Elogio alla Non esistenza... 😑

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  • restodelcarlino
    giullare

    • 13/05/19
    • 12628

    #211
    Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
    Ls terra al momento non avrebbe risorse sufficienti per alimentare 20 miliardi di esseri umani.
    PACE parla di "sfamare".
    Resta, comunque, da definire cosa si intenda col termine usato.
    Quindi, si puo' dire qualunque cosa, tutto...ed il suo contrario.
    ...vassapé...

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    • Breakthru
      Opinionista

      • 30/04/19
      • 5135

      #212
      Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
      PACE parla di "sfamare".
      Resta, comunque, da definire cosa si intenda col termine usato.
      Quindi, si puo' dire qualunque cosa, tutto...ed il suo contrario.
      Meglio sarebbe, quando si danno i numeri, citarne la fonte o, al minimo, darli vincenti

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      • Ale
        Opinionista

        • 18/08/20
        • 21448

        #213
        Speriamo solo non si sia ispirato al film, 2022 i sopravvissuti...
        Mens sana in corpore sano

        Počasi se daleč pride 🐌

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66040

          #214
          Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio
          Ls terra al momento non avrebbe risorse sufficienti per alimentare 20 miliardi di esseri umani. Cambiando metodi dj produzione. Abbandonando gli allevamenti intensivi, cultura idroponica e in verticale, energie rinnovabili, proteine coltivate in laboratorio...forse
          Brava! È ciò che ha scritto Tommy, se ci pensi: abbandonare il peccato (che rende l'uomo predatore e distruttore della Terra) e coltivare l'Umano, la "Magnifica Humanitas" della quale parla Papa Leone.
          amate i vostri nemici

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66040

            #215
            Originariamente Scritto da Ale Visualizza Messaggio


            Appunto parliamo di cose reali, i malvagi purtroppo esistono ed è pressoché impossibile rimuoverli, per cui ai poveri la scelta di offrire ai figli un mondo di merda o niente...
            ...in quest'ultimo caso problema risolto all'origine, ed in un lontano futuro probabile guerra tra ricchi che finalmente si scanneranno fra loro in un mondo ormai devastato
            ...per quanto non completamente affidabile ho provato a chiedere alla i.a. quanta gente potrebbe stare sulla terra, dice appena 2,5 miliardi di persone considerando un livello dignitoso per tutti, sempre restando sulla situazione reale mi sembra abbastanza plausibile
            Il Papa nella sua enciclica: «Disarmiamo l’Intelligenza artificiale»



            In «Magnifica humanitas» Leone XIV affronta le sfide dell’IA. E dice: «Deve custodire l’umanità, non il potere di pochi». Poi cita «Il Signore degli anelli», Madre Teresa, Maria Montessori e gli eroi del quotidiano come medici, infermieri, genitori...

            In «Magnifica humanitas» Leone XIV affronta le sfide dell’IA. E dice: «Deve custodire l’umanità, non il potere di pochi». Poi cita «Il Signore degli anelli», Madre Teresa, Maria Montessori e gli eroi del quotidiano come medici, infermieri, genitori


            Recuperiamo l'umano, Ale. I freddi dati dell'intelligenza artificiale, i laconici numeri degli algoritmi partono dal Peccato dell'Uomo.
            L'Uomo nuovo, liberato, amante della Vita, considera l'esistenza una Benedizione. Non una sciagura.

            amate i vostri nemici

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66040

              #216
              Originariamente Scritto da PACE Visualizza Messaggio
              Da chi è affamato questo bambino? Da Dio o dagli uomini?
              Perfetto!!! È questa la domanda fondamentale, Tommy.
              amate i vostri nemici

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66040

                #217
                Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
                E' il solito discorso da cui non sei ne esce..... scaricabarile gira frittata di certi credenti: se hai fede e cerchi il Dio (cristiano) lui provvederà a sfamare te e i tuoi figli perché sa, conosce i bisogni, mentre se i bimbi muoiono di fame e di guerre nel mondo non c'entra nulla la divinità ma è colpa dell'uomo, però la divinità che sa e vede e dovrebbe provvedere non provvede

                Ha mandato Suo Figlio!!!

                Niente, viviamo ormai una vita talmente digitale, che anche la Buona Novella della Risurrezione la mettiamo tranquillamente fra le fake news, nel cestino....nella posta indesiderata della nostra vita.
                Alienati, disillusi, privi di Speranze e di Valori che riempiono e fanno bella l'esistenza.
                amate i vostri nemici

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                • Ale
                  Opinionista

                  • 18/08/20
                  • 21448

                  #218
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio

                  Il Papa nella sua enciclica: «Disarmiamo l’Intelligenza artificiale»



                  In «Magnifica humanitas» Leone XIV affronta le sfide dell’IA. E dice: «Deve custodire l’umanità, non il potere di pochi». Poi cita «Il Signore degli anelli», Madre Teresa, Maria Montessori e gli eroi del quotidiano come medici, infermieri, genitori...

                  In «Magnifica humanitas» Leone XIV affronta le sfide dell’IA. E dice: «Deve custodire l’umanità, non il potere di pochi». Poi cita «Il Signore degli anelli», Madre Teresa, Maria Montessori e gli eroi del quotidiano come medici, infermieri, genitori


                  Recuperiamo l'umano, Ale. I freddi dati dell'intelligenza artificiale, i laconici numeri degli algoritmi partono dal Peccato dell'Uomo.
                  L'Uomo nuovo, liberato, amante della Vita, considera l'esistenza una Benedizione. Non una sciagura.
                  Il papa può predicare e citare all'infinito che tanto se ne starà sempre la al sicuro (o ce lo faranno stare,) e se io te e qualche altro cofe ci mettiamo a recuperare l'umano in un modo o nell'altro ci faranno fuori...
                  ...da come la vedo io per ottenere qualcosa bisogna erodere le fondamenta di sto marzume, quando qualcuno in alto vedrà che i disgraziati in basso hanno smesso di riprodursi perché stufi di stammerd di mondo cominceranno a farsi qualche domanda
                  Mens sana in corpore sano

                  Počasi se daleč pride 🐌

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                  • restodelcarlino
                    giullare

                    • 13/05/19
                    • 12628

                    #219
                    Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                    Perfetto!!! È questa la domanda fondamentale, Tommy.
                    Risposta

                    Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                    E Noi siamo stati solo strumenti.... matite: ma chi ha scritto la nostra storia è il Signore!



                    ...vassapé...

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                    • LadyHawke
                      Osservatrice

                      • 29/04/19
                      • 9378

                      #220
                      Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio

                      ...non ha cercato abbastanza...

                      provvidenza divina.jpg
                      ...spero che questa riflessione non offenda nessuno e che nessuno si senta minacciato, oltraggiato, perseguitato...



                      Originariamente Scritto da Cono:

                      Ha mandato Suo Figlio!!!

                      Niente, viviamo ormai una vita talmente digitale, che anche la Buona Novella della Risurrezione la mettiamo tranquillamente fra le fake news, nel cestino....nella posta indesiderata della nostra vita.
                      Alienati, disillusi, privi di Speranze e di Valori che riempiono e fanno bella l'esistenza.
                      Eccerto! Il bambino postato da RDC sta ancora aspettando la "manna dal cielo" o che Dio gli invii il figlio per salvarlo, al momento però sta morendo di fame, se già non è morto.
                      La vita è veramente molto semplice, ma noi insistiamo nel renderla complicata.
                      Confucio

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                      • PACE
                        Opinionista
                        • 27/08/07
                        • 1435

                        #221
                        Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio

                        Scusami, Pace: ho un dubbio.
                        Non so se abbiamo letto la stessa enciclica. Il passo dell'introduzione che tu citi tra virgolette, io non l'ho trovato (né nell'introduzione, né altrove, per inciso). Il link del testo integrale é nella discussione che ho aperto sull'argomento (che ti deve essere sfuggita: Il leone (decimoquarto) ha ruggito - Forum di discussione dal 2004 ) e lo riporto qui per comodità:
                        Lettera Enciclica "Magnifica Humanitas" di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale (15 maggio 2026)
                        Cosa devo pensare? Non é il testo ma un tuo riassunto? Hai riportato quanto scritto da altri?
                        Poco male, basta saperlo. Il testo, forse un po' "verboso" non é di facile lettura. Lo capisco: lo so per esperienza diretta.
                        Se é "testuale" e sono io che non avessi letto con attenzione adeguata , indicami, per piacere, precisamente da dove hai copincollato il testo che hai riportato.
                        Le Encicliche Papali sono documenti importanti, quindi: "Un testo é un testo".
                        Grazie per l'attenzione.
                        Promulgazione della Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas” (25 maggio 2026)
                        "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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                        • PACE
                          Opinionista
                          • 27/08/07
                          • 1435

                          #222
                          La MAGNIFICA UMANITÀ creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme. Ogni generazione riceve in eredità il compito di dare forma al proprio tempo: di far maturare la storia come luogo in cui la dignità di ogni persona sia custodita, la giustizia promossa e la fraternità resa possibile. Ma su ogni epoca incombe il rischio di costruire un mondo disumano e più ingiusto. Là dove l’umanità corre il pericolo di smarrire il proprio volto, noi cristiani alziamo gli occhi verso il Dio che si è fatto carne, sapendo che «solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo».1 Questa magnifica umanità in Gesù Cristo diventa la Via, la Verità e la Vita, aprendo per ciascuno di noi la strada per crescere verso la pienezza.
                          "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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                          • PACE
                            Opinionista
                            • 27/08/07
                            • 1435

                            #223
                            Per questo occorre avviare un discernimento condiviso capace di penetrare le radici spirituali e culturali delle trasformazioni in atto. Se ci limitiamo alle contingenze, rischiamo di lasciare che il susseguirsi delle emergenze decida al posto nostro la direzione del cammino. Stiamo vivendo una rapida fase di transizione, un “cambiamento d’epoca”, in cui – mentre alcuni si contendono il futuro delle nuove tecnologie e altri sono impegnati nella riflessione su di esse – la maggior parte delle persone rimane in attesa, osserva da lontano e spera semplicemente che tutto vada per il meglio. Proprio per questo si impongono alla nostra coscienza domande decisive, che non possono più essere eluse: dove stiamo andando? Verso quale meta desideriamo orientarci? Quale direzione scegliere come comunità umana e come popoli?

                            Microsoft Word - 2026.5.15 Enciclica MH
                            "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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                            • PACE
                              Opinionista
                              • 27/08/07
                              • 1435

                              #224
                              Per rispondere a questi interrogativi e per discernere come abitare con responsabilità il tempo dell’intelligenza artificiale, vorrei richiamare due immagini bibliche: la 7 Ibid. costruzione della torre di Babele (cfr Gen 11,1-9) e la ricostruzione delle mura di Gerusalemme (cfr Ne 2-6). Nel libro della Genesi, il racconto di Babele si colloca alle origini dell’umanità, subito dopo le genealogie dei figli di Noè. Gli esseri umani, stabilitisi nella pianura di Sennaar, decidono di costruire una città e una torre «la cui cima tocchi il cielo» (Gen 11,4). Vogliono così garantirsi stabilità e potere, e soprattutto “farsi un nome”, temendo di essere dispersi sulla terra. L’impresa appare imponente: un’unica lingua, un’unica tecnologia, un’unica direzione. Tuttavia, il progetto nasconde una profonda insidia: è un’opera concepita senza riferimento a Dio, sostenuta da un’uniformità che elimina la diversità e che, invece della comunione, sceglie l’omologazione. Quando la città si edifica sull’orgoglio e sulla pretesa di bastare a se stessa, la comunicazione si spezza, le lingue si confondono e gli esseri umani non si comprendono più. Il risultato non è l’unità, ma la dispersione. Babele rivela così il limite di ogni costruzione che, pur grandiosa, sorge dall’assolutizzazione dell’umano e dalla sua pretesa di autosufficienza, sacrifica la dignità delle persone all’efficienza e ambisce a raggiungere il cielo senza la benedizione di Dio. 8. Il libro di Neemia, a sua volta, si apre in un momento di grande vulnerabilità nella storia dell’antico Israele. Dopo l’esilio babilonese, una parte del popolo è tornata a Gerusalemme, ma la città è ancora in rovina, le mura sono crollate e le porte bruciate (cfr Ne 1-2). Neemia, un ebreo al servizio del re persiano Artaserse, riceve la notizia dello stato disastroso della città dei padri. Prima di agire, digiuna, prega, intercede per il popolo; poi chiede al re il permesso di tornare a Gerusalemme e, giunto sul posto, esamina in silenzio i luoghi distrutti. Non impone soluzioni dall’alto. Convoca le famiglie, affida a ciascuna un tratto di muro da ricostruire, ascolta le paure, coordina gli sforzi, fronteggia le opposizioni. Il racconto mostra come la città rinasca non grazie all’iniziativa di una singola persona, ma attraverso la responsabilità condivisa di tutto il popolo: sacerdoti, artigiani, capifamiglia, donne e giovani. È un’opera che ha Dio al centro e ricostruisce i legami prima ancora delle pietre. L’antica Gerusalemme ritrova così una lingua comune, non quella dell’uniformità, ma quella della comunione: l’armonia che nasce quando ciascuno si assume la propria parte e tutto il popolo riconosce che la sua forza viene dal Signore. 9. Alla luce di queste due icone, lo Spirito Santo oggi ci interpella circa il rapporto con la tecnica e con la rivoluzione digitale in corso. Le scoperte scientifiche sono un talento consegnato all’umanità perché essa lo faccia fruttare (cfr Mt 25,14-30). La tecnologia può curare, connettere, educare, custodire la Casa comune; ma può anche dividere, scartare, generare nuove ingiustizie. In astratto, essa non è di per sé una soluzione ai problemi dell’umanità, come non è di per sé un male; ma, concretamente, non è neutrale, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa. Per questo la prima scelta non è tra un “sì” o un “no” alla tecnologia, ma tra edificare Babele o ricostruire Gerusalemme: tra un potere che pretende di dominare il cielo e un popolo che, alla presenza di Dio, si mette a lavorare unito per rialzare le mura della convivenza fraterna. 10. Evitiamo, dunque, la “sindrome di Babele”: l’idolatria del profitto che sacrifica i deboli, l’uniformità che appiattisce le differenze, la pretesa di un linguaggio unico – anche digitale – capace di tradurre tutto, persino il mistero della persona, in dati e prestazioni. Questo è il rischio della disumanizzazione – costruire il futuro escludendo Dio e riducendo l’altro a mezzo –, una tentazione antica e sempre nuova, che oggi assume anche un volto tecnico. Scegliamo, invece, la “via di Neemia”, che mette in risalto il valore del lavoro condiviso per rendere sicura la città di Dio per gli esuli ritornati. Ricostruire oggi significa riconoscere che, nella pluralità di voci e di visioni che talvolta ricorda la dispersione delle lingue, esiste comunque una possibilità luminosa: quella di edificare insieme, trasformando la diversità in una risorsa e facendo dell’ascolto e del dialogo il terreno comune su cui far crescere giustizia e fraternità. E, dentro questa opera condivisa, i cristiani trovano la loro forma propria di costruire: orientare l’agire a Dio, perché alla sua luce il pluralismo non si disperda nel disordine, ma, nella pratica della sinodalità, diventi lo spazio in cui l’umanità ritrova le sue solide fondamenta e il suo fine ultimo. Nell’Apocalisse, Giovanni vede la nuova Gerusalemme «scendere dal cielo, da Dio» (Ap 21,2) come dono per tutta l’umanità. E questa visione di grazia è per noi cristiani una chiamata a lavorare insieme, coltivando una vita comune pacifica, giusta e dignitosa nelle “città” di oggi. Costruire nel bene 11. Costruire una città impostata sul bene comune esige, dunque, in primo luogo, di edificare sulla roccia della relazione con Dio. Riconoscere che la verità del suo amore ci chiama a una vita «in abbondanza» (Gv 10,10) e alla comunione con Lui. Insieme con sant’Agostino, anche noi possiamo dire: «Ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te».8 Dio, infatti, ha inscritto nel nostro cuore un desiderio di felicità che abbraccia tutte le dimensioni della vita, e la Chiesa, nel dialogo con gli uomini e le donne del nostro tempo, avverte l’urgenza di custodire e orientare tale aspirazione verso la sua verità più profonda. 12. In secondo luogo, edificare nel bene significa accettare il limite e la fragilità dell’umanità senza considerarli un errore da correggere. Oggi, il desiderio di pienezza dell’essere umano rischia di essere deviato verso mete ingannevoli: l’illusione di una tecnica che promette di liberarci da ogni fragilità o modelli di benessere che “lasciano indietro” interi popoli. Non di rado, riponiamo la speranza in un potenziamento senza limiti, in forme di progresso che possono esacerbare le disuguaglianze, in soluzioni immediate incapaci di sanare le ferite dei popoli. Così, mentre alcuni inseguono la chimera di un’autoaffermazione illimitata, molti restano privi del necessario. La Chiesa ricorda, con voce umile ma ferma, che la vera realizzazione non nasce dalla rimozione delle fragilità, ma da una crescita armoniosa: là dove libertà e responsabilità si intrecciano con la cura reciproca e la vera solidarietà, e dove il progresso si misura sulla dignità di ciascuno e sul bene dei popoli. 13. Costruire un mondo in cui tutti possono “fiorire” esige, in terzo luogo, una corresponsabilità coraggiosa. Nessuna mano, da sola, è sufficiente a sostenere il peso delle sfide che attraversano il mondo; e nessuna è così debole da non poter offrire il proprio contributo: «La forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza» (2Cor 12,9). A ciascuno il suo tratto di muro: scienziati e ricercatori, imprenditori e lavoratori, educatori e legislatori, società civile, movimenti popolari e comunità di fede. Questa è la logica della sussidiarietà, che valorizza la cooperazione tra generazioni, tra popoli, tra discipline e culture come via maestra per far crescere stabilità, prosperità e pace. Le tensioni e le differenze non devono intimorire: possono diventare energie creative quando sono orientate da una responsabilità condivisa. 14. Infine, edificare nel bene domanda un linguaggio evangelico. Evitiamo parole che umiliano o contrappongono. Scegliamo la chiarezza che illumina e la franchezza che apre vie. Non benediciamo entusiasmi ingenui, non alimentiamo paure sterili. Piuttosto, indichiamo criteri di discernimento – dignità della persona, destinazione universale dei beni, opzione per i poveri, cura della Casa comune, pace – e traduciamoli in prassi.
                              "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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                              • PACE
                                Opinionista
                                • 27/08/07
                                • 1435

                                #225
                                Originariamente Scritto da Ale Visualizza Messaggio

                                Il papa può predicare e citare all'infinito che tanto se ne starà sempre la al sicuro (o ce lo faranno stare,) e se io te e qualche altro cofe ci mettiamo a recuperare l'umano in un modo o nell'altro ci faranno fuori...
                                ...da come la vedo io per ottenere qualcosa bisogna erodere le fondamenta di sto marzume, quando qualcuno in alto vedrà che i disgraziati in basso hanno smesso di riprodursi perché stufi di stammerd di mondo cominceranno a farsi qualche domanda
                                Ti ripropongo la domanda allora: Ci arrendiamo a questo mondo di merda o ci impegniamo - come dice Papa Prevost - per edificarne uno nuovo?
                                "Tutti sotto lo stesso tendone blu, il Cielo di Dio, credenti di qualsiasi religione e non credenti, con la certezza che l

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