Ogni nostra azione è importante, Axe. Ogni nostra scelta, decisione....
Per chi ha abbracciato ed ha ricevuto il dono immenso della fede, non può esistere il timore del Giudizio.
“Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui” (3,17). Soltanto chi avrà rifiutato la salvezza, offerta da Dio con una misericordia sconfinata, si troverà condannato, perché si sarà autocondannato.
4. San Paolo approfondisce in senso salvifico il concetto di “giustizia di Dio”, che si realizza “per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono” (Rm 3,22). La giustizia di Dio è intimamente connessa con il dono della riconciliazione: se attraverso Cristo ci lasciamo riconciliare con il Padre, possiamo diventare anche noi, per mezzo di lui, giustizia di Dio (cfr 2 Cor 5,18-21).
Giudizio e misericordia vengono così compresi come due dimensioni dello stesso mistero d’amore: “Dio infatti ha racchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia” (Rm 11,32). L’amore, che sta alla base dell’atteggiamento divino e deve diventare una virtù fondamentale del credente, ci spinge perciò ad avere fiducia nel giorno del giudizio, escludendo ogni timore (cfr 1 Gv 4,18). Ad imitazione di questo giudizio divino, anche quello umano deve essere esercitato secondo una legge di libertà, nella quale deve prevalere appunto la misericordia: “Parlate e agite come persone che devono essere giudicate secondo una legge di libertà, perché il giudizio sarà senza misericordia contro chi non avrà usato misericordia; la misericordia invece ha sempre la meglio nel giudizio” (Gc 2,12-13).
Ciao, a lunedi!
Buon fine-settimana a tutti, gente
Per chi ha abbracciato ed ha ricevuto il dono immenso della fede, non può esistere il timore del Giudizio.
“Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui” (3,17). Soltanto chi avrà rifiutato la salvezza, offerta da Dio con una misericordia sconfinata, si troverà condannato, perché si sarà autocondannato.
4. San Paolo approfondisce in senso salvifico il concetto di “giustizia di Dio”, che si realizza “per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono” (Rm 3,22). La giustizia di Dio è intimamente connessa con il dono della riconciliazione: se attraverso Cristo ci lasciamo riconciliare con il Padre, possiamo diventare anche noi, per mezzo di lui, giustizia di Dio (cfr 2 Cor 5,18-21).
Giudizio e misericordia vengono così compresi come due dimensioni dello stesso mistero d’amore: “Dio infatti ha racchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia” (Rm 11,32). L’amore, che sta alla base dell’atteggiamento divino e deve diventare una virtù fondamentale del credente, ci spinge perciò ad avere fiducia nel giorno del giudizio, escludendo ogni timore (cfr 1 Gv 4,18). Ad imitazione di questo giudizio divino, anche quello umano deve essere esercitato secondo una legge di libertà, nella quale deve prevalere appunto la misericordia: “Parlate e agite come persone che devono essere giudicate secondo una legge di libertà, perché il giudizio sarà senza misericordia contro chi non avrà usato misericordia; la misericordia invece ha sempre la meglio nel giudizio” (Gc 2,12-13).
Ciao, a lunedi!
Buon fine-settimana a tutti, gente


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; a questo punti mi dici dove si trova il Dio vero, quello che tu chiami oggettivo?.....forse è il caso di fare la media, geometrica o aritmetica?
, io non ci sto a credere in un dio mediamente mediocre.
, la vera verita' piu' vera e tu devi seguire i dettami quotidiani di tale verita' su cui ti istruisco"
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