Ingenuità o lucidità

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  • Vega
    Opinionista

    • 04/05/05
    • 17951

    #586
    Non me frega nulla dell'amoris letitiae e compagnia bella. Tutte parole ridondanti del solito nulla.

    L'essere responsabili verso noi stessi può implicare il rendersi conto che quell'unione non è più per noi perchè non siamo più innamorati dell'altro, perchè non si comporta bene con noi o tanti altri motivi. E riconoscerlo è importante. E' anche una responsabilità verso l'altro.
    Tu bolli tutto come prodotto dell'ego ed egoismo, ma non stanno così le cose.
    Come si fa a ragionare con uno che vede il male e l'egoismo dappertutto, che qualunque presa di coscienza e decisione fatta per noi stessi è sbagliata?
    Salvo poi venire a pontificare sulla libertà ed libero arbitrio (senza il quale ribadisci che saremmo burattini) o le famigerate proposte (fasulle) di dio.
    Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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    • axeUgene
      Opinionista

      • 17/04/10
      • 24578

      #587
      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio


      L’invito della Chiesa, che muove dalla Parola di Dio, non è quindi tanto quello di non divorziare: E’ molto di più! E’ quello di tornare a lottare! Di impegnarsi seriamente nel difendere il nostro Matrimonio non cedendo agli usi, ai costumi e alle mode della nostra epoca.

      “E’ importante chiedersi se è possibile amarsi “per sempre”. Questa è una domanda che dobbiamo fare: è possibile amarsi “per sempre”? Oggi tante persone hanno paura di fare scelte definitive.
      non è questione di paura, ma di chiedersi se quel definitivo abbia un pregio, un valore in sé, a prescindere dal suo contenuto; è qui che cade tutto il ragionamento della Chiesa cattolica, già sconfessato dal resto della Cristianità, che si basa sullo stesso Vangelo;

      è come se tu ogni mattina corressi per 20 km e mi dicessi che se si ha volontà potremmo farlo tutti; sì, certo, embè ? tu corri, un altro va in palestra, un altro ancora suona uno strumento musicale o si dedica alla lettura; ognuno ritiene la propria passione gratificante;
      ma questo non significa che la normalità, il valore di default sia quello di correre 20 km tutti i giorni;

      beh, noi viviamo condizionati da questo pregiudizio di abnegazione, per cui inchiodarsi al malessere in nome di un per sempre che non rappresenta un valore pregevole in sé sia la condizione "normale", quando evidentemente non lo è, poiché le persone di propria sponte perseguono quella condizione solo in circostanze davvero ideali e rare; oppure la subiscono per rassegnazione, ma questo è, appunto, il vero senso storico della norma, quale si è attuato nella realtà; e cioè, semplicemente un sistema di potere in cui un soggetto prevarica e l'altro soccombe;

      io ti potrei fare in perfetta buona fede il panegirico quotidiano su quanto sia bello studiare ogni giorno le scale di chitarra jazz e dirti che se ci metti volontà trovi il tempo e lo puoi fare anche tu e avere la stessa soddisfazione mia;
      ma tu puoi semplicemente dire: grazie, sono contento per te, ma io preferisco fare un'altra cosa, investire altrimenti il tempo che mi mette in relazione con l'esistenza;

      ecco, perseguire l'idea di un per sempre come valore autosufficiente, sostanza di se stesso, è una forma di alienazione dalla verità della relazione in cui l'altra persona, da cui di fatto si prescinde, diventa un oggetto; quella ti sputa, ti ignora, fa una vita sua, e tu ti fingi in un Regno in cui solipsisticamente perdoni, ma nel fare questo annulli te stesso;

      questo non è "amare il prossimo come te stesso", ma ignorare te stesso come ignori il prossimo, ibernare e neutralizzare il dialogo tra individui distinti correndo incontro alla morte, anticipando la desensibilizzazione;
      guarda, arrivo persino a concederti che per alcune persone traumatizzate questa possa essere una forma di necessaria anestesia, perché vivere fa paura, comporta perdite, solitudini, traumi, e in questo modo ti anticipi tutto restando in una finzione/coma di amore per una persona, che è invece amore per lo standard astratto di quel matrimonio;

      ma non mi proporre questa idea come una condizione "naturale" dell'essere umano, poiché chiaramente non lo è.
      c'è del lardo in Garfagnana

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24578

        #588
        Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
        Vedo tanta sofferenza in giro, Vega….tanta solitudine e sofferenza. Sotto il falso scudo della libertà, viene dimenticato il nostro dovere di essere responsabili.
        la sofferenza è segno che si è vivi e si lotta; chi non soffre è desensibilizzato;
        "un tempo" non si vedeva solo perché le grida di dolore erano soffocate tra le mura di casa;

        invece, mi sembra che le persone siano più responsabili; infatti, consapevoli dell'impegno, non si sposano e non fanno più figli, che è per molti versi n riconoscimento onesto dei propri limiti.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • nahui
          Astensionista

          • 05/03/09
          • 21040

          #589
          Io vedo tanta solitudine e sofferenza tra le persone sposate
          Come sapete passo tanto tempo sui social. Negli anni ho elaborato le mie statistiche personali. I più accaniti molestatori virtuali, quelli che ci provano di più, sempre e comunque, nonostante le tecniche difensive, prima blande, poi sempre più drastiche, sono gli uomini sposati, almeno nella mia fascia d'età, diciamo 35 - 65 ? Quando ci parli, con queste persone, io sento una tale solitudine, disperazione, di animali chiusi in gabbia, alla ricerca ossessiva di non si sa cosa, tanto che la donna con la quale cercano un approccio non è niente, è un sogno, una figurina di carta su cui hanno stampato i loro sogni.
          Ma non è meglio la "verità" di una coppia che se non va si separa ?
          Cono, tu dici che bisogna lottare, ma io - pur credente - il senso di questa lotta non la vedo proprio. Viviamo poco tempo, abbiamo pochi anni per essere felici, tra tutti i problemi che ci assillano: malattie, incidenti, la triste vecchiaia.
          Questo non significa non essere responsabili, perché - come ti abbiamo ripetuto tutti - una coppia non si separa mai con leggerezza, non certo per il colore della tappezzeria del divano. Ad Hollywood forse Qua in Italia, con questi chiari di luna, non credo proprio, tranne casi patologici di immaturità.
          Forse l'amore coniugale, come la fede, è una Grazia di Dio, come dici tu, ma di certo non la elargisce a tutti, di certo non basta volerlo, per avere la tua "tela nuova". A ognuno le sue prove ed il suo cammino.
          Il Vangelo lo tengo sul comodino, lo ho ben presente, grazie
          Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
          (George Bernard Shaw)

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24578

            #590
            Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
            Forse l'amore coniugale, come la fede, è una Grazia di Dio, come dici tu, ma di certo non la elargisce a tutti, di certo non basta volerlo, per avere la tua "tela nuova". A ognuno le sue prove ed il suo cammino.
            in realtà, il Conismo non è una cosa ingenua o campata per aria;
            ciò che lo muove è la paura della morte, e quindi della vita stessa, che la morte implica;
            la reazione è un desiderio di onnipotenza che si manifesta in una forma mondana di ascesi, che si realizza in quella forma di matrimonio;
            l'abnegazione dei coniugi, l'annullamento di qualsiasi desiderio autentico - che diventa peccato, poiché scatena l'incontrollabilità, la vita - diventa la garanzia suggellata dall'adesione alla dottrina;

            nella pulsione di onnipotenza si incanala l'aggressività ed è relativamente facile imporsi una disciplina, perché la libido si investe, si sublima in quella;

            il problema di questi sistemi è che entrano in crisi nel rapporto coi figli; ed è per quello che la prassi poi orienta queste personalità alla castità, al sacerdozio, ecc...
            perché, se la violenza imposta a se stessi è armonica a quell'investimento, annullamento, la proposizione di quel modello ai figli comporta l'innaturale annullamento anche della personalità di quelli; una cosa da luterani dei film di Bergman

            attraverso il desiderio dei figli che si manifesta il sistema entra in crisi, perché la durezza che si impone a se stessi può essere coerentemente sostenuta come ideologia solo se ci si appropria letteralmente dei figli, fagocitandoli e imponendo loro quella stessa disciplina, annullando la nozione che si tratta di esseri distinti e liberi;

            se questa cosa non avviene, si verifica una scissione, perché il genitore deve rimuovere da sé il desiderio che in qualche misura riconosce al figlio;
            col che, si determinano situazioni di sofferenza: il figlio desiderante è un "debole" e il rapporto che si determina è di disprezzo; oppure, prevale l'invidia per i desideri del figlio che si immaginano soddisfatti; più spesso, entrambe le cose;

            se invece si proietta positivamente il desiderio del figlio, ci si immedesima in quello, viene a cadere il senso della propria abnegazione: se è una cosa positiva che lo faccia lui, forse ho fatto una cazzata a non concedermelo io; che è in effetti la situazione più comune tra le brave persone, magari di una certa età, che si sono sottoposte ad una disciplina di repressione e rimozione dei propri desideri.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • nahui
              Astensionista

              • 05/03/09
              • 21040

              #591
              Amen
              Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
              (George Bernard Shaw)

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #592
                Più che della morte io penso che il credente in genere abbia paura del Male, Satana, Beelzebub, spiriti impuri e via dicendo, non perché esista un Male, un'energia maligna ( supposto un Dio unico, esiste una sola energia) di cui l'uomo sia vittima ma perché alla propria paura, e a ciò che ne viene, l'uomo che in genere crede ha dato il nome di Satana, Beelzebub e via dicendo. E attribuendo realtà ed autonoma esistenza a queste personificazioni della sua stessa paura, egli si inganna e si giustifica al contempo giacché attribuisce ad esser immaginari la causa di ciò di cui egli stesso è causa. E' nella misura in cui teme questi esseri immaginari, e se ne tiene a distanza, ed erige barriere contro di essi, nella misura cioè in cui il credente in genere si sforza di essere giusto e puro, che egli si sottomette alla propria paura, spacciandola addirittura per virtù, e non fa che tenersi a distanza da quella medesima energia divina che è in lui invano.

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                • nahui
                  Astensionista

                  • 05/03/09
                  • 21040

                  #593
                  In modo consapevole, forse no. Ma se sostituisci il diavolo a proprie pulsioni che avverti come destabilizzanti, forse sì. Parlando di matrimonio, se io ho una vita "ordinata e produttiva" come società ed utilità comanda, ed ho impulsi sessuali o sentimentali verso terzi, questi impulsi saranno ciò che mi fa paura, mi minaccia, e contro di essi ergerò il mio muro di rinuncia e di virtù. Altri se la prendono col glutine , con la carne rossa, coi musulmani, con lo spendere soldi.
                  Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                  (George Bernard Shaw)

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                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24578

                    #594
                    cercando di fare un minimo di ordine concettuale, lo spartiacque è tra culture che hanno superato e dismesso il vincolo matrimoniale come fondamento dell'ordine sociale - beninteso, non la rilevanza della famiglia nelle sue possibili forme, che è una cosa diversa - e culture che invece tendono a disciplinare il comportamento di coppia, la sessualità entro norme sacralizzate, come nel caso del Cattolicesimo e, in parte e modalità diverse, l'Islam e altre porzioni di confessioni e religioni;

                    anche nello stesso ambito cristiano la differenza è lampante, dato che per i protestanti il matrimonio non è un sacramento e che la sua conservazione in quanto tale è irrilevante per la salvezza, un mero fatto mondano; beninteso, non eventuali comportamenti prodottisi nella relazione e altrimenti censurati in via generale; nel senso che è contemplata la circostanza che l'unione non sussista più nella sostanza e che non abbia senso conservarla nella forma, senza che ciò configuri una colpa.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66028

                      #595
                      Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                      Io vedo tanta solitudine e sofferenza tra le persone sposate
                      Come sapete passo tanto tempo sui social. Negli anni ho elaborato le mie statistiche personali. I più accaniti molestatori virtuali, quelli che ci provano di più, sempre e comunque, nonostante le tecniche difensive, prima blande, poi sempre più drastiche, sono gli uomini sposati, almeno nella mia fascia d'età, diciamo 35 - 65 ? Quando ci parli, con queste persone, io sento una tale solitudine, disperazione, di animali chiusi in gabbia, alla ricerca ossessiva di non si sa cosa, tanto che la donna con la quale cercano un approccio non è niente, è un sogno, una figurina di carta su cui hanno stampato i loro sogni.
                      Ma non è meglio la "verità" di una coppia che se non va si separa ?
                      Cono, tu dici che bisogna lottare, ma io - pur credente - il senso di questa lotta non la vedo proprio. Viviamo poco tempo, abbiamo pochi anni per essere felici, tra tutti i problemi che ci assillano: malattie, incidenti, la triste vecchiaia.
                      Questo non significa non essere responsabili, perché - come ti abbiamo ripetuto tutti - una coppia non si separa mai con leggerezza, non certo per il colore della tappezzeria del divano. Ad Hollywood forse Qua in Italia, con questi chiari di luna, non credo proprio, tranne casi patologici di immaturità.
                      Forse l'amore coniugale, come la fede, è una Grazia di Dio, come dici tu, ma di certo non la elargisce a tutti, di certo non basta volerlo, per avere la tua "tela nuova". A ognuno le sue prove ed il suo cammino.
                      Il Vangelo lo tengo sul comodino, lo ho ben presente, grazie
                      Allora fissa il tuo sguardo su ciò che del Matrimonio afferma proprio Nostro Signore….



                      “ E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: “È lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?”. Ma egli rispose loro: “Che cosa vi ha ordinato Mosè?”. Dissero: “Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla”. Gesù disse loro: “Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto”. Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: “Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei e se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio”. (Marco 10)



                      Questo è il Matrimonio cristiano. Al netto di tutte le debolezze, fragilità…al netto di tutti i peccati dei due partners. Impossibile da sostenere? Se si è solo in due, certo! Una cosa improba. Ma se nel Matrimonio si è sempre in tre, se ogni giorno marito e moglie si appoggiano in Cristo, nella Sua Parola e nella Preghiera…non solo diventa un’avventura meravigliosa, la vita matrimoniale. Ma ha anche il potere di realizzarti pienamente come Persona!
                      amate i vostri nemici

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66028

                        #596
                        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                        non è questione di paura, ma di chiedersi se quel definitivo abbia un pregio, un valore in sé, a prescindere dal suo contenuto; è qui che cade tutto il ragionamento della Chiesa cattolica, già sconfessato dal resto della Cristianità, che si basa sullo stesso Vangelo;

                        è come se tu ogni mattina corressi per 20 km e mi dicessi che se si ha volontà potremmo farlo tutti; sì, certo, embè ? tu corri, un altro va in palestra, un altro ancora suona uno strumento musicale o si dedica alla lettura; ognuno ritiene la propria passione gratificante;
                        ma questo non significa che la normalità, il valore di default sia quello di correre 20 km tutti i giorni;

                        beh, noi viviamo condizionati da questo pregiudizio di abnegazione, per cui inchiodarsi al malessere in nome di un per sempre che non rappresenta un valore pregevole in sé sia la condizione "normale", quando evidentemente non lo è, poiché le persone di propria sponte perseguono quella condizione solo in circostanze davvero ideali e rare; oppure la subiscono per rassegnazione, ma questo è, appunto, il vero senso storico della norma, quale si è attuato nella realtà; e cioè, semplicemente un sistema di potere in cui un soggetto prevarica e l'altro soccombe;

                        io ti potrei fare in perfetta buona fede il panegirico quotidiano su quanto sia bello studiare ogni giorno le scale di chitarra jazz e dirti che se ci metti volontà trovi il tempo e lo puoi fare anche tu e avere la stessa soddisfazione mia;
                        ma tu puoi semplicemente dire: grazie, sono contento per te, ma io preferisco fare un'altra cosa, investire altrimenti il tempo che mi mette in relazione con l'esistenza;

                        ecco, perseguire l'idea di un per sempre come valore autosufficiente, sostanza di se stesso, è una forma di alienazione dalla verità della relazione in cui l'altra persona, da cui di fatto si prescinde, diventa un oggetto; quella ti sputa, ti ignora, fa una vita sua, e tu ti fingi in un Regno in cui solipsisticamente perdoni, ma nel fare questo annulli te stesso;

                        questo non è "amare il prossimo come te stesso", ma ignorare te stesso come ignori il prossimo, ibernare e neutralizzare il dialogo tra individui distinti correndo incontro alla morte, anticipando la desensibilizzazione;
                        guarda, arrivo persino a concederti che per alcune persone traumatizzate questa possa essere una forma di necessaria anestesia, perché vivere fa paura, comporta perdite, solitudini, traumi, e in questo modo ti anticipi tutto restando in una finzione/coma di amore per una persona, che è invece amore per lo standard astratto di quel matrimonio;

                        ma non mi proporre questa idea come una condizione "naturale" dell'essere umano, poiché chiaramente non lo è.
                        Non è naturale per l’uomo e per la donna che guardano esclusivamente al loro ombelico, Axe. Al loro tornaconto personale, che sempre farà loro considerare gli ostacoli, le difficoltà, le incomprensioni che si presentano nella vita coniugale, come un orrore….qualcosa da fuggire senza meno!

                        E’ naturale per coloro invece che si fidano di Colui che li ha fatti incontrare, innamorare e sposare: Finchè morte non li separi.



                        “La cultura di oggi, proclamando "i diritti individuali" favorisce "le relazioni che durano finché non sorgono difficoltà, e per questo a volte parla di rapporto di coppia, di famiglia e di matrimonio in modo superficiale ed equivoco. Basterebbe guardare certi programmi televisivi!". "I parroci e anch'io - ha detto - tante volte ascoltiamo dai giovani l'affermazione: 'noi ci amiamo tanto ma rimarremo insieme finché dura l'amore'. Ed anche un bravo seminarista mi ha detto che pensa di fare il prete per 10 anni e poi si vedrà". "Ma a farti dire questo - ha spiegato Francesco - è l'egoismo: quando non sento più il sentimento taglio il matrimonio. Certo, è rischioso sposarsi, perché quell'egoismo che ci minaccia dentro lo abbiamo tutti. Un pensiero anche agli sposi: Litigate quanto volete: se volano i piatti pazienza, ma mai finire la giornata senza fare la pace. E se nei matrimoni gli sposi imparano a dire 'scusa, ero stanco', a fare soltanto un piccolo gesto, è questa la pace. Questo è un segreto, che evita le separazioni dolorose".



                        amate i vostri nemici

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66028

                          #597
                          Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                          Non me frega nulla dell'amoris letitiae e compagnia bella. Tutte parole ridondanti del solito nulla.

                          L'essere responsabili verso noi stessi può implicare il rendersi conto che quell'unione non è più per noi perchè non siamo più innamorati dell'altro, perchè non si comporta bene con noi o tanti altri motivi. E riconoscerlo è importante. E' anche una responsabilità verso l'altro.
                          Tu bolli tutto come prodotto dell'ego ed egoismo, ma non stanno così le cose.
                          Come si fa a ragionare con uno che vede il male e l'egoismo dappertutto, che qualunque presa di coscienza e decisione fatta per noi stessi è sbagliata?
                          Salvo poi venire a pontificare sulla libertà ed libero arbitrio (senza il quale ribadisci che saremmo burattini) o le famigerate proposte (fasulle) di dio.
                          A buon intenditor poche parole: Dio propone il Matrimonio sotto l’ottica del PER SEMPRE. A ciascuno di noi accogliere o rifiutare. E così avviene.
                          amate i vostri nemici

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24578

                            #598
                            Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                            Non è naturale per l’uomo e per la donna che guardano esclusivamente al loro ombelico, Axe. Al loro tornaconto personale, che sempre farà loro considerare gli ostacoli, le difficoltà, le incomprensioni che si presentano nella vita coniugale, come un orrore….qualcosa da fuggire senza meno!

                            E’ naturale per coloro invece che si fidano di Colui che li ha fatti incontrare, innamorare e sposare: Finchè morte non li separi.
                            appunto, la peculiarità del tuo discorso sta nel meccanicismo che individui in questo modo;

                            niente di male a crederlo; ce tu mi creda o meno, io non ho alcun disprezzo per questa idea, che però non condivido;
                            in termini oggettivi, tuttavia, questa configura una sorta di fatalismo formale che annulla il senso di qualsiasi libertà personale, riducendo l'idea di matrimonio ad una pratica ascetica;

                            gli stessi distinguo colloquiali che si producono nella Chiesa testimoniano della contraddizione; se la persona che hai sposato cambia, ti maltratta, ti manca di rispetto, tu puoi perdonare; ma se il comportamento persiste e l'intenzione è divergente, non c'è più amore, la sostanza è che tu resti incatenato a questa situazione;
                            puoi anche personalmente scegliere in questo senso perché trovi soddisfazione nel martirio, ma non puoi certo convincere che la norma abbia un contenuto equo e pregevole;

                            del resto, se tu stessi perorando davvero un contenuto di felicità, tutti vorrebbero essere d'accordo e non dovresti spenderti;
                            chi vive secondo un principio di gioia sorride e attrae, suscita spontaneamente il desiderio di emulazione; mentre questa idea per cui un coniuge possa far leva su una legge dell'indissolubilità per trattenere l'altro divenuto infelice ed esiliato è - dovrebbe essere - ripugnante per entrambe le parti;
                            ovviamente, non parlo di quelli che di comune accordo invece aderiscono a quella "proposta", beninteso; il problema si pone solo in caso di percorsi divergenti;
                            ma non puoi presentare come egoismo il desiderio di libertà di chi non vuole più fare come dici tu; perché quello sarebbe solo l'egoismo tuo.
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24578

                              #599
                              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                              Non è naturale per l’uomo e per la donna che guardano esclusivamente al loro ombelico, Axe. Al loro tornaconto personale, che sempre farà loro considerare gli ostacoli, le difficoltà, le incomprensioni che si presentano nella vita coniugale, come un orrore….qualcosa da fuggire senza meno!
                              Cono, visto che sei un contabile, risolvimi questa equazione:

                              A e B sono sposati; B se ne vuole andare, perché rivuole la sua libertà, magari quella di essere amato/a; e quello è il suo tornaconto; tu consideri B "egoista";

                              A vuol trattenere B anche contro la sua volontà, perché ha paura a rimanere da solo, anche se non ama più B, ed è convinto/a che non troverà altro partner; e quello è il suo tornaconto;

                              come puoi affermare che A non stia perseguendo un proprio tornaconto egoistico nel trattenere B avvalendosi del principio dell'indissolubilità ?
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • Vega
                                Opinionista

                                • 04/05/05
                                • 17951

                                #600
                                Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                                A buon intenditor poche parole: Dio propone il Matrimonio sotto l’ottica del PER SEMPRE. A ciascuno di noi accogliere o rifiutare. E così avviene.
                                Come se non si fosse capito viste le volte che lo hai scritto!!

                                Così avviene...ma a quanto pare non ti sta bene, altrimenti non staresti qui a menarla tanto. Ti ripeto ancora che questa "proposta", tanto proposta non è visto che si tratta più di comando, con ritorsione annessa che tu illustri avvenga da parte di dio col suo giudizio e direi anche con sollecitudine da parte dei credenti che non aspettano altro che bacchettare e sfogare le proprie fisime, sessuali comprese, sull'argomento.

                                Tu continui a girare intorno ma ripeti solo del per sempre, delle persone superficiali, degli impegni che non vogliono prendere, ma non hai ancora spiegato cosa realizzi dio con una coppia infelice, figli compresi, con la sopportazione di chi sta insieme e basta.
                                Che scopo ha una coppia così? E perchè dio è fissato col "per sempre"?
                                Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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