realt
Cosa ci dice la scienza sulla realt
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Ah, ma se dubiti dell'esistenza dell'acqua ti consiglio di rovesciarti in testa il recipienti pieno d'acqua gelida.
Capirai subito che è reale.
Poi l'immagine arriva ad una tale velocità sugli occhi che la rilevazione è quasi simultanea nel momento in cui la guardi e non c'entra nulla con il concetto di realtà fisica.
Quanto ai sensi, è dimostrato scientificamente che, quando funzionano normalmente senza difetti, rilevano ciò che è esiste realmente.
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Esiste realmente circoscritto nel nostro raggio sensoriale o dove i nostri strumenti di misura arrivano , ma tutto questo potrebbe essere solamente un mio sogno dal momento che è ciò che percepisco io visto che le opinioni posso essere differenti .
Poi è da vedere se io sono io dal momento che le cellule che compongono il mio fisico sono in costante mutazione , proviamo a scomporre tutti i mattoncini che lo compongono e arrivati all'atomo dimmi di che cosa è composta la realtà che lo tiene in vita
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Essere in continua mutazione non significa che tu non sarai più formato da atomi e materia organica.
Ciò che tiene in vita è il funzionamento regolare dell'organismo umano e la presenza di sostanze in esso che forniscono l'energia necessaria (se non mangi muori).
Non è una tua percezione od opinione personale che può differire dagli altri esseri umani.
Non si sta parlando di filosofia o del trascendente, ma di corpi fisici constatabili.
Salvo casi di sensi appunto difettosi o non normali ovviamente, l'acqua gelida e la sua quantità sulla tacca del recipiente verrà percepita come tale da chiunque, essendo la semplice rilevazione di ciò che già esiste nella realtà.
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[QUOTE=Sousuke;1228585]Nessuna contraddizione.
Semplicemente affermavo che, nonostante la presenza di brave persone altruistiche, filantropiche, o servizi statali gratuiti a favore dei bisognosi e di chi sta male (per[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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Mi sà che così stiate sconfinando nel sofismo; la realtà è tutto ciò che una persona vive. Sia materialmente che spiritualmente. Ad esempio, io amo mia moglie. Dunque l'amore esiste. Anche se non sò quantificarlo in una formula, o dargli un'immagine geometrica"Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l
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In teoria potrebbe provenire da qualche notevole donazione, da destinare a fini pubblici, da parte di chi detiene enormi quantità di ricchezza (ce ne sono molti), ma di solito ciò non avviene proprio perchè sarebbero atti filantropici.
Quanto al resto, avevo semplicemente detto che le azioni realmente altruistiche (cioè che poi non hanno un tornaconto personale in qualche modo) sono l'eccezione rispetto alla regola e continueranno a convivere con l'impianto egoistico generale solo fino a quando non ne comprometteranno il suo funzionamento, altrimenti verrebbero subito combattute e rese impraticabili.
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Si è vero, ma in ogni caso non è farina del mio sacco, poiché in una trasmissione televisiva sul satellitare, un astrofisico americano ha detto che molte volte hanno registrato dei fenomeni strani che non riescono a spiegarsi con le attuali conoscenze. Ovvero: hanno visto e registrato con gli strumenti a loro disposizione che, da una qualsiasi galassia esce una gocciolina incandescente che si allontana nello spazio infinito, e quando questa gocciolina si è allontanata sufficientemente dalla galassia di provenienza, la stessa esplode andando a formare un'altra galassia. Naturalmente che cosa centra in tutto questo l'uomo? Secondo l'astrofisico questo evento si poteva collegare al principio antropico. Ovvero: è come se qualcuno o qualcosa avesse deciso di fare l’universo a nostra misura. A misura d’uomo. Per questo la tentazione di un’interpretazione soprannaturale era forte. Ma veramente non può esistere possibilità di spiegazioni naturali senza andare nel soprannaturale? Sembra che il primo tentativo sia stato fatto dall'astrofico Martin Rees, e da una schiera di cosmologi americani: esso è a metà tra la religione e la scienza e, appunto, come ho accennato, prende il nome di Principio Antropico.Originariamente Scritto da Vega Visualizza MessaggioSi, l'hai sparata grossa.
L’idea di base è semplice: se l’universo fosse fatto diversamente da com’è, non ci sarebbe posto per la vita e quindi non ci sarebbero uomini capaci di studiarlo. Un universo osservabile (che ammetta, in pratica, la presenza di un osservatore) non può che essere fatto: a misura d’uomo.
Insomma, l’universo è fatto così perché solo in tal modo gli uomini possono esistere e osservarlo. In questo senso però, un fisico francese particolarmente caustico, un certo Hubert Reeves, ha osservato che non è giusto parlare di principio Antropico, poiché l’attuale struttura dell’universo consente l’esistenza anche della foca e del tricheco, quindi, perché non affermare che il cosmo è stato fatto a misura di tricheco? Qualcuno gli ha risposto che il tricheco non sa studiare l'universo e l'uomo sì, quindi la foca e il tricheco sarebbero solo effetti collaterali causati dai tentativi fatti dalla materia per la nascita della vita dell'uomo intelligente.
In ogni caso però, la situazione si è andata modificando in modo radicale, fornendo spiegazioni naturali, con i primi lavori sulla teoria grand’unificata, anche se, la tentazione di un "uomo dio" che costruisce galassie ancora non si è spenta del tutto. E questo durerà, credo, fino a quando gli astrofisici non riusciranno a comprendere come si formano quelle goccioline incandescenti che poi esplodono diventando galassie. Per questo si è pensato che vi fosse qualcuno che alimenta il caminetto universale, con la produzione continua di galassie; e poiché noi nell'universo conosciamo solo l’uomo, spostare l'attenzione su altre intelligenze uguale alla nostra ma più evolute, il passo è stato breve. In ogni modo sono d'accordo con te nel definirle forzature ma, secondo il mio modo di vedere: mai dire mai.Last edited by Bruco; 20-08-2010, 22:29.[FONT="Lucida Console"][COLOR="Blue"]La fantasia
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