Originariamente Scritto da conogelato
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Cosa ci dice la scienza sulla realt
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Per aiutarci reciprocamente, per maturare e conoscere cose nuove, per aprire le nostre menti e i nostri cuori....amate i vostri nemici
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ma come, o mago
, tu che cambi sempre le carte in tavole, prima dici che non cambia niente poi dici quello che cambia.
Qui ci vorrebbe Piero Angela per smascherarti, o mascherina.
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Non ti seguo.
Sono 4 anni che frequento il forum e, grazie alle varie discussioni, mi sento indubbiamente maturato. Diverso, se non altro.amate i vostri nemici
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Allora è bene che tu ti rilegga.Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioNon ti seguo.
.
Il niente non esiste, non essendo esistenza.
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A parte che ancora non son morto
, forse è meglio riparlarne quando ce ne siamo dimenticati entrambi.
Io che leggo, sarei criptico, non tu che scrivi.
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Non sei scemo, sei solo un po' distratto.Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioSaro' scemo io, che ti devo dire. Ciaooooo!
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Perché credo che le faccine siano utili per trasmettere lo stato d'animo.
Un po' come i geroglifici egiziani.
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Cosa ci dice la scienza sulla realtà, su noi stessi e sul senso della vita?
Se partiamo dal concetto che la scienza debba dire qualcosa a "noi", partiamo da un punto di vista sbagliato. La scienza può dire qualcosa a "me", non a "noi". Tra il "me" ed il "noi" c'è un salto troppo grande, che presume una possibilità di estensione piana e lineare del senso ultimo dal singolo alla collettività. In realtà le questioni ontologiche, sul senso ultimo dell'essere sono relative al singolo, all'io, che è il piano più raffinato ed esatto della realtà, perchè è il confine dove la realtà ultima si percepisce nel modo più esatto e libero. Anche il nichilismo se vogliamo non riguarda il collettivo, ma il singolo, perchè un nichilista collettivizzato non ha senso: salverebbe il senso di collettività dalla sua mozione distruttiva,e a che titolo? E che senso dovrebbe dare a questo valore del collettivo? Da notare che il passaggio dal singolo alla collettività è sempre stato quello più difficile anche per le religioni, e non a caso i buddisti dicono che il maestro non può camminare per il discepolo, perchè ogni individuo è una entità a se stante. Tutto quel che possono dare le religioni è sostanzialmente una forma mentale ed emotiva che faccia da punto di appoggio, da gradino affinchè l'individuo possa trasformare una energia potenziale interiore innata, in lavoro effettivo. Una palestra dello spirito, insomma, e niente di più, dove se si aiuta il prossimo con un atto di imperio, si indeboliscono i suoi "muscoli interiori" in un sistema adiabatico, di ferrea conservazione dell'energia, quel che gli indù chiamano karma, quella che per il cristianesimo è peccato e castigo, o virtù e premio.
E' importante, direi fondamentale questa dimensione della religione come strumento culturale a disposizione dell'essere che si affaccia solitario verso l'infinito, non della comunità.
Quindi, tornando a noi, l'impatto, direi il riflesso della scienza sul senso ultimo dell'essere, se vogliamo ci dice questo, che per la scienza l'io deve autodefinirsi e riflettere su se stesso obbligatoriamente come un "noi", dato che tutto quello che sovrasta questa dimensione collettiva non può ovviamente avere dignità di elemento vagliato ed approvato. Questo obbligo a trasformare l'io in noi dato dalla parzialità della scienza, scienza che non è altro che la materia che studia se stessa, porta all'altro aspetto importante che tutta la psicologia insegnata nelle università, tutta l'antropologia, tutta la letteratura, e anche la filosofia della scienza, sono antiscientifiche, e quindi destituite di ogni fondamento.Quel che stupisce è che la scienza incurante di ciò si trasformi in scientismo, ovvero diventi -ismo, ideologia, visione del mondo. La scienza dovrebbe parlare poco e col beneficio d'inventario, diciamo parlare meno dei notai, dato che il notaio nel suo campo può dire "le cose stanno così". La scienza invece può solo dire "le cose messe così danno una certa coerenza di risultati logici", e Newton al pari di tanti scienziati smentiti da ricerche successive ne sa qualcosa di questa realtà relativa e parziale delle verità scientifiche. Estendere per induzione i motti derivati da singole scoperte scientifiche ad ambiti estranei, decontestualizzandole, significa creare una nuova fede scientista. Andava di moda nei salotti ai tempi di Einstein citare il detto "tutto è relativo", magari parlando delle corna messe alla moglie. Ebbene, questo è cattiva scienza, e cattiva religione. Vogliamo dire che il 99% della mentalità scientista è contestabile sul piano puramente scientifico? Che la mente è una secrezione del cervello non è provato, semmai è provato che il cervello è necessario all'espressione della mente, anche se al cervello bisogna aggiungere la pancia e la sua rete neuronale. Oltre non si può onestamente andare se non per induzione, ovvero con sistemi non scientifici. Non che sia in sè negativo, ma se lo si nega per gli altri lo si deve onestamente negare prima di tutto per se stessi, non anche per se stessi, ma prima di tutto.
Quel che è curioso della scienza è appunto il suo essere stata ed essere tuttora strumento di promozione di ideologia contro le religioni tradizionali, da parte di una organizzazione verticistica e fideistica, la massoneria, che ha un suo dio! Il G.A.D.U. non è altro che il dio dei massoni, Grande Architetto Dell'Universo. Dietro l'esplosione della scienza c'è stata appunto la massoneria, quella degli inni a satana, l'antidio che diede agli uomini, come nuovo prometeo il fuoco della verità scientifica contro il dio oscurantista geloso e possessivo dei cristiani.
Dato che la particolarità dell'essere umano è quella di essere fideistico per natura, e l'esplosione dell'esoterismo da baraccone, la New Age, in questi tempi di scientismo imperante sta a dimostrarlo, è ovvio che quella che è in atto è una operazione di sostituzione di un Dio rivolto all'ente uomo, alla coscienza sola e piena di responsabilità di fronte all'universo, con un dio architetto, costruttore, scientista, razionalista, collettivista. Potremmo dire il satana buono dei massoni, che però ha il suo lato nero, e sarebbe interessante indagare quanto questa torre di babele fondata sul non essere possa crescere prima di essere colpita dal fulmine dell'essere.
Scienza collettivista nel senso appunto che la scienza può dire cose sulle verità ultime solo al "noi" e non al "me". Questa diviene appunto una educazione dei singoli a vedersi come un "noi" di fronte alla realtà suprema, intesa come problema ontologico dell'essere. In fondo i riti pagani per ottenere l'amore e la fortuna non sono altro: tecnologia scientista applicata al sovrannaturale, e vanno nel senso del G.A.D.U., infatti non ci si chiede che cosa è l'amore, chi ama che cosa e che significa amare, ma si pone l'ente supremo al servizio delle proprie incoerenze ed approssimazioni intellettuali secondo una visione tecnologica, per cui il distributore-automatico-Dio, con la moneta giusta sgancia la lattina di birra desiderata.
In questo senso la superstizione della New Age è funzionale alla mentalità tecnologica, perchè vive della stessa alienazione: un io che non sa coltivare se stesso di fronte all'universo.
C'è a questo punto da chiedersi, abbiamo bisogno di un dio tecnologizzato?Last edited by Fuchur; 14-08-2010, 13:04._______________________________________
Gli oggetti hanno la capacit
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Assolutamente no; abbiamo bisogno di un Dio padre amorevole. E di una scienza a misura d'uomo; che percepisca quanto sia importante darsi anche dei limiti, dei paletti. Non tutto quello che si può fare - voglio dire - diventa automaticamente buono"Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l
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Parla al singolare, per te!!!abbiamo bisogno di un Dio padre amorevole
La scienza parla un linguaggio comune in tutto il mondo e si da il caso che parli a tutti nel senso che, seppur le conocenze possono perfezionarsi, questo sapere ci dice come è fatto l'universo e come funziona e vale per me come per te. Su questo spero non ci siano dubbi.La scienza può dire qualcosa a "me", non a "noi
La scienza poi non parla di senso ultimo.
Mai almeno una vaga infarinatura di fisiologia nervosa???? La mente, fino a prova contraria, è nel cervello, è nelle varie parti del cervello e delle sue funzioni per cui le facoltà superiori sono nella corteccia cerebrale, anche questa con aree specifiche, ad es. il linguaggio, più le altre come quelle nel sistema limbico (memoria, emozioni...)Che la mente è una secrezione del cervello non è provato, semmai è provato che il cervello è necessario all'espressione della mente, anche se al cervello bisogna aggiungere la pancia e la sua rete neuronale
Ma hai la fissazione!!! La metti anche nella minestra?la massoneria
Il resto del discorso è un minestrone che non so cosa abbia a che fare con la scienza, parli e straparli di dio, new age, massoneria, psicologia...boh...faccio fatica a capirti e seguirti.Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple
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[quote=Vega;1227008]
La scienza parla un linguaggio comune in tutto il mondo e si da il caso che parli a tutti nel senso che, seppur le conocenze possono perfezionarsi, questo sapere ci dice come_______________________________________
Gli oggetti hanno la capacit
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