Gesù, storia o leggenda?

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24593

    #751
    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
    Un problema piu' politico che dottrinale visto che non riconoscono come matrimonio valido nemmeno quello civile etero, tanto che uno si puo' sposare con una in comune e con un'altra in chiesa, cosa avvenuta, senza che nessuno abbia da ridire.
    se sei una setta, t'importa un corno;
    ma se sei una chiesa che vuole convertire gli altri a quella dottrina e invece retrocedi, il problema che definisci politico diventa identitario, perché affondi esattamente nel settarismo minoritario; oppure rivedi la dottrina della famiglia;
    non sono colpi che l'identità assorbe tanto facilmente.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • Il gatto
      Opinionista
      • 21/11/09
      • 12721

      #752
      Ma, per me, l'identita' sociale rientra nella sfera politica che, sempre per me, si occupa della gestione collettiva terrena in generale, piu' ampia del gioco partitocratico che si potrebbe intendere.
      Dottrinalmente invece semplicemente quell'istituzione non esiste, sia etero, sia omo e, se non ti unisci secondo rituale dottrinale proprio, peccato mortale fai ed escluso dalla santa comunita' sei, sempre che ci tenevi ad appartenerci.
      Due coniugi civili sono pubblici concubini, ci sia o non ci sia la firma in comune, due gay sempre peccato impuro contro natura che grida vendetta al cospetto di dio commettono, che ci sia o meno la firma in comune, o presso altro registro che non sia il proprio.
      Per cui una istituzione che non esiste come puo' interferire nella sfera del divino? Uguale per il divorzio che vale nel civile e non ha esistenza nel dottrinale.
      Per cui e' la ragion politica o identitaria se vuoi a motivarti con cio' che vi si lega e che va a coinvolgere anche chi di te non sa e non vuole sapere niente.

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      • Vega
        Opinionista

        • 04/05/05
        • 17965

        #753
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Qua non si cerca di convincere nessuno, Laurina. Te hai fatto la tua scelta come il sottoscritto ha fatto la sua.....
        Se parli di Storia, devi prenderla sul serio, però. Guardando i fatti e la realtà! Essa (la Storia) è stata segnata in modo indelebile dal Cristianesimo. E non solo la Storia: Anche la Cultura, l'Arte, il nostro vivere civile, l'insieme dei valori che ci caratterizzano, il nostro semplice dire mille volte al giorno GRAZIE E PREGO poggiano le loro fondamenta sulla Buona Novella proclamata da Gesù Cristo, Nostro Signore.
        No, prendila tu sul serio, che tutte le volte nicchi e fai questi soliti discorsi.
        Comodo far finta che non sia successo nulla, blaterare di far conoscere la parola di dio e stop. Magari avesse fatto e facesse solo questo e stop la tua cara Chiesa.

        Non c'è speranza.
        Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

        Comment

        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24593

          #754
          Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
          Ma, per me, l'identita' sociale rientra nella sfera politica che, sempre per me, si occupa della gestione collettiva terrena in generale, piu' ampia del gioco partitocratico che si potrebbe intendere.
          Dottrinalmente invece semplicemente quell'istituzione non esiste, sia etero, sia omo e, se non ti unisci secondo rituale dottrinale proprio, peccato mortale fai ed escluso dalla santa comunita' sei, sempre che ci tenevi ad appartenerci.
          Due coniugi civili sono pubblici concubini, ci sia o non ci sia la firma in comune, due gay sempre peccato impuro contro natura che grida vendetta al cospetto di dio commettono, che ci sia o meno la firma in comune, o presso altro registro che non sia il proprio.
          Per cui una istituzione che non esiste come puo' interferire nella sfera del divino? Uguale per il divorzio che vale nel civile e non ha esistenza nel dottrinale.
          Per cui e' la ragion politica o identitaria se vuoi a motivarti con cio' che vi si lega e che va a coinvolgere anche chi di te non sa e non vuole sapere niente.
          beh, no;
          ti sfugge un passaggio essenziale di raccordo:

          per la struttura autoritaria del Cattolicesimo la sconfessione pubblica è un dramma, laddove la trasgressione privata è sanabile;
          è un po' come un tradimento consumato in segreto che non mette in discussione l'onorabilità pubblica di chi lo subisca, ancorché consapevole;
          nel momento in cui la cosa viene affermata in pubblico, cambia tutto;

          in termini astratti, tutto potrebbe teoricamente restare com'è e quadrare; ma in concreto, si produce un mutamento ambientale con uno scisma di principio sulla dottrina qualificante di quell'istituzione, quella peculiare, da Woityla in poi;

          un conto è un governo che decide cosa sgradita, ma è un collegio di intermediari a cui puoi attribuire errore o circuizioni maligne;
          altro è se il gregge nel suo complesso ti sconfessa, e proprio dove pensavi fosse la roccaforte tradizionalmente inespugnabile;
          non dimenticare che quella non è una setta autosufficiente, non nelle intenzioni, bensì una chiesa che dovrebbe evangelizzare gli scettici; ma se si restringe a setta, come nella tua ipotesi di autosufficienza dottrinaria, cambia l'identità.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • Il gatto
            Opinionista
            • 21/11/09
            • 12721

            #755
            Ma il gregge e' tale perche' loro improvvidamente cosi' lo hanno definito attribuendosene arbitrariamente la proprieta', poi smentita brutalmente dai certificati catastali.
            Come se io mi presentassi ad aprire una causa di divorzio per tradimento della moglie di un altro che manco conosco e nemmeno so bene cosa li leghi, magari nulla.

            Non ti attribuire cio' che non e' tuo e non sarai smentito.
            Dopo anni che dici miliardi e miliardi poi rimani con le mosche fa male, ma piangi la tua arroganza

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            • axeUgene
              Opinionista

              • 17/04/10
              • 24593

              #756
              Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
              Ma il gregge e' tale perche' loro improvvidamente cosi' lo hanno definito attribuendosene arbitrariamente la proprieta', poi smentita brutalmente dai certificati catastali.
              Come se io mi presentassi ad aprire una causa di divorzio per tradimento della moglie di un altro che manco conosco e nemmeno so bene cosa li leghi, magari nulla.

              Non ti attribuire cio' che non e' tuo e non sarai smentito.
              Dopo anni che dici miliardi e miliardi poi rimani con le mosche fa male, ma piangi la tua arroganza
              beh, no; questa è la tua logica;

              la loro è il battesimo, che comporta comunque una volontà, seppure dei genitori;
              ma se i battezzati li sconfessano in blocco e in positum, esplicitamente e non privatamente, e su un tema di tale rilevanza simbolica, è un bel problema;

              un processo frammentario e sottotraccia di secolarizzazione lascia spazio ad una dialettica e, soprattutto, a nascondere la critica come attestazione pubblica;
              un'espressione come questo referendum invece è una sconfessione radicale su un argomento essenziale, l'essenziale qualificante del cattolicesimo rispetto alle altre confessioni cristiane.
              c'è del lardo in Garfagnana

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              • Il gatto
                Opinionista
                • 21/11/09
                • 12721

                #757
                Effettivamente introducendo il battesimo quale affermazione di volonta' "libera e consapevole" si avrebbe una abiura, ma qua che certe facolta' non te le danno e il parlamento, in mano a Satana vota, fanno la stessa solfa.
                Vabbe', gira gira ingoieranno il rospo.

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                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #758
                  Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                  quelli che citi hanno scelto una professione di fede, che tale è e non ha bisogno di dimostrazioni;

                  Rubbia e Zichichi non sono certo dottrinari, mentre gli altri sono di parte, essendo gli amministratori stessi di quella dottrina;

                  io non sono particolarmente saggio e sapiente, ma ho solo qualche base di filosofie e logica, anche se qui si tratta di cose elementari;

                  poi ci sarebbe anche il trascurabile dettaglio di tutto il resto del mondo che ha alcune obiezioni, tra cui anche la maggioranza dei cristiani, quelli non cattolici, con tutti i teologi e gli scienziati che si potrebbero citare
                  E quelli cattolici come me? Non li metti?
                  Ce ne sono tanti di cattolici scandalizzati dal clero ecclesiastico perché non segue più le orme del Cristo andando per i cazzi loro.
                  Last edited by crepuscolo; 25-05-2015, 08:15.

                  Comment

                  • Il gatto
                    Opinionista
                    • 21/11/09
                    • 12721

                    #759
                    Tu sarai di ispirazione cattolica, ma non sei cattolico, non accettando completamente e senza riserve mentali tutti gli aspetti che definiscono il cattolico genuino e ruspante ubbidiente senza limiti ne riserve alla dottrina curiale.

                    Comment

                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #760
                      I requisiti ce l'ho tutti.

                      Comment

                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24593

                        #761
                        Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                        Tu sarai di ispirazione cattolica, ma non sei cattolico, non accettando completamente e senza riserve mentali tutti gli aspetti che definiscono il cattolico genuino e ruspante ubbidiente senza limiti ne riserve alla dottrina curiale.
                        beh, la cosa la fanno un po' più complessa, proprio per non perdersi nessuno nella contabilità;

                        una volta battezzato, se non abiuri o non ti scontri apertis verbis e pubblicamente con la dottrina, nessuno ti chiede niente;
                        un sistema geniale, furbescamente partorito dalla Controriforma per consentire la convivenza con qualsiasi tipo di ambiguità; una vera raffinata interpretazione della mano destra ignara della sinistra...

                        bisognerebbe estenderlo ad altri contesti, tipo la famiglia, e si vivrebbe tutti più sereni;
                        e con molta più varietà sessuale
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • axeUgene
                          Opinionista

                          • 17/04/10
                          • 24593

                          #762
                          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                          E quelli cattolici come me? Non li metti?
                          Ce ne sono tanti di cattolici scandalizzati dal clero ecclesiastico perché non segue più le orme del Cristo andando per i cazzi loro.
                          i cattolici li ho omessi perché in linea di massima - in quanto tali - si dovrebbero supporre aderenti alla dottrina;
                          infatti, le tue critiche sono sul merito del comportamento, non sul metodo, sul fondamento dottrinario;
                          alle tue critiche, la Chiesa cattolica non avrebbe alcuna difficoltà a rispondere e persino darti ragione, visto che non mettono in discussione dogmi o autorità.
                          c'è del lardo in Garfagnana

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66039

                            #763
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            quelli che citi hanno scelto una professione di fede, che tale è e non ha bisogno di dimostrazioni;

                            Rubbia e Zichichi non sono certo dottrinari, mentre gli altri sono di parte, essendo gli amministratori stessi di quella dottrina;

                            io non sono particolarmente saggio e sapiente, ma ho solo qualche base di filosofie e logica, anche se qui si tratta di cose elementari;

                            poi ci sarebbe anche il trascurabile dettaglio di tutto il resto del mondo che ha alcune obiezioni, tra cui anche la maggioranza dei cristiani, quelli non cattolici, con tutti i teologi e gli scienziati che si potrebbero citare; come vedi, sono in buona compagnia

                            resta che non viene spiegato come sia possibile che dalla creazione da parte di un Dio onnipotente e onnisciente possa sorgere un male da Egli non voluto, che implicherebbe la negazione dell'onnipotenza e dell'onniscienza;
                            capisco che è una riflessione che angoscia il fedele ed è impossibile da gestire per il dottrinario, che infatti si trincera dietro il "mistero".
                            Vuoi che ti linki di nuovo su quali basi poggia la Dottrina del Bene, del Male e del Libero Arbitrio? Non ho problemi a farlo, ma una bella figura non ce la fai proprio...

                            2. La prima della cause che portano alcuni a negare l'esistenza di Dio deriva dalla presenza del male nel mondo.

                            3. Perché, ci si domanda, se Dio è infinitamente e sommamente buono permette che nel mondo si compia il male, perché tollera la sofferenza degli innocenti, non impedisce le malattie e non ferma gli sconvolgimenti della natura (terremoti, inondazioni, cataclismi, eruzioni vulca*niche, etc.) che seminano morte e distruzione, colpendo indifferentemente buoni e reprobi? Perché permette lo svolgimento delle guerre e ogni altra forma di violenza che causano danni spaventosi e atroci dolori anche agli innocenti?

                            4. La seconda delle cause che portano alcuni a negare l'esistenza di Dio riguarda la presunta incompatibilità tra la libertà dell'uomo e la pre*scienza di Dio.

                            5. Se Dio ha previsto l'accadere di tutte le cose, se Dio sa, prima che accada, come mi comporterò, ne consegue che io non sono realmente un uomo libero. Infatti, Dio non può sbagliarsi, quindi deve certamente accadere quello che Lui sa prima. Ma se deve accadere, vuol dire che è già stabilito, che non sono io a deciderlo, dunque non sono veramente libero.

                            6. Un esempio: se Dio conosce, prima che accada, che io commetterò un delitto, e se è impossibile che Egli si sbagli, quel delitto deve necessariamente accadere e io non sono realmente libero di commetterlo o di evitarlo. Lo dovrò commettere necessariamente.

                            7. Questi due argomenti sono tra i più sfruttati da quanti, negando l'esistenza di Dio, cercano di dare una giustificazione razionale del loro ateismo. È dunque necessario che ogni cattolico sappia come si può rispondere a chi avanza queste obiezioni.



                            Dio e il male

                            8. Per chi non crede in Dio, il male, per lo meno un certo tipo di male, resta un mistero totalmente insondabile, capace anche, talvolta, di condurre alla disperazione.

                            9. Perché ci sono bambini che nascono con gravi handicap o sono colpiti da gravi malattie e sofferenze, mentre altri non lo sono? Perché uomini che tutti considerano buoni, che hanno speso una vita com*piendo gesti di vera e propria generosità verso il prossimo e addirittura verso il nemico, tuttavia soffrono e penano? Perché la morte ha il potere di spezzare crudelmente giovani vite, mentre altri vivono a lungo? Per*ché la povertà, la miseria, la fame colpiscono milioni e milioni di uomini, mentre altri vivono nell'abbondanza e nel lusso?

                            10. Dov'è Dio? Se Egli realmente esistesse, e fosse infinitamente buono, perché non interviene? Per l'ateo la presenza del male non ha ri*sposte. Invece, per chi crede nel Dio dei cristiani, si apre uno spiraglio di comprensione, e anche se il male nella sua complessità resta pur sempre un mistero per il lume della ragione, questo non esclude che la ragione illuminata dalla Fede ne scorga parzialmente il senso, il significato.

                            11. La Fede cristiana dà alcune risposte allo scandalo del male. Dio è infinitamente buono e non può fare né volere il male, sicuramente il male morale, il peccato, che è una offesa fatta a Dio disobbedendo alla sua legge.

                            12. Allora, chi è causa del male? Dobbiamo precisare: il male morale, il peccato, è sempre originato da creature libere, dagli uomini e dagli angeli ribelli, che sono capaci di volerlo e di compierlo. Queste creature libere sono anche responsabili di gran parte del male fisico (guerre, violenze, etc).

                            13. Dio ha creato l'uomo libero, lo ha dotato di libero arbitrio. Proprio in questa libertà risiede uno dei caratteri che fa l'uomo "imma*gine e somiglianza di Dio" (cf. Gn 1,26).

                            14. Ora, l'uomo, abusando della sua libertà, è capace di fare il male. È vero che Dio potrebbe impedirglielo, ma al prezzo di togliergli la libertà, di contraddirsi, di annullare un carattere dell'umanità che Egli stesso ha voluto, eliminando un dato che rende l'uomo immagine e somiglianza di Dio. In altre parole: Dio dovrebbe correggere la sua opera creatrice e quindi ammettere implicitamente di essersi sbagliato. Smetterebbe, con questo, di essere Dio.

                            15. Dio non può contraddire se stesso, privando angeli e uomini della loro libertà. Egli tollera che questi possano fare il male, ma nella sua infinita bontà Egli ha deciso di ricavare il bene anche dal male. Succede, talvolta, che un dolore, una malattia, un'esperienza traumatica trasformino un uomo e lo facciano avvicinare a Dio, permettendogli in tal modo di conoscere e amare Dio e di ottenere la vita eterna.

                            16. Dunque: il male morale, il peccato, è sempre colpa dell'uomo il quale è colpevole anche di molto del male fisico che esiste nel mondo. Non si può comodamente attribuire a Dio la causa delle guerre, della fame del mondo, dell'ingiustizia. Se l'uomo si comportasse secondo i Comandamenti di Dio e imparasse ad amare il prossimo (e lo può fare, purché lo voglia) le guerre diminuirebbero e la fame verrebbe mitigata.

                            17. Dio consente che l'uomo guerreggi e distribuisca malamente le risorse della terra, per citare solo due mali fisici, perché vuole conservare l'uomo libero (anche di fare il male) e vuole ricavare dal male anche del bene.

                            18. Sentiamo il Catechismo della Chiesa Cattolica: "Dal più grande male morale che mai sia stato commesso, il rifiuto e l'uccisione del Figlio di Dio, causata dal peccato di tutti gli uomini, Dio, con la sovrab*bondanza della sua grazia, ha tratto i più grandi beni: la glorificazione di Cristo e la nostra Redenzione" (n. 312).

                            19. Ma, nonostante questo, insegna il Catechismo "con ciò, però, il male non diventa un bene" (n. 312).

                            20. Riguardo il male, sia fisico (anche quello che non dipende dal*l'uomo, come certe malattie che colpiscono gli innocenti, per fare un solo esempio) che morale, la Fede insegna che esso scomparirà del tutto solo in Paradiso. Il male è entrato nella storia dell'uomo e del mondo con il peccato originale e sparirà solo nella vita eterna.

                            21. Ora, chi non crede in Dio, non può accettare questa spiegazio*ne, che è una verità rivelata da Dio. Tuttavia, nei confronti di chi si di*chiara ateo o agnostico, è opportuno procedere prima dimostrando, con la sola ragione, che Dio esiste e che i Vangeli dicono cose vere; poi, da qui, sarà certamente più facile fidarsi (dunque aver Fede) delle promesse di Gesù Cristo riguardanti la eterna felicità cui siamo destinati nel Paradiso.

                            22. In una prospettiva di Fede, il male fisico assume un significato profondo, un senso, diventa perfino strumento per acquisire meriti davanti a Dio. Ma tutto questo lo si potrà comprendere, anche se parzialmente, solo quando avremo aperto l'intelligenza e la volontà alla Parola di Dio.

                            23. Concludendo: il male fisico e il male morale restano pur sem*pre un mistero. Chi non crede si ferma dinanzi alla constatazione della loro presenza distruttrice di anime e di corpi. Invece, in una prospettiva di Fede, si sa che il male accompagna solo la condizione della vita ter*rena. Per quanto concerne il male morale, il peccato, certamente non può essere voluto da Dio ed è da attribuire solo agli uomini e agli angeli ribelli. Invece, riguardo al male fisico: "Dio non permetterebbe il male, se dallo stesso male non traesse il bene, per vie che conosceremo pienamente nella vita eterna" (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 324).



                            Dio e la libertà

                            24. Posto che Dio esista e sia infallibile, posto che sia onnisciente, dunque che tutto conosca, ne dobbiamo trarre la conseguenza che Egli sa tutto senza mai sbagliarsi.

                            25. Se Dio sa tutto, sa anche che una certa persona si salverà in paradiso o si dannerà all'inferno. E non solo: Egli sa persino se questa determinata persona commetterà o meno un delitto. E poiché non può sbagliarsi, sarà necessario, obbligatorio, che quella persona vada in Para*diso se Dio lo ha previsto o all'inferno se ha previsto il contrario. E sarà anche necessario, obbligatorio, che commetta o meno un delitto, se Egli ha previsto che questo debba accadere o non.

                            26. Così sarà per ogni azione, per ogni pensiero, per ogni pur pic*colo desiderio di qualunque uomo: se Dio ha previsto una cosa e non può sbagliarsi, questa cosa deve necessariamente accadere.

                            27. Ma il risultato di tutto questo, se fosse vero che Dio esiste e sa tutto, è che l'uomo non è libero di scegliere. Tuttavia, poiché si constata nei fatti che l'uomo è libero (può fare una cosa o non farla, può prendere una decisione o un'altra, etc.) ne consegue che Dio non può sapere tutto con infallibile certezza, dunque non esiste alcun Dio onnisciente.

                            28. Vediamo come un cattolico può rispondere a questa obiezione.

                            29. Dio, onnisciente, sa certamente tutto. Ma non lo sa prima che accada. Sottolineo quel "prima" che accada. Dio non vede prima tutto quello che accadrà dopo, e qui sottolineo "dopo".

                            30. "Prima" e "dopo" sono avverbi di tempo e riguardano solo l'uomo e il creato che vivono nel tempo, con un passato, un presente ed un futuro.

                            31. Dio è fuori del tempo. Egli non sa prima, Egli sa e basta. Egli non vede prima, vede e basta. La libertà dell'uomo è salvaguardata, cia*scuno di noi può decidere di fare una cosa o non farla, può scegliere una cosa piuttosto che un'altra e può sperimentare questa sua libertà.

                            32. Ma riguardo a Dio il discorso è diverso. Egli "non anticipa il futuro, come noi facciamo, perché dinanzi a Lui non sussistono né il passato né il presente né il futuro, ma tutta la successione sia pure infinita del tem*po con un atto d'intuizione omogeneo alla sua semplice natura" (LUCA ORBETELLO, Introduzione a SEVERINO BOEZIO, La consolazione della filosofa. Gli opuscoli teologici, Rusconi, Milano 1979, p. 65).

                            33. La prescienza di Dio è certamente la conoscenza infallibile di tutto, di tutti gli eventi, di tutti i pensieri, di tutti i desideri, di tutti i moti dell'anima, ma soltanto per noi questi sono futuri, per noi che viviamo nel tempo; non per Dio che vive eternamente fuori del tempo.

                            34. Allora, l'obiezione: Dio sa prima ciò che accadrà dopo, dunque l'uomo non è libero di scegliere; è mal posta e viene a cadere, perché "prima" e "dopo" non si possono dire di Dio, ma solo di noi uomini e del creato intero.

                            35. L'esistenza di Dio e la sua prescienza non pregiudicano affatto la libertà dell'uomo.



                            " Dal più grande male morale che mai sia stato commesso, il rifiuto e l'uccisione del Figlio di Dio, causata dal peccato di tutti gli uomini, Dio, con la sovrabbondanza della sua grazia, ha tratto i più grandi beni: la glorificazione di Cristo e la nostra Redenzione".

                            ( CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA, n. 312)


                            http://apologetica.altervista.org/li...e_credere3.htm
                            amate i vostri nemici

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66039

                              #764
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              ecco, bravo, guarda la realtà e la storia concreta dei fatti:

                              solo l'altro ieri la "cattolicissima" Irlanda, dove 20 anni fa l'omosessualità era reato, ha votato a grande maggioranza per il matrimonio omosessuale - sottolineo matrimonio, quello che la Chiesa afferma come sacramento e con tutte le conseguenze del caso, non forme sminuite - facendo un gran pernacchione alla dottrina della famiglia e realizzando un autentico gesto di accoglienza evangelica per l'uguaglianza di tutti;

                              ha'voglia te a segui' dirette televisive, quando poi sei smentito dai fatti, dalla storia.
                              Vedi che alla fine ci sei arrivato da solo? La Chiesa propone, poi ognuno rimane TOTALMENTE libero di accogliere o di rifiutare, Axe. Ogni uomo e ogni donna di questo mondo renderà conto a Dio del suo operato....

                              "La testimonianza più persuasiva della benedizione del matrimonio cristiano è la vita buona degli sposi cristiani e della famiglia. Non c’è modo migliore per dire la bellezza del sacramento! Il matrimonio consacrato da Dio custodisce quel legame tra l’uomo e la donna che Dio ha benedetto fin dalla creazione del mondo; ed è fonte di pace e di bene per l’intera vita coniugale e familiare. Per esempio, nei primi tempi del Cristianesimo, questa grande dignità del legame tra l’uomo e la donna sconfisse un abuso ritenuto allora del tutto normale, ossia il diritto dei mariti di ripudiare le mogli, anche con i motivi più pretestuosi e umilianti. Il Vangelo della famiglia, il Vangelo che annuncia proprio questo Sacramento ha sconfitto questa cultura di ripudio abituale.

                              Il seme cristiano della radicale uguaglianza tra i coniugi deve oggi portare nuovi frutti. La testimonianza della dignità sociale del matrimonio diventerà persuasiva proprio per questa via, la via della testimonianza che attrae, la via della reciprocità fra loro, della complementarietà fra loro.

                              Per questo, come cristiani, dobbiamo diventare più esigenti a tale riguardo. Per esempio: sostenere con decisione il diritto all’uguale retribuzione per uguale lavoro; perché si dà per scontato che le donne devono guadagnare meno degli uomini? No! Hanno gli stessi diritti. La disparità è un puro scandalo! Nello stesso tempo, riconoscere come ricchezza sempre valida la maternità delle donne e la paternità degli uomini, a beneficio soprattutto dei bambini. Ugualmente, la virtù dell’ospitalità delle famiglie cristiane riveste oggi un’importanza cruciale, specialmente nelle situazioni di povertà, di degrado, di violenza familiare.

                              Cari fratelli e sorelle, non abbiamo paura di invitare Gesù alla festa di nozze, di invitarlo a casa nostra, perché sia con noi e custodisca la famiglia. E non abbiamo paura di invitare anche la sua Madre Maria! I cristiani, quando si sposano “nel Signore”, vengono trasformati in un segno efficace dell’amore di Dio. I cristiani non si sposano solo per sé stessi: si sposano nel Signore in favore di tutta la comunità, dell’intera società!"

                              PAPA FRANCESCO UDIENZA 29 APRILE 2015



                              C'è chi accoglie e chi rifiuta. Come sempre. E così dev'essere, amici.
                              amate i vostri nemici

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                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24593

                                #765
                                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                                Vedi che alla fine ci sei arrivato da solo? La Chiesa propone, poi ognuno rimane TOTALMENTE libero di accogliere o di rifiutare, Axe.
                                mica per bontà e scelta illuminata della Chiesa eh !
                                ci sono voluti tanti calci in culo, Lanzi e Bersaglieri per essere totalmente liberi; prima era dura per chi non si conformava;

                                Ogni uomo e ogni donna di questo mondo renderà conto a Dio del suo operato....
                                dà retta, che anche nel sistema cristiano, Dio sorriderà di più a chi ha accolto il diverso come suo simile e pari rispetto a chi lo ha discriminato in nome del suo arbitrio dottrinario; su questo sono abbastanza sicuro;

                                resta comunque il fatto storico, ancora più eclatante e significativo del referendum italiano sul divorzio di 40 anni fa, che vede un popoli di tradizioni super-cattoliche che ha disconosciuto in modo diretto e inequivocabile la dottrina della Chiesa sulla famiglia;
                                e non su un tema tiepido, ma su un crinale estremo, che verosimilmente coinvolge tutti gli aspetti di quella dottrina, perché chi ha espresso quel voto, nonostante precetto contrario, sicuramente è anche favorevole a divorzio, contraccezione e quant'altro;

                                mai il re è stato così nudo in pubblico; e i commenti del primate Martin testimoniano in modo lampante il significato dell'evento.
                                c'è del lardo in Garfagnana

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