veramente, l'unione duratura dei miei genitori è stata possibile esattamente perché quel principio che evochi tu è stato trasgredito, e un'unione che non aveva più senso è consensualmente terminata;
"una carne sola" - eventualmente, e letteralmente, biologicamente - sono i figli; due persone restano due, distinte, qualunque fantasia tu ami coltivare; l'annullamento dell'autodeterminazione individuale a te non pone problemi, ma solo perché non ti figuri vittima; un giorno potresti scoprire amaramente, o per interposta persona, quanto sia un bene prezioso l'intangibilità della volontà individuale quanto a scelte private.
Forse è proprio per questa diametralmente opposta visione della Vita, dell’Amore e del Matrimonio che non riusciamo mai a convenire su niente, amico Axe. Visione che ci ha portato a ciò che siamo oggi: Te da solo ed io in Coppia. Accettiamo lo status-quo. Accettiamo che le nostre esistenze viaggino come i 2 marciapiedi di una via: Paralleli ma inconciliabili.
il fato e gli eventi me ne fará trovare un´altra come a lei gli auguro un´altro..o vuoi dirmi che una su sette miliardi la centri al primo colpo?!
manco al superenalotto !
Giuseppe, ti sposi quando avverti e sai perfettamente d'averla trovata.
Forse è proprio per questa diametralmente opposta visione della Vita, dell’Amore e del Matrimonio che non riusciamo mai a convenire su niente, amico Axe. Visione che ci ha portato a ciò che siamo oggi: Te da solo ed io in Coppia. Accettiamo lo status-quo. Accettiamo che le nostre esistenze viaggino come i 2 marciapiedi di una via: Paralleli ma inconciliabili.
sono inconciliabili perché tu sei incatenato ad un numero civico sul quel lato della strada e ti senti offeso per il fatto che io sia libero di attraversarla come ho fatto più e più volte nella vita, e che posso ancora attraversare;
la cosa buffa è che se per ipotesi io avessi in casa una coniuge che mi stira le camicie e lava i calzini, con la quale magari nemmeno ci si scambia il buongiorno, o figli che mi disprezzano e desiderano diventare l'opposto di ciò che sono, per te quella non sarebbe solitudine, ma una famiglia che lotta;
un modo di vedere molto materialista, della "roba", molto angosciato;
ancora una volta, il tuo modo di porti non comunica alcuna felicità, alcuna gioia autentica;
giudichi la vita di chi non conosci, e l'unica ipotesi è che evidentemente quello che ci proietti sono le angosce che hai dentro di te, i tuoi personali fantasmi, le tue paure e i tuoi desideri rimossi;
hai bisogno di immaginare che chi vive in modo diverso dal tuo sia infelice, perché altrimenti quelle paure e rimozioni sarebbero un peso insopportabile;
vabbè, se a te fa piacere e ti fa sentire meglio, io non mi offendo; fai pure; peace&love
Non si classificano le Persone. O la loro felicità: Si evidenzia solamente un dato di fatto, che il titolo del topic non manca di sottolineare: Si può scegliere di vivere in Coppia o di vivere da soli. Siamo liberi. Ma Dio cosa ci dice nella Genesi? “Non è bene che l’Uomo sia solo…” L’Uomo è fatto per incontrare la Donna. E viceversa. Questa è la Strada Maestra e più naturale perché egli possa essere felice. Felicità che non vuol dire assenza di conflitti, di difficoltà e di ostacoli, bada bene. Te, attualmente, per parlare con qualcuno sei costretto a stare tutto il giorno al computer. Anche nei festivi. Non si tratta di giudicare nessuno, te lo ripeto. Ma è una Realtà che balza agli occhi.
Non si classificano le Persone. O la loro felicità: Si evidenzia solamente un dato di fatto, che il titolo del topic non manca di sottolineare: Si può scegliere di vivere in Coppia o di vivere da soli. Siamo liberi. Ma Dio cosa ci dice nella Genesi? “Non è bene che l’Uomo sia solo…” L’Uomo è fatto per incontrare la Donna. E viceversa. Questa è la Strada Maestra e più naturale perché egli possa essere felice. Felicità che non vuol dire assenza di conflitti, di difficoltà e di ostacoli, bada bene.
mai fuggito gli ostacoli;
ma affrontare ostacoli nella coppia non significa mentire a se stessi e agli altri e strumentalizzarli pur di evitare a tutti i costi l'eventuale sofferenza della solitudine;
perché in questo modo si inganna, si costruisce un mondo di falsità, ipocrisia e paura, esattamente per l'egoismo di non soffrire o far soffrire; magari pure in buona fede, si condanna se stessi e gli altri al rachitismo, a restare immaturi e dipendenti;
Te, attualmente, per parlare con qualcuno sei costretto a stare tutto il giorno al computer. Anche nei festivi. Non si tratta di giudicare nessuno, te lo ripeto. Ma è una Realtà che balza agli occhi.
attualmente, la mia fonte di reddito è autonoma, legata ad orari internazionali che non conoscono ferragosto o feste comandate, né tantomeno cassa integrazione pagata dai soldi altrui; il reddito di due o tre mesi si può giocare nel giro di pochi secondi, perciò è richiesta un'attenzione costante;
ma confesso che discutere con te è affascinante, perché è davvero raro incontrare persone che, oltre a pensare certe cose, non hanno remore ad affermarle; una curiosità culturale, se vuoi una debolezza, che non ho difficoltà ad ammettere;
ti assicuro che, da miscredente, sono pochissimo propenso ad accontentarmi della virtualità e molto materialista, anche se poco propenso a divulgare; per indole, non racconto i fatti privati miei, anche perché mi sembrerebbe indelicato esibire, ecc...
ma, come ho ripetuto più volte, devo riconoscere di essere oggettivamente molto fortunato e privilegiato, e provo molta gratitudine nei confronti di ciò che tu chiami Dio per la bellezza della vita e per tutto ciò che ho ricevuto e ricevo; certamente non rancore;
e questo ti basti
Perché parli di mentire? Nella Coppia gli ostacoli si affrontano insieme. Ci si aspetta a vicenda, nella Coppia, in presenza di momenti difficoltosi. Si sa stare vicini, reciprocamente, senza dar subito corda al dubbio “Avrò sbagliato…sarà la persona giusta per me…meglio separarsi subito?” come invece accade oggi.
Perché parli di mentire? Nella Coppia gli ostacoli si affrontano insieme. Ci si aspetta a vicenda, nella Coppia, in presenza di momenti difficoltosi. Si sa stare vicini, reciprocamente, senza dar subito corda al dubbio “Avrò sbagliato…sarà la persona giusta per me…meglio separarsi subito?” come invece accade oggi.
ma non è vero; nessuno si separa subito; separarsi è un bel guaio e se avviene molto presto vuol dire che le premesse erano sbagliate;
la menzogna, egoistica e opportunista sta un quel "si" generico, che non corrisponde mai alla realtà, che nelle rotture è squilibrata;
se ci si può davvero venire incontro, una coppia fondata sull'amore tiene e il problema non si pone;
ma quando un partner la vive benone e vede l'altro irrimediabilmente infelice, non è venirsi incontro; se quell'altro non ama più, non condivide più certe scelte secche che deve subire, non c'è mediazione; è solo la volontà egoistica di chi impone la sua posizione e fa finta di non vedere, mente, alla società e a se stesso;
tu dici: ci si aspetta a vicenda; bisogna vedere dove ci si aspetta; se si sta già dove piace a te o dove piace a lei, e ci si può anche aspettare tutta la vita, imponendo la propria posizione come riserva mentale: intanto si fa come dico io, poi vediamo... se mi lascia sono caxxi suoi, gli/le tolgo tutto, gli/le faccio fare una vita d'inferno...
viene a galla, diventa esplicito, tutto il sottinteso di potere infranto e tutta la violenza statica di quella situazione che si era accumulata ad oltranza ed era stata nascosta sotto il tappeto;
ho diversi amici avvocati, molti in verità, e sapessi cosa mi raccontano dei sentimenti compressi e repressi di odio che vengono fuori quando la rottura diventa esplicita; ci fosse l'amore che si immagina, chi subisce la rottura sarebbe dispiaciuto, affranto, ma quell'amore dovrebbe dimostrarsi esattamente nel rispetto della volontà del partner e nel distacco dalle proprie stesse difficoltà che sorgono dalla rottura, che devono passare in secondo piano;
è facile amare chi fa ciò che vorremmo e ci fa piacere, non ci crea problemi;
è molto più difficile amare davvero anche quando una persona sceglie altre strade, con la conseguenza di rendere la nostra vita più complicata, da ripensare;
amate i vostri nemici, riporti nella firma; ma come fai ad amare i nemici, se non sei nemmeno disposto a lasciare libera una persona che ami e ti ha amato, dato tanto, ma non condivide più ?
pensi che a me faccia piacere essere abbandonato quando non vorrei ? certo che no;
ma che alternative avrei, dopo aver tentato di ricucire ? l'inganno, il sotterfugio, l'anestesia, sapendo, vedendo quella persona che appassisce, perde la voglia di vivere e fare progetti e resta con me per dovere, o peggio, timore ?
che poi, la cosa curiosa è che io, di indole, sarei altrettanto conservatore di Cono:
ho una coppia di amici storici - compagni di classe, li ho visti insieme dalla II liceo - che sono i crisi da 30 anni; sono amico di entrambi e della coppia;
parlando con loro singolarmente ho sempre cercato di attenuare la percezione devastante degli atteggiamenti del coniuge, e fin lì, certamente ho fatto bene; ma ho anche messo a dormire una parte della mia sincerità, perché conosco entrambi, e probabilmente per l'egoismo di tutelare un quadretto stabile che mi conforta, evitare di essere coinvolto in una rottura;
infatti, mi sono accorto che se fossi stato amico solo di una parte, avrei sinceramente e da lungo consigliato la separazione, dato che potevo vivere tangibilmente un'atmosfera continuamente tesa, di ripicche, silenzi e ostilità che gravava sulle tre figlie; io non avrei mai potuto tollerare una situazione del genere, che i due hanno somatizzato con diversi e anche gravissimi disturbi, fino alla malattia;
né l'avrei sinceramente tollerata per un amico;
non so come andrà a finire, dato che ho dovuto pagare con una certa distanza il fatto di non aver preso posizione e assecondato le doléances di una delle parti, ricevendone ostilità;
io credo di aver fatto del mio meglio e ho rispettato il confine sacro dell'autodeterminazione; ma resta anche il sapore amaro di essersi tirati indietro e non avere sinceramente espresso il mio sentimento autentico di fronte a quella circostanza, cosa io avrei fatto per tutelare la dignità di tutti se la circostanza avesse investito direttamente me;
dove sta l'egoismo, dove il bene, la virtù, nel momento in cui vedi quelli che si deprimono, piangono tutto il giorno, diventano aggressivi e violenti o indifferenti, si ammalano, pur di tenere in piedi quella cosa ?
Vabbè Axe, qui deviamo in un altro settore. Anche se tu li avessi consigliati secondo il tuo sentire, e non tentando la mediazione che per affetto offrono tutti i buoni amici, quelli avrebbero continuato a stare in crisi altri trent'anni. Se si rimane tanto a lungo in una situazione difficile è perché manca il coraggio o, nonostante i lamenti, si va avanti tra alti e bassi. Te lo dico per diretta esperienza, ti attacchi ad ogni sciocchezza, una gita, una serata in cui inaspettatamente si parla, aspettiamo settembre, vediamo cosa succede a natale, dopo che dimettono papà, Petronilla ha la sessione d'esami... Non so se sia affetto o paura, forse le nevrosi compatibili di cui spesso parli, specialmente quando la tristezza diventa patologica. Ma questo smentisce la tesi di Cono della gente che si separa come se starnutisse, per capriccio. Ma neanche i divi di Hollywood, io non ci credo proprio, perché la separazione è una fase di sofferenza in sé, una delle principali cause di stress e depressione, quindi uno non è che queste cose se le vada a cercare.
Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
(George Bernard Shaw)
Vabbè Axe, qui deviamo in un altro settore. Anche se tu li avessi consigliati secondo il tuo sentire, e non tentando la mediazione che per affetto offrono tutti i buoni amici, quelli avrebbero continuato a stare in crisi altri trent'anni.
questo è teoricamente probabile, salvo che l'intervento non inneschi circostanze di non ritorno, perché colpiscono l'identità, l'orgoglio; con quei miei amici ho dovuto mettere la sordina ad episodi di violenza di cui non potevo sapere se fossero veri o meno; se io avessi dato eco - vero o falso che fosse, e probabilmente in questo caso ho fatto bene a non farlo - magari avrei amplificato un dissidio oltre il tollerabile, perché la persona accusata avrebbe dovuto rispondere all'esterno della coppia della sua rispettabilità e quindi dovendo mettere in moto tutto il repertorio di difesa e, in ultima analisi, guerra conclamata;
Se si rimane tanto a lungo in una situazione difficile è perché manca il coraggio o, nonostante i lamenti, si va avanti tra alti e bassi. Te lo dico per diretta esperienza, ti attacchi ad ogni sciocchezza, una gita, una serata in cui inaspettatamente si parla, aspettiamo settembre, vediamo cosa succede a natale, dopo che dimettono papà, Petronilla ha la sessione d'esami... Non so se sia affetto o paura, forse le nevrosi compatibili di cui spesso parli, specialmente quando la tristezza diventa patologica. Ma questo smentisce la tesi di Cono della gente che si separa come se starnutisse, per capriccio. Ma neanche i divi di Hollywood, io non ci credo proprio, perché la separazione è una fase di sofferenza in sé, una delle principali cause di stress e depressione, quindi uno non è che queste cose se le vada a cercare.
dopo una certa età, siamo tutti, per istinto, conservatori, anche se sappiamo che fa male, anche chi fuma due pacchetti di Gauloises senza filtro, ma in quelle trova conforto, o si fa le pere di eroina;
parli con uno che ha difficoltà persino a cacciarsi in gola due dita quando ha mangiato qualcosa di tossico, se il rigetto non avviene da sé;
a volte, per un motivo o pretesto esterno che si formalizza in qualche modo - come nel caso delle botte che diventano note a terzi, o altro, l'analisi, un lutto, una malattia - capita di vedere o vedersi in una prospettiva che in quel momento si realizza essere incompatibile con la propria identità, col proprio mondo di valori, che inquina tutto in modo inammissibile, travolge ogni narrazione di sé accettabile; e solo allora si cambia.
Vabbè Axe, qui deviamo in un altro settore. Anche se tu li avessi consigliati secondo il tuo sentire, e non tentando la mediazione che per affetto offrono tutti i buoni amici, quelli avrebbero continuato a stare in crisi altri trent'anni. Se si rimane tanto a lungo in una situazione difficile è perché manca il coraggio o, nonostante i lamenti, si va avanti tra alti e bassi. Te lo dico per diretta esperienza, ti attacchi ad ogni sciocchezza, una gita, una serata in cui inaspettatamente si parla, aspettiamo settembre, vediamo cosa succede a natale, dopo che dimettono papà, Petronilla ha la sessione d'esami... Non so se sia affetto o paura, forse le nevrosi compatibili di cui spesso parli, specialmente quando la tristezza diventa patologica. Ma questo smentisce la tesi di Cono della gente che si separa come se starnutisse, per capriccio. Ma neanche i divi di Hollywood, io non ci credo proprio, perché la separazione è una fase di sofferenza in sé, una delle principali cause di stress e depressione, quindi uno non è che queste cose se le vada a cercare.
Mi rattristi dicendo che le mie sono soltanto tesi, Barbara: Ci spendiamo i nostri dopocena, con le Coppie in crisi. E ti assicuro che c’è chi si vuol separare al ritorno dal viaggio di nozze. Casi limite, può darsi, ma mentre un tempo tale prospettiva era valutata come extrema-ratio…come ultima ipotesi, adesso è una delle prime: C’è la scappatoia legale, perché non approfittarne? Sto soffrendo, c’è troppo da lottare e da combattere…mi tiro fuori. E’ pieno di buoni avvocati che in 6 mesi (massimo un anno) mi ridanno l’agognata libertà.
ma non è vero; nessuno si separa subito; separarsi è un bel guaio e se avviene molto presto vuol dire che le premesse erano sbagliate;
la menzogna, egoistica e opportunista sta un quel "si" generico, che non corrisponde mai alla realtà, che nelle rotture è squilibrata;
se ci si può davvero venire incontro, una coppia fondata sull'amore tiene e il problema non si pone;
ma quando un partner la vive benone e vede l'altro irrimediabilmente infelice, non è venirsi incontro; se quell'altro non ama più, non condivide più certe scelte secche che deve subire, non c'è mediazione; è solo la volontà egoistica di chi impone la sua posizione e fa finta di non vedere, mente, alla società e a se stesso;
tu dici: ci si aspetta a vicenda; bisogna vedere dove ci si aspetta; se si sta già dove piace a te o dove piace a lei, e ci si può anche aspettare tutta la vita, imponendo la propria posizione come riserva mentale: intanto si fa come dico io, poi vediamo... se mi lascia sono caxxi suoi, gli/le tolgo tutto, gli/le faccio fare una vita d'inferno...
viene a galla, diventa esplicito, tutto il sottinteso di potere infranto e tutta la violenza statica di quella situazione che si era accumulata ad oltranza ed era stata nascosta sotto il tappeto;
ho diversi amici avvocati, molti in verità, e sapessi cosa mi raccontano dei sentimenti compressi e repressi di odio che vengono fuori quando la rottura diventa esplicita; ci fosse l'amore che si immagina, chi subisce la rottura sarebbe dispiaciuto, affranto, ma quell'amore dovrebbe dimostrarsi esattamente nel rispetto della volontà del partner e nel distacco dalle proprie stesse difficoltà che sorgono dalla rottura, che devono passare in secondo piano;
è facile amare chi fa ciò che vorremmo e ci fa piacere, non ci crea problemi;
è molto più difficile amare davvero anche quando una persona sceglie altre strade, con la conseguenza di rendere la nostra vita più complicata, da ripensare;
amate i vostri nemici, riporti nella firma; ma come fai ad amare i nemici, se non sei nemmeno disposto a lasciare libera una persona che ami e ti ha amato, dato tanto, ma non condivide più ?
pensi che a me faccia piacere essere abbandonato quando non vorrei ? certo che no;
ma che alternative avrei, dopo aver tentato di ricucire ? l'inganno, il sotterfugio, l'anestesia, sapendo, vedendo quella persona che appassisce, perde la voglia di vivere e fare progetti e resta con me per dovere, o peggio, timore ?
Ciò che sta a monte conta, nell’unione! Non quello che diventa apparentemente irrecuperabile, Axe. A monte (ti parlo dell’unione matrimoniale cristiana, ma anche in senso lato di quella solo civile) è necessaria la consapevolezza che l’altro (il partner) spesso è IL NEMICO che in qualche modo ti limita, ti costringe a uscire da te stesso e dalle tue abitudini….Il diverso che scombina il tuo mondo apparentemente dorato, capisci? Ed è questo nemico (la Moglie…il Marito) che sei chiamato ad amare. Come? Stringendo i pugni? Soffrendo in silenzio? Facendo finta di niente tanto poi passerà? Sentendoti un eroe? Solo un pazzo e un alienato potrebbe ragionare così. No, sei chiamato ad amare tua Moglie (tuo Marito) così com’è. Non come vorresti che fosse. Ad amarla nei suoi difetti, più che nei suoi pregi. Nelle sue debolezze, che poi scopri non molto dissimili dalle tue….
Ecco allora il “miracolo”: Scoprirai poco alla volta, che quel nemico ti sta facendo un servizio. Ti sta rendendo un Uomo (una Donna) migliore. Capace di stare in piedi con la schiena dritta. Di non piegarsi alla tirannìa dei rancori, degli orgogli, delle superbie reciproche….
E sgorgherà, da dentro te, irrefrenabile, il Ringraziamento. Per il Dono della Vita, dell’Amore, della Famiglia, dei Figli: Ti sentirai rinascere!
Ciò che sta a monte conta, nell’unione! Non quello che diventa apparentemente irrecuperabile, Axe. A monte (ti parlo dell’unione matrimoniale cristiana, ma anche in senso lato di quella solo civile) è necessaria la consapevolezza che l’altro (il partner) spesso è IL NEMICO che in qualche modo ti limita, ti costringe a uscire da te stesso e dalle tue abitudini….Il diverso che scombina il tuo mondo apparentemente dorato, capisci? Ed è questo nemico (la Moglie…il Marito) che sei chiamato ad amare. Come? Stringendo i pugni? Soffrendo in silenzio? Facendo finta di niente tanto poi passerà? Sentendoti un eroe? Solo un pazzo e un alienato potrebbe ragionare così. No, sei chiamato ad amare tua Moglie (tuo Marito) così com’è. Non come vorresti che fosse. Ad amarla nei suoi difetti, più che nei suoi pregi. Nelle sue debolezze, che poi scopri non molto dissimili dalle tue….
Ecco allora il “miracolo”: Scoprirai poco alla volta, che quel nemico ti sta facendo un servizio. Ti sta rendendo un Uomo (una Donna) migliore. Capace di stare in piedi con la schiena dritta. Di non piegarsi alla tirannìa dei rancori, degli orgogli, delle superbie reciproche….
E sgorgherà, da dentro te, irrefrenabile, il Ringraziamento. Per il Dono della Vita, dell’Amore, della Famiglia, dei Figli: Ti sentirai rinascere!
abbi pazienza Cono, ma tutto questo, parte dal presupposto che mi sia stufato io;
ma se una mi lascia, e non mi vuole più, tutta questa esortazione a che serve ?
cosa dovrei fare oltre a tentare un dialogo ?
ma se lei è infelice a causa mia e io lo vedo, ignoro ?
ma, anche volendo essere insensibili ai sentimenti altrui e disposti a tutto, come dici tu; questo tutto dove arriva e che risultati immagini di ottenere ?
se il dialogo non funziona e lei mi lascia lo stesso, che faccio la seguo e la bombardo con un drone ? le faccio i dispetti, le avveleno il cane, mi metto a litigare su questioni che riguardano i figli, o cosa ?
perché le cose che racconti col "si" impersonale finiscono tutte in questo vicolo cieco, che è la realtà di due persone con strade diverse.
mai fuggito gli ostacoli;
ma affrontare ostacoli nella coppia non significa mentire a se stessi e agli altri e strumentalizzarli pur di evitare a tutti i costi l'eventuale sofferenza della solitudine;
perché in questo modo si inganna, si costruisce un mondo di falsità, ipocrisia e paura, esattamente per l'egoismo di non soffrire o far soffrire; magari pure in buona fede, si condanna se stessi e gli altri al rachitismo, a restare immaturi e dipendenti;
Esatto.
Però qualcuno ste cose non le capisce.....
Mi rattristi dicendo che le mie sono soltanto tesi, Barbara: Ci spendiamo i nostri dopocena, con le Coppie in crisi. E ti assicuro che c’è chi si vuol separare al ritorno dal viaggio di nozze. Casi limite, può darsi, ma mentre un tempo tale prospettiva era valutata come extrema-ratio…come ultima ipotesi, adesso è una delle prime: C’è la scappatoia legale, perché non approfittarne? Sto soffrendo, c’è troppo da lottare e da combattere…mi tiro fuori. E’ pieno di buoni avvocati che in 6 mesi (massimo un anno) mi ridanno l’agognata libertà.
Veramente bastano 6 mesi e una marca da bollo da 16 euro, adesso.
Gli avvocati possono starsene dove sono... sempre che siamo in presenza di due persone intelligenti.
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