Ingenuità o lucidità

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  • meogatto
    Opinionista
    • 06/02/16
    • 5192

    #331
    Bella problematica, fai e fai fare, non fare e non far fare, una miscela esplosiva.
    Ma che voi? Fatti i fatti tuoi

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #332
      Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
      Si certo, ma cio' limita le considerazioni a te stesso e al tuo ambito rendendo la storia altrui tutta un'altra storia.

      Il credere implica pure il cosa si crede visto che e' diventato cosa privata dove solo genericamente si fa capo all'ortodossia della fede ufficiale convalidata dai timbri del sant'uffizio.
      Esiste differenza tra che cosa si crede e chi si crede, se potessi fare una proporzione filosofica direi che il:
      cosa si crede : chi si crede = il laicismo : alla religione

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      • meogatto
        Opinionista
        • 06/02/16
        • 5192

        #333
        Guarda che in genere coincidono, comunque restano non esportabili in situazioni diverse.
        E, in genere, si crede al dire se chi dice ha una credibilita' nel tuo contesto, vale per il profeta ebraico e per quello islamico.
        Non direi che chi si faccia esplodere siano tutti obbligati, quindi li si crede nel predicatore e nella sua parola.
        Essendo due cose in antitesi, ma portando allo stesso risultato di obbedienza assoluta, qualche dubbio sulla consistenza iniziale del dire e di chi dice viene, portando a valutare il carisma che condiziona le menti permeabili a certe sollecitazioni.

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24578

          #334
          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
          Forse sono io che non ti capisco, mi stai mettendo all'angolo. Così alle strette direi che di oggettivo l'indissolubilità del matrimonio quando non si va più d'accordo non ha niente. E' tre ore che ti sto dicendo che Dio si trova procedendo verso la perfezione, di entrambi se vuoi stare insieme, altrimenti gnigna, il patto del credente con Dio non vale più e sei liberissimo di comportarti come meglio tu creda. Altrimenti ci sarebbe tutto un discorso metafisico da portare avanti ed anche da riflettere che cosa significhi oggettivamente la frase: due esseri ed una sola carne.
          cerco di farmi capire meglio:
          non chiedo perché il credente debba o no rispettare un patto con Dio, ovviamente;

          ma mi chiedo, e ti chiedo perché Dio dovrebbe volere - nell'opinione di alcuni esegeti, minoritari nella Cristianità, è bene ricordarlo - l'indissolubilità ove questa comporta sofferenza, inibizione al rinnovamento e alla verità dei sentimenti;
          perché mai ?
          ala luce del fatto che l'interpretazione è quantomeno controversa, è lecito pensare che si tratti di una forzatura, dal momento che non si vede alcuna buona ragione, in senso cristiano; non stiamo parlando di Non uccidere...
          eppure è oggetto di un precetto, di cui non si capisce il senso cristiano.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #335
            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
            cerco di farmi capire meglio:
            non chiedo perché il credente debba o no rispettare un patto con Dio, ovviamente;

            ma mi chiedo, e ti chiedo perché Dio dovrebbe volere - nell'opinione di alcuni esegeti, minoritari nella Cristianità, è bene ricordarlo - l'indissolubilità ove questa comporta sofferenza, inibizione al rinnovamento e alla verità dei sentimenti;
            perché mai ?
            ala luce del fatto che l'interpretazione è quantomeno controversa, è lecito pensare che si tratti di una forzatura, dal momento che non si vede alcuna buona ragione, in senso cristiano; non stiamo parlando di Non uccidere...
            eppure è oggetto di un precetto, di cui non si capisce il senso cristiano.
            Sembra che le vie per giungere a Dio siano molteplici, ossia ognuno esprime il meglio secondo il suo talento. Evidentemente per certe persone l'ascesi viene ancora intesa come veniva intesa nel medioevo ed ante, quando il mondo era una costante lotta tra demoni ed angeli, o demoni buoni o demoni cattivi, allora era più conveniente e lo è ancora per certuni seguire le strade già fissate per esorcizzare quella zona grigia ed instabile che è l'impotenza di fronte al male. E' proprio lì che subentra l'dea della sofferenza come espiazione-superamento della realtà che ci circonda.
            Sono andato ancora fuori tema?
            Buona notte

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            • meogatto
              Opinionista
              • 06/02/16
              • 5192

              #336
              Direi che la questione sia diversa, ovvero perche' una certa gerarchia famigliare dovrebbe portare a dio, se ci sta, piu' di un'altra e, piu' in generale, che gli fregherebbe a dio su come organizzi il tuo privato?
              Che cio' interessi il potere clericale e' evidente, ma fra dio e clero ce ne passa di differenza.

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24578

                #337
                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                Sembra che le vie per giungere a Dio siano molteplici, ossia ognuno esprime il meglio secondo il suo talento. Evidentemente per certe persone l'ascesi viene ancora intesa come veniva intesa nel medioevo ed ante, quando il mondo era una costante lotta tra demoni ed angeli, o demoni buoni o demoni cattivi, allora era più conveniente e lo è ancora per certuni seguire le strade già fissate per esorcizzare quella zona grigia ed instabile che è l'impotenza di fronte al male. E' proprio lì che subentra l'dea della sofferenza come espiazione-superamento della realtà che ci circonda.
                Sono andato ancora fuori tema?
                no, non sei andato fuori tema;
                hai semplicemente confessato la verità di fondo;

                e questa si comprende solo partendo dalla nozione sessuofobica del matrimonio come remedium concupiscientiae, a cui sarebbe preferibile la castità quale scelta privilegiata;
                dopodiché, però, riemerge il connotato punitivo, temporaneamente rimosso; già prima del matrimonio il sesso è fornicazione, vietato; se poi ti sei sbagliato, la paghi;

                mettendo per un momento da parte la declinazione nel mondo reale e sociale del precetto, con l'uomo sostanzialmente autorizzato a svagarsi con le prostitute e la presunta ascesi che diventa una burletta, ma non per le donne, il punto è:

                che Dio è quello che disapproverebbe una gioia onesta, perseguita senza menzogna o violenza, e fondata sulla stessa natura umana ? perché di questo si tratta;
                forse è il tuo; il mio no, di sicuro;
                nozione del matrimonio, condizione femminile segregata e inibita al desiderio, mortificazione, e parallela ipocrisia sociale, sistema di potere, sono il prodotto di questa dottrina;
                è questo Cristo, siamo sicuri ?

                e qui, una volta tanto, mi tocca fare il Cono e dire: è ora di parlare chiaro...
                per quanto bizantinismi e ipocrisie, si fa ma non si dice - sempre a beneficio maschile, ovviamente - possano aver attenuato la percezione, c'è una grande differenza tra una concezione del desiderio e del piacere, in senso lato, che pone un limite nel rispetto altrui, nella sincerità e nell'onestà, ed una che persegue in positum l'ascetismo come valore prediletto, ma di fatto lo limita alla donna, sovraccaricata di altri vincoli, come quello della "purezza" e relativi stigma, senz'anima per sei secoli, poi strega, tentatrice, demonio e, come intende Cono, motore della disgregazione in quanto rifiuta di assoggettarsi al ruolo di "un tempo";

                per me, ogni opinione è lecita; ma la distinzione ideologica è netta: si aderisce a quella tradizione e quella nozione, con tutto ciò che implica, oppure no; poco dignitosi sono i distinguo personali, se poi si avalla una concezione generale fondata sull'autorità di una certa interpretazione;
                non è che se frulli un arrosto di vitella e lo rimodelli a forma di carciofo ti puoi dire vegetariano

                io trovo profondamente avvilente per la condizione umana questo circo Barnum dell'ipocrisia, del te lo dico, ma in un modo per cui puoi far finta di non aver capito, dei sofismi bizantini e formule retoriche per occultare la realtà del la donna a casa e comando io che si scherma dietro la pretesa Volontà, pretesamente mutuata da Cristo;

                chi crede, dovrebbe essere limpido, parlare chiaro, senza timore di sembrare ingiusto; se deve fare tanti giri di parole, nascondere la verità (con la "v" minuscola, quella dei fatti logici, verificabili, delle idee palesi) agli altri e a se stesso, aderire ad una concezione ma vergognarsene al punto di rappresentarla diversa da ciò che è, annacquata, siamo nel postribolo della fede; ma non per colpa dei preti, che lo gestiscono, bensì per colpa dei clienti, che disprezzano ma poi entrano e pagano la marchetta in cambio della facoltà di mentire.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • SilviaR
                  Sylvia
                  • 10/03/12
                  • 1139

                  #338
                  Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                  Infatti per chi crede, il matrimonio è un patto stipulato davanti a Dio, nel bene e nel male; i due lo sanno già a priori che è una strada difficile, ma in quel momento il loro scopo è stare insieme per sempre considerando l'amore familiare come il miglior stare indipendentemente insieme per due che si amano. Impegni il tuo futuro per l'amore che si ha nel presente.
                  Poi ovviamente può succedere di tutto, ma l'intendimento è quello, ed il caso non comprende due che stanno insieme per passatempo, ma due che si vogliono bene veramente.
                  Dici bene " in quel momento", ma quel momento non credo duri per 30 o 40 anni, sbaglio?
                  Io sono il problema e io la soluzione
                  "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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                  • SilviaR
                    Sylvia
                    • 10/03/12
                    • 1139

                    #339
                    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                    no, non sei andato fuori tema;
                    hai semplicemente confessato la verità di fondo;

                    e questa si comprende solo partendo dalla nozione sessuofobica del matrimonio come remedium concupiscientiae, a cui sarebbe preferibile la castità quale scelta privilegiata;
                    dopodiché, però, riemerge il connotato punitivo, temporaneamente rimosso; già prima del matrimonio il sesso è fornicazione, vietato; se poi ti sei sbagliato, la paghi;

                    mettendo per un momento da parte la declinazione nel mondo reale e sociale del precetto, con l'uomo sostanzialmente autorizzato a svagarsi con le prostitute e la presunta ascesi che diventa una burletta, ma non per le donne, il punto è:

                    che Dio è quello che disapproverebbe una gioia onesta, perseguita senza menzogna o violenza, e fondata sulla stessa natura umana ? perché di questo si tratta;
                    forse è il tuo; il mio no, di sicuro;
                    nozione del matrimonio, condizione femminile segregata e inibita al desiderio, mortificazione, e parallela ipocrisia sociale, sistema di potere, sono il prodotto di questa dottrina;
                    è questo Cristo, siamo sicuri ?

                    e qui, una volta tanto, mi tocca fare il Cono e dire: è ora di parlare chiaro...
                    per quanto bizantinismi e ipocrisie, si fa ma non si dice - sempre a beneficio maschile, ovviamente - possano aver attenuato la percezione, c'è una grande differenza tra una concezione del desiderio e del piacere, in senso lato, che pone un limite nel rispetto altrui, nella sincerità e nell'onestà, ed una che persegue in positum l'ascetismo come valore prediletto, ma di fatto lo limita alla donna, sovraccaricata di altri vincoli, come quello della "purezza" e relativi stigma, senz'anima per sei secoli, poi strega, tentatrice, demonio e, come intende Cono, motore della disgregazione in quanto rifiuta di assoggettarsi al ruolo di "un tempo";

                    per me, ogni opinione è lecita; ma la distinzione ideologica è netta: si aderisce a quella tradizione e quella nozione, con tutto ciò che implica, oppure no; poco dignitosi sono i distinguo personali, se poi si avalla una concezione generale fondata sull'autorità di una certa interpretazione;
                    non è che se frulli un arrosto di vitella e lo rimodelli a forma di carciofo ti puoi dire vegetariano

                    io trovo profondamente avvilente per la condizione umana questo circo Barnum dell'ipocrisia, del te lo dico, ma in un modo per cui puoi far finta di non aver capito, dei sofismi bizantini e formule retoriche per occultare la realtà del la donna a casa e comando io che si scherma dietro la pretesa Volontà, pretesamente mutuata da Cristo;

                    chi crede, dovrebbe essere limpido, parlare chiaro, senza timore di sembrare ingiusto; se deve fare tanti giri di parole, nascondere la verità (con la "v" minuscola, quella dei fatti logici, verificabili, delle idee palesi) agli altri e a se stesso, aderire ad una concezione ma vergognarsene al punto di rappresentarla diversa da ciò che è, annacquata, siamo nel postribolo della fede; ma non per colpa dei preti, che lo gestiscono, bensì per colpa dei clienti, che disprezzano ma poi entrano e pagano la marchetta in cambio della facoltà di mentire.
                    Io sono il problema e io la soluzione
                    "L'attesa del piacere è essa stessa il piacere" G.E.L

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                    • meogatto
                      Opinionista
                      • 06/02/16
                      • 5192

                      #340
                      siamo nel postribolo della fede; ma non per colpa dei preti, che lo gestiscono, bensì per colpa dei clienti, che disprezzano ma poi entrano e pagano la marchetta in cambio della facoltà di mentire.
                      Sempre incontrato preti dal sorriso professionale, tipo promoter, accomodanti che sembrano partecipi, ma un minuto dopo nemmeno sanno chi sei.
                      Concedono sconti sotto costo per merce senza marca e certo che trovano clienti da hard discount.
                      Se quella e' la scuola gli scolari sono adeguati.

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                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #341
                        Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
                        Direi che la questione sia diversa, ovvero perche' una certa gerarchia famigliare dovrebbe portare a dio, se ci sta, piu' di un'altra e, piu' in generale, che gli fregherebbe a dio su come organizzi il tuo privato?
                        Che cio' interessi il potere clericale e' evidente, ma fra dio e clero ce ne passa di differenza.
                        Il discorso non è che dovrebbe portare a Dio con gioia e felicità, ma con estrema difficoltà. Forse è difficile da esprimere ma la vita cristiana vissuta con coerenza è irta di sacrifici poiché la cosa richiesta da Dio, secondo me, è soprattutto l'estrema coerenza.

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                        • meogatto
                          Opinionista
                          • 06/02/16
                          • 5192

                          #342
                          E allora perche' e che pregio ha scegliersi una strada di flagellazione fine a se stessa ed inutile a tutti?
                          Perche' a flagellarsi non porta certo a buoni rapporti con il contesto, a cui si chiede pure di flagellarsi pure lui, ma solo ad una compensazione dei tormenti mentali propri per autopunizione, magari preventiva.
                          Mi flagello da solo e non saro' flagellato anche peggio, un atteggiamento nemmeno raro che potrebbe legarsi a comportamenti compulsivi dove con rituali senza senso si pensa di gestire la realta'.

                          poiché la cosa richiesta da Dio, secondo me, è soprattutto l'estrema coerenza.
                          Si puo' essere coerenti anche sistematicamente evitando flagellazioni e perche' un dio, mai presentatosi a testimoniare, dovrebbe essere cosi' appassionato di bondage?
                          Quale utilita' ne scaturirebbe oltre al fatto che piu' la gente sta male, piu' diventa cattiva e infida?

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #343
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            no, non sei andato fuori tema;
                            hai semplicemente confessato la verità di fondo;

                            e questa si comprende solo partendo dalla nozione sessuofobica del matrimonio come remedium concupiscientiae, a cui sarebbe preferibile la castità quale scelta privilegiata;
                            senti io non so come fai tu ad esaminare le persone fino all'osso. Avrei ovviamente da obbiettare subito partendo da un mio paradigma di pensiero, che ho più volte ripetuto: ognuno propende per certe sue qualità, quindi c'è chi è portato a seguire la strada della castità perché è capace di farlo, non come succede oggi che ormai è una forzatura e gli sfoghi sessuali della chiesa ognuno li conosce anche chi non li conoscesse come il cardinale australiano. Ecco che poi per ovvie disfunzioni sessuali anomali sorgono i preti complessati che credono di avere il pene di Dio quindi hanno giustificato qualsiasi abuso....non capisco perché siamo andati a finire con i pedofili, meglio cambiare strada; stavo quindi dicendo che è il talento di ognuno, dove un po' si eccelle, la strada percorribile per la personale perfezione; come un esercizio fisico, a furia di farlo si impara a farlo bene.....e per adeguarmi ai tuoi paradossi posso anche aggiungere che è inutile allenare il bicipite od il pettorale destro se il tizio è monco.

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                            • meogatto
                              Opinionista
                              • 06/02/16
                              • 5192

                              #344
                              I dinosauri erano perfetti per un contesto che pero' cambio' e morirono tutti.
                              Ha quindi piu' valore una flessibilita' di adattamento che non raggiunge in niente nessuna vetta altizzima, ma intanto vive nelle situazioni piu' diverse.

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                              • crepuscolo
                                Opinionista
                                • 08/10/07
                                • 24570

                                #345
                                Originariamente Scritto da meogatto Visualizza Messaggio
                                E allora perche' e che pregio ha scegliersi una strada di flagellazione
                                Non credo sia di flagellazione, mica si parla di fanatici, diciamo che è una strada di raddrizzamento psicologico o mentale e se c'è anche spirituale; dopo, ovviamente, ognuno ha i suoi limiti, però già il fatto di volersi migliorare evidentemente c'è qualcosa, anche un modo di pensare come si diceva, che intriga ed invoglia a farlo. Per concludere, se riuscissi a togliermi dei difettucci sarei più contento di quanto lo fossi stato prima. Ci si può chiedere: allora a che pro? Il pro, a mio avviso, è già sentirsi parte, difficile da spiegare.

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