[QUOTE=bvzpao;1165164]per quanto mi riguarda il drago nel garage
Parliamo di credenze e superstizioni
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Che poi sarebbe tutto da dimostrare, che gli struzzi mettono la testa nella sabbia,Originariamente Scritto da Bruco Visualizza MessaggioDiventa sempre più difficile, se non impossibile, tentare di farvi comprendere quale siano i fili che regolano un ragionamento che abbia i piedi in terra, non la testa nella sabbia. Insieme a voi solo gli struzzi non l'hanno ancora compreso.

vikkipikki riporta :
Leggenda della testa sotto la sabbia
Ad un osservatore inesperto può sembrare che lo struzzo metta la testa sotto la sabbia ma in realtà si china con il collo disteso e con il corpo appoggiato a terra cercando di imitare un cespuglio o una grossa roccia, e se il predatore si avvicina troppo, scappa a grandi falcate che raggiungono i 70 km/h.Last edited by bumble-bee; 20-04-2010, 10:13.Bambol utente of the decade
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Proprio io? Ma se qualcuno accusa anche me di essere una bara...Originariamente Scritto da bvzpao Visualizza Messaggiovabbeh, fattelo rispiegare da marimba
(tocchiamoci please)
[I][FONT="Book Antiqua"][SIZE="3"]Ges
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Allora, amici atei, dobbiamo concludere affermando semplicemente di essere incomunicabili? Che Scienza e Fede non possono assolutamente trovare punti di contatto? Triste la faccenda. Anche se, dopotutto, chi ha affermato che nessuna spiegazione scientifica e' necessaria per chi ha il dono della Fede e nessun miracolo e' abbastanza convincente per chi ne e' sprovvisto, non aveva poi tutti i torti.....amate i vostri nemici
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"decidere"? No, non ho deciso proprio niente io.Originariamente Scritto da bvzpao Visualizza Messaggioquindi tu vorresti decidere per me se c'è oppure no differenza tra il drago e il mio dio?
Il tuo dio è o non è indimostrabile?
Bon.Originariamente Scritto da bvzpao Visualizza Messaggioe tante volte ti è già stato detto che siamo d'accordo sul fatto che non si può dimostrare con i tuoi criteri (anzi con quelli che tu ammetti come buoni) nessun dio, anche quello dei cristiani. questo ti è chiaro? bon
Quello che ti manca di capire, ora, è quelli che tu impropriamente chiami "i miei criteri" non sono altro che i criteri tipici della scienza e più in generale tipici di chiunque faccia uso della ragione anzichè della fede.
Anche perhè, casomai non te ne fossi accorti, con l'uso della fede è possibile dimostrare tutto e il contrario di tutto.
Ma "oltre" dove, se non hai ancora spiegato nulla su quelli che tu chiami "i tuoi criteri"?Originariamente Scritto da bvzpao Visualizza Messaggioma se tu fossi disposto ad accettare criteri che non sono tuoi e che sono ugualmente ragionevoli allora se ne potrebbe discutere, ma visto che ti piace giocare solo se si fa con le tue regole, scuoto la polvere e passo oltre
Ma tu pensi davvero che si possa eludere la razionalità?
Ma, veramente, sono io che ho (ri)spiegato qualcosa a loro..Originariamente Scritto da bvzpao Visualizza Messaggiovabbeh, fattelo rispiegare da marimba e da bio
E a voi.
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Questo dipende dal livello di testardaggine dei credenti. Non penso sia possibile avere comunicabilitOriginariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioAllora, amici atei, dobbiamo concludere affermando semplicemente di essere incomunicabili?
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Io invece ho sempre creduto il contrario, perdonami.
"Confrontandosi con la natura che lo circonda, l’essere umano osserva il suo naturale collegamento con il mondo animale, col quale condivide gran parte delle sue funzioni vitali, ma percepisce allo stesso tempo la sua singolarità e la sua emergenza. Egli è depositario di un’identità che appartiene solo a lui e che certamente suscita degli interrogativi quando giudicata sullo sfondo del suo ambiente, il pianeta terra, ma anche in un contesto di ben più larga scala, come quello dell’universo fisico. Da un punto di vista fenomenologico, la singolarità e l’emergenza dell’uomo si manifestano in molteplici modi: nella capacità di adattare a sé, in modo progettuale, l’ambiente in cui vive e di adattarsi convenientemente ad esso; nel linguaggio, che gli permette forme di comunicazione universali e simboliche che astraggono dalla concretezza e dall’immediatezza della sua vita istintiva ( SIMBOLO); nella sua capacità di comprensione del mondo naturale, di cui sa prevedere il comportamento e guidarne la trasformazione; nella sua continua tensione verso mete sempre maggiori di conoscenza e di volizione che costruiscono la sua storia. Ma la peculiarità dell’essere umano si riconosce in modo più generale nella sua capacità di cultura e nella presenza di una dimensione religiosa ( RELIGIONE), che lo conduce ad interrogarsi sul senso dell’esistenza, sulla libertà e la moralità dei suoi atti, sull’origine e sul fine di tutte le cose.
Fin dagli albori dell’epoca classica, la riflessione filosofica ha segnalato il motivo di tale emergenza nella presenza, nell’uomo, di un’ anima spirituale che trascende la materia e che lo pone pertanto in una condizione unica rispetto agli altri animali, conducendo così a definirlo, con Aristotele, come «animale razionale». Le “narrazioni delle origini” trasmesse dalle religioni della terra ne suggeriscono, sebbene con racconti di significati assai diversi, un suo collegamento con un mondo divino, dal quale l’essere umano avrebbe tratto in definitiva la sua origine. La rivelazione biblica colloca l’unicità e l’emergenza dell’uomo nella sua condizione di creatura fatta a immagine e somiglianza di un unico Dio ( CREAZIONE, II; VITA, IV), secondo una dignità che il messaggio del NT arricchirà con la vocazione a conformarsi al Dio-uomo, Gesù Cristo, la cui incarnazione e redenzione costituiscono la definitiva rivelazione e compimento della verità dell’uomo.
Lo studio della ricostruzione storica della comparsa e dello sviluppo dell’uomo sulla terra, attraverso la paleoantropologia, la biologia, l’etnologia e le discipline ad esse collegate, ha pertanto offerto un terreno di dibattito fra la religione e le scienze, specie a partire dal XIX secolo, quando si è cominciato a comprendere che tale ricostruzione poteva essere svolta solo in un quadro evolutivo, fatto di lunghi sviluppi e di lente trasformazioni ( EVOLUZIONE). Nel mondo occidentale, tale dibattito ha preso forma dapprima nel confronto, e poi nel tentativo di composizione, fra la narrazione biblica dell’origine dell’uomo ed i dati provenienti dalle scienze. In questo contributo ci occuperemo di questo tema secondo un itinerario principalmente paleoantropologico ed evolutivo, teso ad individuare l’identità biologica e culturale dell’essere umano, per accedere poi ad alcune risonanze di ordine filosofico e teologico, lasciando alle altri voci di quest’opera il compito di percorrere itinerari complementari, ma non indipendenti. Analogamente a quanto accade nel confronto fra scienza e fede in altre discipline, come ad esempio la cosmologia, i cammini esplorati dalla scienza per risalire ad una spiegazione “degli inizi” non vanno visti in alternativa dialettica con quanto, attraverso fonti e metodi diversi da quelli delle scienze sperimentali, l’uomo apprende circa “le sue origini”.http://www.disf.org/Voci/121.aspamate i vostri nemici
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Io vorrei tanto capire quali siano questi metodi. Ma una volta capito di quali metodi si tratta perchè questi metodi portano a conclusioni diverse?ma se tu fossi disposto ad accettare criteri che non sono tuoi e che sono ugualmente ragionevoli allora se ne potrebbe discutere, ma visto che ti piace giocare solo se si fa con le tue regole, scuoto la polvere e passo oltre
Cono, lascia stare le derive filosofiche e teologiche di Facchini se non vuoi farti ancora del male.Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple
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La mia storia, oramai, la conosci. Ti ho raccontato fatti, non citazioni. Ho scoperto l'amore di Dio proprio negli avvenimenti + dolorosi, non sui libri di teologia....amate i vostri nemici
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