Infatti non lo sono: malattie e sofferenze fanno parte della Vita, non sono eliminabili. La loro accettazione è segno di maturità e consapevolezza. Ciò non vuol dire che bisogna cercarle.....
Elogio alla Non esistenza... 😑
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Veramente io ho detto solo "opportunità" non ho parlato di dono, quello lo hai aggiunto tu ma fa niente.Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioInfatti Ale ha scritto solo di "fare", di "avere soldi" di "vita che ci è stata imposta da altri": roba davvero tristissima! Come se la cosa più importante dell'esistenza consista nel non soffrire....nel non avere problemi....nello spassarsela il più possibile..... Manca completamente il concetto di Vita come Dono, come favolosa opportunità di amare ed essere amati. (e qua Ladyhawke ha centrato il punto). Solo l'Amore infatti, ha la capacità di colmare quella domanda di Senso che ci portiamo appresso fin dalla nascita (e qua sono stati bravi Doxa e King Kong a evidenziarlo)
Se scopri questo Amore, se ami, allora si che puoi "fare" davvero quello che vuoi, diceva Sant' Agostino.
In pratica ognuno dà il senso che vuole alla vita in base alla propria fede, credo religioso o pensiero filosofico orientale che preferisce."occasione", "opportunità".
Se poi si vuol osservare da un punto di vista filosofico orientale o religioso, veniamo al mondo per svolgere il nostro Dharma, ovvero ordine, ruolo, dovere personale nella vita in linea con quello universale.
Aggiungo che se non si crede in nulla resta la legge della natura, ovvero si nasce per dare continuità alla specie umana come accade per tutti gli esseri viventi.
La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
Confucio
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Sul fatto che fanno parte della vita ed al limite accettarle sono d'accordo, ma affermare che non sono disgrazie mi sembra esagerato...Originariamente Scritto da conogelato Visualizza MessaggioInfatti non lo sono: malattie e sofferenze fanno parte della Vita, non sono eliminabili. La loro accettazione è segno di maturità e consapevolezza. Ciò non vuol dire che bisogna cercarle.....
...cmq.rileggendoci ammetto che forse mi sono espresso male, per cui cercherò di riassumere questo mio pensiero in 3 punti, le classiche domandine traccia che ci facevano a scuola prima di scrivere il tema
...ordunque 1, la vita ci viene imposta da altri contro la nostra volontà, e su questo non ci piove
...2 questo Dono, per dirla alla Cono può essere gradito ma anche no, ad esempio uno che soffre terribilmente per malattie o malformazioni avrebbe tutto il diritto di ricacciarlo al mittente
...e 3, cmq sia stabilire se vale la pena di esistere è praticamente impossibile fina in punto di morte (eccetto casi limite come quello menzionato poc'anzi) giacché tutto può cambiare, sia nel bene che nel male
...ed ora a proposito di, facciamoci del bene, vi saluto che vado verso nord al pranzoritrovo e forse a bere un'ape col vecchio
Mens sana in corpore sano
Počasi se daleč pride ðŸŒ
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È ovvio che a nessuno piace soffrire, tranne probabilmente chi è masochista e al contrario godeOriginariamente Scritto da Ale Visualizza Messaggio
Non so a quanta gente piaccia soffrire od avere problemi, a me sinceramente no...
....ma se ben ricordo già in passato avevi affermato che vecchiaia e malattie non sono disgrazie, bah de gustibus

, ma la malattia, la sofferenza e i problemi fanno parte dell' esistenza umana, se possibile si cerca di evitarla la sofferenza ma non sempre si può, quindi si fa quel che si può. Io non guarderei ai "figli di papà" con una sorta d' invidia, certo avranno più possibilità economiche forse ma pure le star, attori, ricchi si ammalano, arrivano malattie invalidanti e muoiono e credo che tutti hanno i loro problemi anche se pieni di soldi.
La vecchiaia non è una disgrazia, non è la fine, ti pone dei limiti, dipende da come la si vive, certo un peso se si diventa disabili ma per il resto dipende molto da come s'invecchia.La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
Confucio
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Intervengo io dicendo la mia....Originariamente Scritto da Ale Visualizza Messaggio
Sul fatto che fanno parte della vita ed al limite accettarle sono d'accordo, ma affermare che non sono disgrazie mi sembra esagerato...
...cmq.rileggendoci ammetto che forse mi sono espresso male, per cui cercherò di riassumere questo mio pensiero in 3 punti, le classiche domandine traccia che ci facevano a scuola prima di scrivere il tema
...ordunque 1, la vita ci viene imposta da altri contro la nostra volontà, e su questo non ci piove
...2 questo Dono, per dirla alla Cono può essere gradito ma anche no, ad esempio uno che soffre terribilmente per malattie o malformazioni avrebbe tutto il diritto di ricacciarlo al mittente
...e 3, cmq sia stabilire se vale la pena di esistere è praticamente impossibile fina in punto di morte (eccetto casi limite come quello menzionato poc'anzi) giacché tutto può cambiare, sia nel bene che nel male
...ed ora a proposito di, facciamoci del bene, vi saluto che vado verso nord al pranzoritrovo e forse a bere un'ape col vecchio

Anche senza scomodare la divinità e ritenere la vita un dono come sponsorizza Cono
, esistino esempi ammirevoli di persone con gravi disabilità che hanno saputo trovare e dare un senso alla loro vita, hanno accettato e si sono adattati alle nuove condizioni diventando addirittura campioni dello sport o altro, una fra tutte mi viene in mente Bebe Vio ma ce ne saranno altri.
Certo magari altri diversamente si sarebbero disperati e lasciati andare oppure desiderato morire, ci sono esempi anche qui quando la sofferenza è diventata insopportabile e senza speranze, solo peggioramento, o semplicemente stanchi di vivere, che si sono fatti portare all'estero per una fine dignitosa, giustamente una loro scelta, infatti anche se la vita fosse un dono, io so che una volta ricevuto un regalo, un dono che sia posso farci quello che voglio, anche buttarlo nel bidone dell'immondizia
Dimenticavo una cosa molto importante....
Se io regalo un oggetto, qualcosa a qualcuno, quella cosa una volta donata non mi appartiene più
Se vale la pena di esistere fino ad oggi lo puoi stabilire anche adesso, guardando ognuno al proprio percorso di vita, non credo che la vita di ognuno di noi abbia riservato sempre e solo cose brutte, certo che se lo si chiede quando si sta soffrendo o sommersi da problemi da gestire dove si vede solo quello, forse la risposta sarà diversa che a vent'anni, oppure sarà difficile rispondere.....per tutti credo.
Ecco allora buon pranzo ritrovo.
Last edited by LadyHawke; 25-04-2026, 10:13.La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
Confucio
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Grazie LH, abbiamo finito poco fa ed ora stiamo già pensando al prossimo ritrovo, che si farà probabilmente fra un paio di mesi per la mia festa...Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza MessaggioIntervengo io dicendo la mia....
Anche senza scomodare la divinità e ritenere la vita un dono come sponsorizza Cono
, esistino esempi ammirevoli di persone con gravi disabilità che hanno saputo trovare e dare un senso alla loro vita, hanno accettato e si sono adattati alle nuove condizioni diventando addirittura campioni dello sport o altro, una fra tutte mi viene in mente Bebe Vio ma ce ne saranno altri.
Certo magari altri diversamente si sarebbero disperati e lasciati andare oppure desiderato morire, ci sono esempi anche qui quando la sofferenza è diventata insopportabile e senza speranze, solo peggioramento, o semplicemente stanchi di vivere, che si sono fatti portare all'estero per una fine dignitosa, giustamente una loro scelta, infatti anche se la vita fosse un dono, io so che una volta ricevuto un regalo, un dono che sia posso farci quello che voglio, anche buttarlo nel bidone dell'immondizia
Dimenticavo una cosa molto importante....
Se io regalo un oggetto, qualcosa a qualcuno, quella cosa una volta donata non mi appartiene più
Se vale la pena di esistere fino ad oggi lo puoi stabilire anche adesso, guardando ognuno al proprio percorso di vita, non credo che la vita di ognuno di noi abbia riservato sempre e solo cose brutte, certo che se lo si chiede quando si sta soffrendo o sommersi da problemi da gestire dove si vede solo quello, forse la risposta sarà diversa che a vent'anni, oppure sarà difficile rispondere.....per tutti credo.
Ecco allora buon pranzo ritrovo.
...concordo appieno che ognuno la pensi come vuole, se uno con gravi invalidità riesce a trovare un senso alla sua esistenza tanto meglio e ben per lui
...così come non si deve criticare uno che invece dice no e va all'estero a staccare la spina, a prescindere dai motivi che sono affari sui e non sta agli altri giudicare
...certo che possiamo valutare la nostra esistenza già oggi ma sarebbe un giudizio provvisorio, come dicevo tutto può cambiare
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Certo che dipende da come la si vive, ma anche dal livello raggiunto...Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
È ovvio che a nessuno piace soffrire, tranne probabilmente chi è masochista e al contrario gode
, ma la malattia, la sofferenza e i problemi fanno parte dell' esistenza umana, se possibile si cerca di evitarla la sofferenza ma non sempre si può, quindi si fa quel che si può. Io non guarderei ai "figli di papà" con una sorta d' invidia, certo avranno più possibilità economiche forse ma pure le star, attori, ricchi si ammalano, arrivano malattie invalidanti e muoiono e credo che tutti hanno i loro problemi anche se pieni di soldi.
La vecchiaia non è una disgrazia, non è la fine, ti pone dei limiti, dipende da come la si vive, certo un peso se si diventa disabili ma per il resto dipende molto da come s'invecchia.
...a 70 il vecchio ancora mi sfidava a correre e mi dava filo da torcere, ad 80 faceva ancora escursioni in montagna sebbene un pò più light di quelle di 35 anni fa ma oggi? Boh, cmq.non oso chiederlo...
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E quindi? Se oggi non riesce più a fare corse ed escursioni, ovviamente ci sta, e sfidarti è così tragico? Si può vivere anche dedicandosi ad altro, camminate tranquille per esempio.Originariamente Scritto da Ale Visualizza Messaggio
Certo che dipende da come la si vive, ma anche dal livello raggiunto...
...a 70 il vecchio ancora mi sfidava a correre e mi dava filo da torcere, ad 80 faceva ancora escursioni in montagna sebbene un pò più light di quelle di 35 anni fa ma oggi? Boh, cmq.non oso chiederlo...

Mio padre non ha mai fatto escursioni né corse in tutta la sua vita eppure è arrivato fino a 89 anni uscendo in paese in bicicletta e non prendendo alcun farmaco, adesso in due anni prende una sfilza di farmaci. Usciva a piedi ancora da solo fino a un mese fa, adesso a 91 dopo che è stato male per strada non più, è sordo sente solo con apparecchi acustici e ci vede poco, quindi? È normale alla sua età un certo decadimento.
E mia madre pure sta rimbambendo, tra i due non so chi è messo meglio.
Pensa a chi invece non arriva manco a 30 anni perchè muore prima, magari per malattie rare, incurabili come la figlia di una conoscente del gruppo coscritti a cui sono iscritta.
Che sfiga vero?
La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
Confucio
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Certo tutto può cambiare, è normaleOriginariamente Scritto da Ale Visualizza Messaggio
Grazie LH, abbiamo finito poco fa ed ora stiamo già pensando al prossimo ritrovo, che si farà probabilmente fra un paio di mesi per la mia festa...
...concordo appieno che ognuno la pensi come vuole, se uno con gravi invalidità riesce a trovare un senso alla sua esistenza tanto meglio e ben per lui
...così come non si deve criticare uno che invece dice no e va all'estero a staccare la spina, a prescindere dai motivi che sono affari sui e non sta agli altri giudicare
...certo che possiamo valutare la nostra esistenza già oggi ma sarebbe un giudizio provvisorio, come dicevo tutto può cambiare


La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
Confucio
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Si è così tragico, per lui senz'altro, non lo dice direttamente ma fa capire che non è felicissimo di come sta vivendo ora alle soglie dei 90...Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza MessaggioE quindi? Se oggi non riesce più a fare corse ed escursioni, ovviamente ci sta, e sfidarti è così tragico? Si può vivere anche dedicandosi ad altro, camminate tranquille per esempio.
Mio padre non ha mai fatto escursioni né corse in tutta la sua vita eppure è arrivato fino a 89 anni uscendo in paese in bicicletta e non prendendo alcun farmaco, adesso in due anni prende una sfilza di farmaci. Usciva a piedi ancora da solo fino a un mese fa, adesso a 91 dopo che è stato male per strada non più, è sordo sente solo con apparecchi acustici e ci vede poco, quindi? È normale alla sua età un certo decadimento.
E mia madre pure sta rimbambendo, tra i due non so chi è messo meglio.
Pensa a chi invece non arriva manco a 30 anni perchè muore prima, magari per malattie rare, incurabili come la figlia di una conoscente del gruppo coscritti a cui sono iscritta.
Che sfiga vero?
...anche sfidarmi quella volta è stato tragico (per me,) mi ha fatto correre a sfinimento sulla napoleonica (andata e ritorno, circa 7k. con un pò di dislivello) sotto il sole, all'epoca ero allenatissimo nel sollevamento pesi ed arti marziali, ma non certo nel running
...cmq ho perso anch'io amici anche più giovani di me, quindi ho un'idea di cosa stai parlando,
...tornando al discorso di prima, mi hai dato un ulteriore spunto per questo discorso e cioè che la tragicità della vecchiaia dipende anche da come uno è abituato a vivere da sempre, noi evidentemente siamo ben abituati
...invece quando la mia ex storica ed il suo nuovo compagno finiranno in casa di riposo per loro cambierà ben poco, passeranno il tempo libero più o meno come lo passano adesso [in letto a guardare la tv
]
Last edited by Ale; 26-04-2026, 17:57.Mens sana in corpore sano
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Che non sia felice per come sta vivendo alle soglie dei 90 ci sta dato che è rimasto solo, ha perso la moglie da poco compagna da una vita suppongo, quindi stravolgimento di abitudini e vita.Originariamente Scritto da Ale Visualizza Messaggio
Si è così tragico, per lui senz'altro, non lo dice direttamente ma fa capire che non è felicissimo di come sta vivendo ora alle soglie dei 90...
...anche sfidarmi quella volta è stato tragico (per me,) mi ha fatto correre a sfinimento sulla napoleonica (andata e ritorno, circa 7k. con un pò di dislivello) sotto il sole, all'epoca ero allenatissimo nel sollevamento pesi ed arti marziali, ma non certo nel running
...cmq ho perso anch'io amici anche più giovani di me, quindi ho un'idea di cosa stai parlando,
...tornando al discorso di prima, mi hai dato un ulteriore spunto per questo discorso e cioè che la tragicità della vecchiaia dipende anche da come uno è abituato a vivere da sempre, noi evidentemente siamo ben abituati
...invece quando la mia ex storica ed il suo nuovo compagno finiranno in casa di riposo per loro cambierà ben poco, passeranno il tempo libero più o meno come lo passano adesso [in letto a guardare la tv
]

Scusa eh , magari mi sbaglio, ma a me sfide fino a sfinimento e iperattività fisica e conseguente delusione nel non tenere più testa e voler dimostrare ad ogni costo di essere sempre gli stessi, mi danno l'impressione d' incapacità di accettare i propri limiti e il tempo che passa e il corpo come un vestito che invecchia.
Cioè la tragicità non sta da come uno è stato abituato a vivere, ma nel non avere la flessibilità mentale di accettare i cambiamenti e limitazioni, che la vita impone soprattutto nella vecchiaia trovando altro da fare, magari per qualcuno è più difficile di altri.
Ma che ti frega della tua ex e il suo nuovo compagno e di come invecchieranno?
Se cambierà qualcosa o meno o come la vivranno sarà affare loro.La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
Confucio
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Sicuramente la morte di mammà gli ha dato la.mazzata finale, ma credimi che già prima non era felicissimo della sua mobilità ridotta, adesso poi che deve limitarsi a brevi passeggiate col bastone, il massimo della vita è il mercoledì sera che si trova con gli amici, chiaramente senza allontanarsi troppo...Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
Che non sia felice per come sta vivendo alle soglie dei 90 ci sta dato che è rimasto solo, ha perso la moglie da poco compagna da una vita suppongo, quindi stravolgimento di abitudini e vita.
Scusa eh , magari mi sbaglio, ma a me sfide fino a sfinimento e iperattività fisica e conseguente delusione nel non tenere più testa e voler dimostrare ad ogni costo di essere sempre gli stessi, mi danno l'impressione d' incapacità di accettare i propri limiti e il tempo che passa e il corpo come un vestito che invecchia.
Cioè la tragicità non sta da come uno è stato abituato a vivere, ma nel non avere la flessibilità mentale di accettare i cambiamenti e limitazioni, che la vita impone soprattutto nella vecchiaia trovando altro da fare, magari per qualcuno è più difficile di altri.
Ma che ti frega della tua ex e il suo nuovo compagno e di come invecchieranno?
Se cambierà qualcosa o meno o come la vivranno sarà affare loro.
...la sfida quella volta poteva ancora permettersela, semmai la delusione l'ho avuta io che a 40 ho fatto fatica di tenergli il passo a lui che ne aveva 70
...della mia ex e compagno non potrebbe fregarmene di meno, magari che sparissero per sempre ma ciò purtroppo non è possibile per una serie di motivi.....cmq. era solo per fare un esempio di chi potrebbe risentire poco della vecchiaia giacché so per certo come se la passano, diciamo che chi si accontenta gode nel presente e nel futuro
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Počasi se daleč pride ðŸŒ
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Arrivo in ritardo, come i Carabinieri di Offenbach...
La visione del “dono della vita” è una costruzione simbolica: trasforma un processo biologico in un’esperienza dotata di significato intrinseco, attribuendo all’esistenza una finalità (amore, compimento, senso) che non è verificabile nel mondo naturale. In questa lettura, concetti come “Amore” e “Senso” non descrivono fatti, ma interpretazioni soggettive elevate a verità universali.
In realtà, la vita non è un dono né un progetto dotato di senso, ma un fenomeno emergente dell’evoluzione, regolato dalla selezione naturale. L’intelligenza, la socialità e quindi le religioni e le filosofie, create come strumenti funzionali alla sopravvivenza e alla riproduzione della specie rendendo l'uomo (e la donna), socievole, non sono manifestazioni di un significato cosmico preesistente. L’idea di "dono", o di “fine sovrannaturale” sono quindi un prodotto secondario del cervello umano, utili psicologicamente e socialmente, ma non ontologicamente fondati.
La "vita" é una realtà, che non richiede né finalità né trascendenza per essere spiegata.
Resta il punto, irrisolto, dell' Origine.
Irrisolto, finora: sia quello della "vita" (quando e come il procariota ha cominciato a esser tale, a "procarioteggiare"), sia quello dell' Universo.
Comunque, l'eventuale, se c'é, "Vassapé Originario", é improbabile che abbia fatto tutto questo per il nostro piacere e divertimento. Mela e giudizio finale compresi.
IMHO
...vassapé...

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Le prove?Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza MessaggioArrivo in ritardo, come i Carabinieri di Offenbach...
La visione del “dono della vita” è una costruzione simbolica
...
In realtà, la vita non è un dono né un progetto dotato di senso,
...
La "vita" é una realtà, che non richiede né finalità né trascendenza per essere spiegata.Aut hic aut nullubi
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La "vita" stessa.Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio
Le prove?
La stessa domanda puo' essere posta a chi la veda (legittimamente, per carità: manco a dirlo) in maniera differente dalla mia.
...e non é un argomento "falsificabile"
...vassapé...

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