Ingenuità o lucidità

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66028

    #211
    Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    Ma ci fosse una volta in cui sia venuto fuori questo motivo per cui due devono stare uniti per forza finchè non tirano le cuoia!!
    Per amore. Non per dovere, Laura.

    Dio propone uno stile di vita. Poi, nella Realtà, c’è chi accoglie e chi getta la spugna….



    La disgregazione di una famiglia spesso «frana addosso ai figli», che invece vanno protetti, perché non devono diventare «ostaggi del papà o della mamma». Papa Francesco prosegue il ciclo di catechesi dedicato alla famiglia. La separazione, ha detto Jorge Mario Bergoglio, in alcuni casi è «inevitabile» o «persino moralmente necessaria» per sottrarre il coniuge più debole o i bambini alla violenza, allo sfruttamento o all’indifferenza, e la Chiesa deve porsi la questione di aiutare e accompagnare le famiglie in situazioni cosiddette irregolari («A me non piace questa parola»).

    «Sappiamo bene – ha proseguito il Papa – che in nessuna storia famigliare mancano i momenti in cui l’intimità degli affetti più cari viene offesa dal comportamento dei suoi membri. Parole e azioni (e omissioni!) che, invece di esprimere amore, lo sottraggono o, peggio ancora, lo mortificano. Quando queste ferite, che sono ancora rimediabili, vengono trascurate, si aggravano: si trasformano in prepotenza, ostilità, disprezzo. E a quel punto possono diventare lacerazioni profonde, che dividono marito e moglie, e inducono a cercare altrove comprensione, sostegno e consolazione. Ma spesso questi “sostegni” non pensano al bene della famiglia! Lo svuotamento dell’amore coniugale diffonde risentimento nelle relazioni. E spesso la disgregazione “frana” addosso ai figli. Ecco, i figli. Vorrei soffermarmi un poco su questo punto. Nonostante la nostra sensibilità apparentemente evoluta, e tutte le nostre raffinate analisi psicologiche, mi domando se non ci siamo anestetizzati anche rispetto alle ferite dell’anima dei bambini. Quanto più si cerca di compensare con regali e merendine, tanto più si perde il senso delle ferite – più dolorose e profonde – dell’anima. Parliamo molto di disturbi comportamentali, di salute psichica, di benessere del bambino, di ansia dei genitori e dei figli ... Ma sappiamo ancora che cos’è una ferita dell’anima? Sentiamo il peso della montagna che schiaccia l’anima di un bambino, nelle famiglie in cui ci si tratta male e ci si fa del male, fino a spezzare il legame della fedeltà coniugale? Quale peso ha nelle nostre scelte - scelte spesso sbagliate - l’anima dei bambini? Quando gli adulti perdono la testa, quando ognuno pensa a sé stesso, quando papà e mamma si fanno del male, l’anima dei bambini soffre molto, prova un senso di disperazione. E sono ferite che lasciano il segno per tutta la vita. Nella famiglia, tutto è legato assieme: quando la sua anima è ferita in qualche punto, l’infezione contagia tutti. E quando un uomo e una donna, che si sono impegnati ad essere “una sola carne” e a formare una famiglia, pensano ossessivamente alle proprie esigenze di libertà e di gratificazione, questa distorsione intacca profondamente il cuore e la vita dei figli. Tante volte i bambini si nascondono per piangere da soli!», ha aggiunto il Papa a braccio, «tante volte! Dobbiamo capire bene questo. Marito e moglie sono una sola carne. Ma le loro creature sono carne della loro carne. Se pensiamo alla durezza con cui Gesù ammonisce gli adulti a non scandalizzare i piccoli, - abbiamo ascoltato il brano del Vangelo - possiamo comprendere meglio anche la sua parola sulla grave responsabilità di custodire il legame coniugale che dà inizio alla famiglia umana. Quando l’uomo e la donna sono diventati una sola carne, tutte le ferite e tutti gli abbandoni del papà e della mamma incidono nella carne viva dei figli».

    «E’ vero, d’altra parte, che ci sono casi – ha sottolineato il Papa – in cui la separazione è inevitabile. A volte può diventare persino moralmente necessaria, quando appunto si tratta di sottrarre il coniuge più debole, o i figli piccoli, alle ferite più gravi causate dalla prepotenza e dalla violenza, dall’avvilimento e dallo sfruttamento, dall’estraneità e dall’indifferenza. Non mancano, grazie a Dio, coloro che, sostenuti dalla fede e dall’amore per i figli, testimoniano la loro fedeltà ad un legame nel quale hanno creduto, per quanto appaia impossibile farlo rivivere.



    All'udienza generale il Papa dice che ci sono casi in cui la separazione è inevitabile o «persino moralmente necessaria» per sottrarre il coniuge debole o i ba…
    amate i vostri nemici

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #212
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      Cono, finché le cose vanno bene, non si pone il problema;

      ma prova a pensare se tu, inopinatamente, avessi sposato una che una settimana sì e l'altra pure al venerdì, invece di andare ad insegnare catechismo ai piccoli in parrocchia, si fosse intrattenuta con simpatici giovinotti, al punto che anche gli stessi figlioli risultano dai tratti somatici inusitati in famiglia, tu la cazzi e la perdoni e le perdona te per la cazziata; ma il mese dopo ricomincia, perché così le va, nonostante le promesse fatte a suo tempo; tu che fai ?

      per perdonarsi e star bene, fare qualcosa di "meravigliosamente grande", bisogna essere in due;
      quando l'altro non ci sta più, nonostante i tuoi sforzi o è semplicemente e vistosamente infelice proprio perché è la tua presenza, il tuo modo di essere e di fare che lo rende tale, che finalità superiore ci può essere a sacrificarsi sull'altare di una cosa che non esiste più ?
      Come ho risposto a Vega, ci sono casi estremi che anche la Chiesa è chiamata a valutare. Ma oggi il dramma enorme che ci sovrasta è l’assoluta volontà di separarsi anche quando ci sarebbero ampi margini di riappacificazione, Axe. Spazi per poter ricucire gli strappi. Bimbi che necessiterebbero di essere messi prima dei nostri desideri di rivalsa……
      amate i vostri nemici

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66028

        #213
        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        sì, quello di paolo è sessismo, normale per la sua epoca, perciò lo comprendo;

        tuttavia, una dottrina che stabilisce oggettive gerarchie di comando per circostanze di nascita è orribile, per me e per tutta la civiltà occidentale e cristiana, a parte gruppuscoli di folli e nostalgici di una tradizione che tutti gli altri rifiutano.
        Dice la Scrittura che “per coloro che sono in Cristo non c’è più né maschio né femmina, né schiavo né libero, né greco né ebreo…”

        L’Uomo è infelice senza la Donna e viceversa. L’altra (l’altro) completa ciò che sei chiamato (chiamata) ad essere.

        Nell’ottica del credente non esistono gerarchie di comando: Si accoglie e si rispetta il Carisma dell’Altro.
        amate i vostri nemici

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66028

          #214
          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
          se la rifiuti poi che ti succede?
          Succede che Dio è Misericordia, Crep! Che è Padre!!!

          Forse che un padre amerà di più il figlio virtuoso di quello scapestrato? Non rimangono, nel suo cuore, entrambi suoi figli? Frutto delle sue viscere?
          amate i vostri nemici

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          • Vega
            Opinionista

            • 04/05/05
            • 17951

            #215
            Cono vedi, pur di vendere il prodotto, vi fate scudo perfino dei bambini.
            Lo schifo è che non avete nemmeno quel minimo di ritegno. E' chiaro che spesso i figli soffrono per i genitori che si separano, ma questo è sfruttamento.
            Anche presentare sempre questo pensiero dell'egoismo delle persone che vorrebbero separarsi ed avere qualcosa di più dalla vita è ignobile. Come se una persona, per il solo fatto di pensare anche al proprio bene e benessere fosse un mostro.
            Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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            • SilviaR
              Sylvia
              • 10/03/12
              • 1139

              #216
              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
              guarda Silvia, se hai la pazienza di leggere con attenzione questo breve articolo, troverai riflessioni interessanti sui meccanismi che presiedono alla scelta di un possibile partner, e sui motivi per cui in seguito questa scelta può rivelarsi insostenibile
              Nel 1902 esce in Francia per i tipi del “Mercure de France” un singolare libro di un filosofo, Jules de Gaultier, intitolato Il bovarismo. Sulla scorta


              non è detto che una scelta "matura" sfugga a questa formula; ma è più probabile che, almeno in parte, un po' per l'esperienza che aiuta a "vedere" l'altro, un po' perché l'orizzonte temporale si accorcia e si vuol stare bene e in armonia nel quotidiano dei gesti, nel relax dell'accettazione di se stessi, si dia più peso ad elementi di gratificazione immediata e autentica, più solidi.
              Interessante, capisco bene come l'uomo senza condizionamenti non sa più chi è. Scegliere di farsi piacere qualcuno solo perché piace a qualcun altro è una cosa che capita spesso specialmente tra ragazzini, dove l'immagine e il gruppo sono tutto. Le persone mature dovrebbero avere superato certi condizionamenti, almeno in parte.
              Io sono il problema e io la soluzione
              "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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              • SilviaR
                Sylvia
                • 10/03/12
                • 1139

                #217
                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                Ho ritenuto verace Colui che me le proponeva…..

                Poi è stato tutto un camminare, Silvia. A lentissimi passi quotidiani. Cadendo innumerevoli volte. Ma sempre constatando l’infinita Misericordia e la presenza costante del Dio che rialza chi è caduto.

                Spettatore, dunque: Mi sento nient’altro che uno spettatore dell’opera di Dio.
                Non hai risposto
                Io sono il problema e io la soluzione
                "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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                • Vega
                  Opinionista

                  • 04/05/05
                  • 17951

                  #218
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                  Ho ritenuto verace Colui che me le proponeva…..

                  Poi è stato tutto un camminare, Silvia. A lentissimi passi quotidiani. Cadendo innumerevoli volte. Ma sempre constatando l’infinita Misericordia e la presenza costante del Dio che rialza chi è caduto.

                  Spettatore, dunque: Mi sento nient’altro che uno spettatore dell’opera di Dio.
                  Come non pensare con la propria testa e vivere felici.
                  Lo capisci che questo è il confine fra chi poi, senza ritegno, compie qualche azione anche meno edificante che mettere moglie a fare le faccende e te a rimbrottare i figli, tipo poca o nulla libertà per figli e coniuge o adoperare violenza?
                  Avresti dato retta al tuo dio anche se ti diceva di picchiare moglie e figli?
                  Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24578

                    #219
                    Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                    Come ho risposto a Vega, ci sono casi estremi che anche la Chiesa è chiamata a valutare. Ma oggi il dramma enorme che ci sovrasta è l’assoluta volontà di separarsi anche quando ci sarebbero ampi margini di riappacificazione, Axe. Spazi per poter ricucire gli strappi. Bimbi che necessiterebbero di essere messi prima dei nostri desideri di rivalsa……
                    Cono, smettila con questa menzogna: nessuno si separa a cuor leggero, soprattutto se ci sono figli; non foss'altro per le difficoltà concrete che si determinano sempre e i litigi, le ripicche e quant'altro;

                    bisogna vedere a quale prezzo si ricuciono gli strappi, e chi effettivamente paga quel prezzo, e come;
                    mi citi i bambini; quanto male può fare ai figli crescere in un ambiente privo di amore e gioia, dove domina la paura, la rassegnazione, il silenzio ostile;
                    li condanni ad apprendere ogni giorno, fin dalla più tenera infanzia, che la vita è quella, che la famiglia funziona così e che quella è la "normalità";

                    poi non meravigliarti se bambini cresciuti così, una volta adulti hanno tante remore a procreare e non vogliono rischiare di condannare altri innocenti a quella mortificazione che hanno vissuto in prima persona.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • axeUgene
                      Opinionista

                      • 17/04/10
                      • 24578

                      #220
                      Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                      Interessante, capisco bene come l'uomo senza condizionamenti non sa più chi è. Scegliere di farsi piacere qualcuno solo perché piace a qualcun altro è una cosa che capita spesso specialmente tra ragazzini, dove l'immagine e il gruppo sono tutto. Le persone mature dovrebbero avere superato certi condizionamenti, almeno in parte.
                      leggi attentamente;
                      non ci si riferisce solo ad un meccanismo infantile, bensì al fatto che si desidera in modo inconsapevolmente strumentale perché il possesso di quella persona - che così diviene oggetto su cui proietti - ti promette di diventare altro da quello che sei, come una protesi della tua identità;

                      guarda che è un'osservazione potentissima che fa luce sul momento in cui si crea una coppia e sul perché poi quella evolve in un certo modo.
                      c'è del lardo in Garfagnana

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                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #221
                        In effetti dopo tre quarti di vita di lavoro due babbucce ed una comoda poltrona ci starebbero bene; se poi c'è una che cucina, lava, stira e scopa credo sia il massimo .
                        Ad una certa età è tutta questione di sghei.
                        Last edited by crepuscolo; 26-02-2016, 14:41.

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                        • SilviaR
                          Sylvia
                          • 10/03/12
                          • 1139

                          #222
                          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                          leggi attentamente;
                          non ci si riferisce solo ad un meccanismo infantile, bensì al fatto che si desidera in modo inconsapevolmente strumentale perché il possesso di quella persona - che così diviene oggetto su cui proietti - ti promette di diventare altro da quello che sei, come una protesi della tua identità;

                          guarda che è un'osservazione potentissima che fa luce sul momento in cui si crea una coppia e sul perché poi quella evolve in un certo modo.
                          Sì, ho capito. La persona la utilizziamo per convincerci di stare bene con noi stessi, di essere in gamba. Quindi i rapporti sono basati su menzogne, su illusioni, è tutto un teatrino che portiamo avanti e che ci aiuta a vivere. Ma alla fine cosa rimane? Si continua fino alla fine a recitare oppure no? O meglio...qualcuno si rende conto di aver recitato ?
                          Io sono il problema e io la soluzione
                          "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24578

                            #223
                            Originariamente Scritto da SilviaR Visualizza Messaggio
                            Sì, ho capito. La persona la utilizziamo per convincerci di stare bene con noi stessi, di essere in gamba. Quindi i rapporti sono basati su menzogne, su illusioni, è tutto un teatrino che portiamo avanti e che ci aiuta a vivere. Ma alla fine cosa rimane? Si continua fino alla fine a recitare oppure no? O meglio...qualcuno si rende conto di aver recitato ?
                            no, non è proprio così;
                            se tu parli di teatrino, rappresenti una finzione consapevole in cui si recita per un fine;

                            in quell'articolo, invece, si analizza un meccanismo inconsapevole - perciò, vissuto genuinamente e spontaneamente - di identificazione di un oggetto d'amore;
                            tutta la cosa riguarda quel contenitore di desideri e sentimenti che chiamiamo "amore" e in cui non sappiamo bene cosa c'è, ma di cui parliamo spesso come fosse un dato scontato;
                            cosa che certamente non è, dal momento che in nome di quello si fa di tutto e il suo contrario, si sacrifica la vita o la si toglie proprio a chi si pretende di "amare";

                            vista la domanda originaria del 3d - se le persone che decidono di sposarsi da giovani sono ingenui o lucidi - andare a vedere quali sono le forze e le motivazioni che spingono due persone a far coppia e famiglia mi sembra lo scaffale giusto in cui cercare i libri delle risposte, no ?
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • SilviaR
                              Sylvia
                              • 10/03/12
                              • 1139

                              #224
                              Non è consapevole, purtroppo si fanno tante cose credendo di fare la cosa giusta anche se non lo è, e in qualche modo la non consapevolezza ci giustifica.
                              Quindi l'amore è un'illusione? Costruiamo la nostra vita sul niente eppure non c'è altro su cui costruire se non gli affetti. Dove sta l'inganno secondo te?
                              Io sono il problema e io la soluzione
                              "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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                              • meogatto
                                Opinionista
                                • 06/02/16
                                • 5192

                                #225
                                Guarda che l'innamoramento e' una trappola biologica funzionale alla sopravvivenza della specie.
                                Senza quell'artificio che temporaneamente, dopo devi solo che produrre per sostenere i carichi, chi li convinceva i bipedi ad accollarsi certi costi?
                                Una creatura costa 170.000 euro fino alla maturita', dopo di piu', la consorte ancora di piu' per sempre, tu pure qualcosa mangi.
                                Pero', una volta negli ingranaggi, pensando di avere in mano la verita', sono entrati nelle nasse e li restano per la pesca miracolosa e sfamare appetiti superiori.

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