Originariamente Scritto da conogelato
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separarsi è sempre una cosa difficilissima e dolorosa, altro che "prima difficoltà"; oltre ad essere il riconoscimento di un fallimento esistenziale, il più delle volte è anche l'anticamera della miseria e della marginalità sociale;
ma forse tu, o il papa, leggete i rotocalchi in cui si parla delle separazioni dei vip miliardari, attori, cantanti, magnati, ecc...
– perché hanno pensato che bisognasse andare d’accordo sempre e comunque, che non ci sarebbero stati ostacoli. Quindi stiamo davanti ad una fragilità immensa, che è generazionale, ma che poi investe la famiglia in modo tutto speciale all’atto in cui i giovani, le giovani coppie non sanno soffrire, perché non abbiamo insegnato loro l’arte del dolore, non sanno cosa significhi una privazione, non sanno attendere neanche un figlio, lo vorrebbero subito! Oggi, immersi in questa cultura, cosa ha da dire la Chiesa? Che c’è ancora futuro: c’è futuro per la tua famiglia, non buttare all’aria questo progetto, non mettere una bomba sotto una casa già non stabile, ma datti da fare per ricucire ciò che forse si è strappato, perché non hai cercato, perché non ti sei messo sulle tracce del marito, della moglie, dei figli…
Poi, come ti ho detto tante volte in questi giorni, se manca tale volontà di ricucire, neppure si intraprende il percorso.
Poi, come ti ho detto tante volte in questi giorni, se manca tale volontà di ricucire, neppure si intraprende il percorso.
anche se uno non ha la volontà di non lavarsi per un anno, o di non mangiare mai la pastasciutta o la pizza, è difficile; ma sono affaracci privati suoi;
che senso ha che un signore mi venga a dire che - secondo lui, perché gli altri fratelli in Cristo dicono diversamente - Dio vorrebbe che le persone a cui è andato a male un matrimonio debbano soffrire in quello tutta la vita ?
questo è sadismo inutile; siccome il matrimonio è Remedium concupiscientiae, la morale stronza di questo precetto è:
hai voluto cedere al desiderio, e adesso ti becchi il castigo vita natural durante; anche perché io che sono consacrato non posso, e la tua libertà mi fa piuttosto invidia;
ecco cos'è: invidia, sadismo, barbarie;
Dio non c'entra proprio nulla, anche perché tutti i cristiani non cattolici ammettono il divorzio, e non è che la loro dottrina evangelica sia la barzelletta di una setta minoritaria, eh...

non c'è niente che rappresenti un valore nell'indissolubilità, se non per l'egoismo personale di chi trattiene l'altro.


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