riconosce
              che l’idea di libertà è entrata nel mondo con il cristianesimo; esso afferma la relazione immediata
              dell’anima singola con il suo Dio. Libero è colui che può disporre di sé per rapporto al Signore del
              cielo e della terra.

              amate i vostri nemici

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              • Vega
                Opinionista

                • 04/05/05
                • 17965

                #292
                Sogna Cono, sogna.
                Hegel o non Hegel, tanto l'unica libertà (chiamiamola così) è quella di fare lo schiavetto dell'amico invisibile.
                Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24593

                  #293
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                  Sei laureata: Certo conoscerai Hegel....

                  Uno dei massimi interpreti della storia moderna della libertà, il filosofo Hegel,
                  affermava in maniera esplicita che l’idea di libertà è entrata nella storia dello spirito con il
                  cristianesimo. In che senso?
                  nel senso protestante di centralità della coscienza, al di sopra di ogni autorità dottrinaria;
                  esattamente quell'idea che ha originato le società liberal-democratiche e i diritti dell'individuo;

                  non nel senso paolino-cattolico del ripristino di una legge amministrata da sacerdoti, legge che il Vangelo relativizza sottoponendola, appunto, al vaglio della coscienza.
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66039

                    #294
                    Axe, ciao anche a te: Come stai?
                    Hegel e Paolo di Tarso convengono sul punto fondamentale: Libertà non è fare quello che ci pare, ma essere padroni di noi stessi

                    Ne parliamo domani, se vuoi. Buona giornata.
                    amate i vostri nemici

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24593

                      #295
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      Hegel e Paolo di Tarso convengono sul punto fondamentale: Libertà non è fare quello che ci pare, ma essere padroni di noi stessi
                      nessuno fa quello "che gli pare", se non altro perché incontra limiti oggettivi;
                      e nessuno è davvero "padrone di se stesso", dato che siamo il frutto delle rispettive educazioni:
                      chi è educato diversamente da te farà cose che tu non faresti, e viceversa;

                      il punto della libertà di cui parliamo riguarda il primato della coscienza sulla legge che altri esseri umani affermano, che la attribuiscano a un dio o ad altro;
                      questo divide il mondo in due:
                      quelli che attribuiscono il primato alla coscienza, e quelli che lo assegnano all'obbedienza alla legge, perciò ad altri umani, dato che e fonti di ispirazione non sono dimostrabili.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66039

                        #296
                        E che cos'è mai la coscienza se non un moto interiore? La Legge ti ordina di andare in guerra, ma te non ci vai perchè sei obiettore. La Legge ti consente di praticare l'aborto, ma te non lo fai perchè sei obiettore....
                        amate i vostri nemici

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24593

                          #297
                          Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                          E che cos'è mai la coscienza se non un moto interiore? La Legge ti ordina di andare in guerra, ma te non ci vai perchè sei obiettore. La Legge ti consente di praticare l'aborto, ma te non lo fai perchè sei obiettore....
                          eh, magari fosse così semplice !
                          se, da agnostico, diventi obiettore solo il giorno in cui tocca a te la prospettiva andare in guerra, oppure, come nel caso dei medici, perché ti aiuta molto a far carriera - come è documentato - qualche dubbio emerge

                          ad ogni modo, la questione che resta è se a qualche tuo simile sia attribuita o meno l'autorità morale o materiale per dirti ciò che devi fare in nome di una "verità", oppure - più laicamente - in nome di una legge laica che è più resistibile; infatti, le costituzioni materiali democratiche prevedono un "diritto di resistenza" e nessuna legge si presume fonte di verità assoluta, ma solo di pattuizione.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #298
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            Sei laureata: Certo conoscerai Hegel....

                            Uno dei massimi interpreti della storia moderna della libertà, il filosofo Hegel,
                            affermava in maniera esplicita che l’idea di libertà è entrata nella storia dello spirito con il
                            cristianesimo. In che senso? I greci certo apprezzavano l’autarchia, la capacità cioè del saggio di
                            non dipendere da agenti esteriori; non conoscevano però la libertà, né tanto meno la sapevano
                            apprezzare; parlo della libertà intesa come capacità del singolo di volere, di disporre di sé, di
                            decidersi in maniera incondizionata. La possibilità di una libertà così intesa è legata alla possibilità
                            di pensare la relazione immediata del singolo con il suo Dio. In tal senso appunto Hegel riconosce
                            che l’idea di libertà è entrata nel mondo con il cristianesimo; esso afferma la relazione immediata
                            dell’anima singola con il suo Dio. Libero è colui che può disporre di sé per rapporto al Signore del
                            cielo e della terra.

                            http://www.sansimpliciano.it/docs/doc502.pdf
                            Se ti piace Hegel leggiti il libro che ha scritto su Gesù così saprai cosa Hegel pensasse sulla chiesa in generale e particolarmente su quella romana.

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66039

                              #299
                              E' uno dei miei preferiti, Hegel: Lo dico al netto delle critiche che egli fa alla Chiesa, Crep. Ma aveva capito dove stà il nòcciolo....l'essenziale.....

                              Hegel. "Lo spirito del cristianesimo" e priorità della totalità


                              Passato qualche anno e trasferitosi da Berna a Francoforte, il pensiero di Hegel sul cristianesimo, prima negativo, diventa positivo e caratteri di negatività vengono assegnati alla religione ebraica. Nel suo scritto più importante di questo periodo Lo spirito del cristianesimo e il suo destino egli ravvisa nel popolo ebreo l’incapacità di cogliere l’unità del reale. Ritenendo di essere il popolo eletto da Dio essi si contrappongono a tutti gli altri popoli, ed inoltre all’interno di esso vi sono delle tribù più importanti di altre. Gli ebrei sono allora l’esatto contrario del popolo greco. Ma in quest’opera Hegel non pone il popolo greco in contrapposizione a quello ebreo ma il cristianesimo, dando a quest’ultimo connotati di positività. Alla separatezza dell’ebraismo il cristianesimo oppone l’amore universale verso tutti gli uomini senza distinzione di razza, colore della pelle o condizione sociale. Il cristianesimo allora non è solo fede in un Dio particolare, che si è incarnato, ma è amore per l’intera umanità e quindi amore per la totalità concetto molto caro allo sviluppo filosofico di Hegel Egli esprime quindi la priorità della totalità, ossia la priorità del concreto sull’astratto (termine inteso etimologicamente come “tratto da”, separato dal tutto). Anche se qui non è ancora espressa esplicitamente, si trova già contenuto il procedimento dialettico per cui ad una fase affermativa (il mondo greco) si oppone una fase negativa (la frantumazione del mondo ebraico) che convergono poi ad una sintesi tra le due (l’amore del cristianesimo permette di ritrovare il senso della totalità fondendola con la tradizione ebraica).

                              Passato qualche anno e trasferitosi da Berna a Francoforte, il pensiero di Hegel sul cristianesimo, prima negativo, diventa positivo e caratteri di negatività vengono assegnati alla religione ebraica. Nel suo scritto più importante di questo periodo Lo spirito del cristianesimo e il suo destino egli ravvisa nel popolo
                              amate i vostri nemici

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                              • crepuscolo
                                Opinionista
                                • 08/10/07
                                • 24570

                                #300
                                Infatti quelle che vengono citate sono le caratteriste su cui è sorto il cristianesimo, fedele al messaggio di Gesù,....poi con la temporalità della chiesa si è perso tutto il senso pratico a favore del senso ideale rivolto ad una cerchia ristretta di fortunati. Per me la chiesa attuale è vissuta di rendita per svariati secoli, e nonostante tutto è riuscita a far odiare lo stesso Cristo, specialmente dai così detti non cristiani, dov'era, caro cono cono caro, questo amore universale di cui parli?
                                Ovviamente il Cristo odiato non era certamente quel Gesù di Nazareth al quale io mi riferisco.
                                Last edited by crepuscolo; 31-08-2014, 21:13.

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