Citazione Originariamente Scritto da sandor Visualizza Messaggio
si. probabilmente perché in croazia c'erano gli ustascia che diciamo la pensavano un po' come i tedeschi. (altro a riguardo non so).
nella fattispecie il passato era contemplato in altra forma: la Croazia ha sempre rappresentato la parte produttiva e progredita del contesto geografico, tendenzialmente integrabile nell'area germanofona; ora fa parte del sistema economico tedesco a tutti gli effetti;

si. ma questo vale anche per regimi che possano essere definiti, come dire, "dittatoriali". se non c'entra la politica come dici tu, allora sono giustificati gli atteggiamenti di "favore" di alcune "superpotenze" nei confronti di stati "dittatoriali" ma collocati in zone strategiche per via di risorse umane, economiche, energetiche e anche forse militari. quest'ultimo dato mi porta a pensare che proprio perché ordinati dittatorialmente quegli stessi stati, trovandosi in zone strategiche, possano meglio garantire alcune funzioni basilari anche in prospettiva "occidentale", come ad esempio il controllo dei flussi migratori con tutto ciò che ne consegue, ad es. i vari traffici (persone, droga, armi e quanto altro).
tutto ovvio, ma si tratta di questioni eminentemente politiche;
io ho solo sottolineato un aspetto "tecnico" del riconoscimento, che spesso sfugge in queste valutazioni: accanto al profilo politico, c'è un rilievo interno, per cui se tu, persona giuridica italiana - anzi UE, visto che vige un principio di surroga: hai diritto ad essere assistito a pieno titolo dalle autorità consolari degli altri stati membri, in caso di vacanza di quelle italiana - intrattieni rapporti di natura privata con soggetti appartenenti a stato riconosciuto, il tuo stato si fa garante di una tua tutela bilateralmente riconosciuta anche in loco; cioè, visti i rapporti bilaterali, il tuo stato certifica che il tuo operato sarà tutelato almeno dalla legge locale, in modo convenuto, che potrai apprezzare, ma la cui attendibilità è garantita; es. il trasferimento di tecnologie se operi in Cina: puoi decidere se ti sta bene o no, ma i termini di quel sistema sono garantiti;

ovviamente nessuno. però la domanda sorge spontanea: la politica senza territorio può servire a qualcosa?
certo: a preparare la strada per la sua acquisizione; avviene sempre; ovviamente, è necessaria almeno quella che si chiama pretensione a quel territorio, dotata di una sua qualche fondatezza che risulti politicamente convincente per mobilitare una massa;

ma il governo non può prescindere da un controllo capillare sul territorio, un territorio che gli appartenga di diritto.
il diritto dello stato si fonda su fonti-atto, guerre. rivoluzioni, secessioni, insomma, atti fondativi dove prima non c'era un "diritto";
se la diffusione dei palestinesi nei "territori" si presenta frammentata e a macchia di leopardo, insomma non costituisce stato ma una semplice commistione di popoli: ebreo e palestinese, come pretendi che una qualsiasi autorità, pur riconosciuta a livello demografico e presente anche in loco, possa avere una autorità tale da favorirne il riconoscimento da parte della c.i.?
la valutazione è esclusivamente tecnica: anche in Israele ci sono i palestinesi, cittadini israeliani; ma nessuna valutazione del genere ricorre; quello che conta è solo l'effettività di un ordinamento sovrano che presenti un minimo di garanzie standard di stabilità normativa e capacità di attuarla; tutto qui; cioè, non è che sale al potere un partito diverso e la personalità dello stato cambia radicalmente, ad annullare retroattivamente gli impegni precedenti;

nel caso palestinese, poi, c'è un ulteriore impiccio diplomatico-politico: a parte alcuni stati, principalmente arabi, più l'Iran, tutta la c.i. ha riconosciuto Israele e il suo diritto ad esistere, almeno entro i confini del 1967, pre-guerra dei sei giorni; ora, siccome non c'è chiarezza su un eventuale dettato costituzionale palestinese riguardo alla pretensione di annientare Israele, per sostituirsi ad esso, come fine costituzionale del costituendo stato, si produrrebbe il paradosso dipolomatico del contemporaneo riconoscimento di Israele, e di uno stato che mira alla sua distruzione;

si. ma ti ripeto: per fare tutto ciò sono necessarie alcune piccole cose come un territorio controllato "capillarmente", un popolo e un' entità sovrana che su popolo e territorio esercita il controllo. poi gli stati canaglia esistono solo nella "propaganda"
sì, su questo è legittimo opinare; meno su questioni di diritti umani; l'avvocatessa dei diritti civili iraniana, condannata a 33 anni di carcere e non ricordo a quante frustate, per non parlare di altre circostanze che ricorrono in quel paese, come in altri, costituiscono un marcatore oggettivo di prassi poco ammissibili per una gran parte della c.i., e in questi casi non per meri criteri di opportunismo politico.