Gesù, storia o leggenda?

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24593

    #226
    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    Ridi ridi, ma sicuramente avrai provato, specialmente da bambino, che c'è una bella differenza tra credere di saltare un fosso e saltarlo veramente. Se il credere non ha un riscontro puoi credere anche in eterno.....a vanvera.
    Ma riscontro de che ? Sempre soggettivo resta; ci fosse il riscontro oggettivo, non si parlerebbe di fede, bensì di conoscenza.
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #227
      Ohi, io parlo per me ( aspetto soggettivo da cui non si esce) poi ognuno ha la fede o la conoscenza che vuole e che si merita; per esprimersi esistono le parole che fanno intravedere che cosa ci può essere dietro anche se non corrisponderà mai, come direbbe Il gatto, al pensato di chi parla, figuriamoci al vissuto. Se consideriamo i Vangeli solo come pensato e non come vissuto vaghiamo nel vago.

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #228
        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        Ma questo è irrilevante ai fini della mia osservazione; se uno crede di essere giudicato da un onnipotente non può essere virtuoso, ma solo obbediente.
        Per quanto riguarda il giudicare di Dio io sono ben contento di esserlo ( per quanto riguarda gli altri non metto lingua) , per me è stato sempre motivo di progresso sia intellettuale che di coscienza. Ricordati inoltre che che spesso l'obbedienza è virtù e non solo vigliaccheria o pusillanimità.

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        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #229
          Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
          Puoi pero' vedere un riscontro confirmativo in qualunque cosa se quel credere e' una tua esigenza.
          Sul genere, stabilito il fine, cerco cio' che conferma, se il fine e' pure astratto non se ne arriva a capo.
          caro Il gatto se il fine è astratto dipende da noi. L'obiettivo finale è fatto di tanti obbiettivi/verifica intermedi; colui che è un giocatore razionale non punta certo sull'impossibile, forse sull'improbabile perché sa di vincere di più, qui non siamo in cielo ma siamo in terra, basterebbe chiederlo ai nostri piedi.

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24593

            #230
            Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
            Per quanto riguarda il giudicare di Dio io sono ben contento di esserlo ( per quanto riguarda gli altri non metto lingua) , per me è stato sempre motivo di progresso sia intellettuale che di coscienza. Ricordati inoltre che che spesso l'obbedienza è virtù e non solo vigliaccheria o pusillanimità.
            È virtù se scegliendo di disobbedire non ti succedesse nulla; ma obbedire ad un onnipotente e onnisciente, se tale lo credi, è una scelta obbligata, a meno di essere idiota.
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #231
              Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
              caro Il gatto se il fine è astratto dipende da noi. L'obiettivo finale è fatto di tanti obbiettivi/verifica intermedi; colui che è un giocatore razionale non punta certo sull'impossibile, forse sull'improbabile perché sa di vincere di più, qui non siamo in cielo ma siamo in terra, basterebbe chiederlo ai nostri piedi.
              Ma qui stai parlando di sperimentare dio e trovarvi conferme nella propria testa, mica della concretezza di piedi e pavimento.

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #232
                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                È virtù se scegliendo di disobbedire non ti succedesse nulla; ma obbedire ad un onnipotente e onnisciente, se tale lo credi, è una scelta obbligata, a meno di essere idiota.
                Io non credo che esista corrispondenza diretta tra disobbedire a Dio e punizione, tutt'al più si potrebbe dire che qualcosa va a scalfire la coscienza, coscienza che per me vuol dire anche conoscenza, cioè essere coscienti di ciò che si pensa e conseguentemente ciò che si fa.

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                • Il gatto
                  Opinionista
                  • 21/11/09
                  • 12721

                  #233
                  Certo che fra disobbedienza alla dottrina curiale e quella a dio ce ne passa di differenza, visto che la Curia e' quello che e' e un eventuale dio qualcosa di diverso.

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #234
                    Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                    Ma qui stai parlando di sperimentare dio e trovarvi conferme nella propria testa, mica della concretezza di piedi e pavimento.
                    Sperimentare Dio è più facile a dirsi che ad esserci; a volte è come l'attimo fuggente, sai che qualcosa c'è ma subito dopo potresti nutrire dubbi, e così via sempre, fino alla fine, dove la pensata o vissuta sperimentazione non basta più e per fugare l'ultimo dubbio rimasto è necessaria la concretezza della presenza; probabilmente è questa la fede, fede che con l'andar del tempo assomiglia sempre più ad un affidarsi a Dio. Per chi crede l'ultima parola non può più essere solo umana.

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #235
                      A livello personale e' plausibile, che funzioni su altri improbabile.
                      Per questo il grosso aderisce a dottrine organizzate che gli propone un dio stereotipato e un ambiente sociale che reitera il tutto in un mantra da ripetere.

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                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #236
                        Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                        Certo che fra disobbedienza alla dottrina curiale e quella a dio ce ne passa di differenza, visto che la Curia e' quello che e' e un eventuale dio qualcosa di diverso.
                        Io sono nato e vissuto cattolico anche se da molto tempo per esigenza intellettuale me ne sono un po' allontanato e ti do pienamente ragione. La chiesa è impantanata sulle proprie riflessioni e se dovesse scegliere tra Dio e la chiesa sceglierebbe senz'altro quest'ultima, salvo poche eccezioni.

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #237
                          Da cui dio va reinventato sganciandolo dalla dottrina.

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24593

                            #238
                            Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                            Io non credo che esista corrispondenza diretta tra disobbedire a Dio e punizione,
                            quindi non credi che esista una giustizia divina, in senso cogente; cioè, non è detto che compie il male la paghi; e questo implica che:
                            a) o quel dio è capriccioso e muta legge ad libitum senza senso coerente; oppure
                            b) non è onnipotente o onnisciente, o entrambe le cose, e quindi gli sfuggono molte cose;

                            tutt'al più si potrebbe dire che qualcosa va a scalfire la coscienza
                            e va bene; questa è una punizione morale autoinflitta e auto-operante; ma prescinde dall'esistenza di un dio; può verificarsi anche nel caso di chi non crede ma obbedisce ad una sua coscienza ed etica; altrimenti, dovresti affermare che chiunque non creda in un dio è amorale o immorale, e mi sembra ci siano numerosi esempi contrari, come molti opposti tra i credenti, autentici o ipocriti;

                            coscienza che per me vuol dire anche conoscenza, cioè essere coscienti di ciò che si pensa e conseguentemente ciò che si fa.
                            beh, no; la conoscenza contrapposta alla fede è la nozione verificata di una cosa:
                            tu non "credi" per fede nella sicurezza di una banca; nonostante tu non abbia verificato di persona, conosci, e sai che se fai il cassiere non ti puoi portare a casa una mazzetta di bigliettoni che ti servono per integrare il bilancio di casa

                            disobbedire ad un dio onnipotente e onnisciente a cui si crede davvero sarebbe per definizione più rischioso - e idiota - di appropriarsi dei soldi in cassa;

                            credere, nell'accezione della fede, non significa ipotizzare, sperare o voler credere, bensì comportarsi come se quella cosa fosse vera come il controllo sui flussi di cassa dell'agenzia; per cui se c'è un ammanco di contanti nel tuo sportello sicuramente risalgono e vengono a chiederti, magari con l'ausilio delle telecamere;

                            per cui, è forse possibile che qualche impiegato sarebbe comunque al riparo dalla tentazione, ma certamente chi crede davvero di essere osservato e controllato non si comporta come deve per virtù sua, ma solo perché sotto minaccia della punizione;

                            questo ti mostra anche quanto sia importante per chi afferma il suo dio anche descrivere com'è questo Ente, poiché da questa definizione dipende il senso di tutta la costruzione etica che ne discende, la giustizia, la virtù, ecc...
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66040

                              #239
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              È virtù se scegliendo di disobbedire non ti succedesse nulla; ma obbedire ad un onnipotente e onnisciente, se tale lo credi, è una scelta obbligata, a meno di essere idiota.
                              A meno di essere libero.
                              amate i vostri nemici

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                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66040

                                #240
                                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                                quindi non credi che esista una giustizia divina, in senso cogente; cioè, non è detto che compie il male la paghi; e questo implica che:
                                a) o quel dio è capriccioso e muta legge ad libitum senza senso coerente; oppure
                                b) non è onnipotente o onnisciente, o entrambe le cose, e quindi gli sfuggono molte cose;


                                e va bene; questa è una punizione morale autoinflitta e auto-operante; ma prescinde dall'esistenza di un dio; può verificarsi anche nel caso di chi non crede ma obbedisce ad una sua coscienza ed etica; altrimenti, dovresti affermare che chiunque non creda in un dio è amorale o immorale, e mi sembra ci siano numerosi esempi contrari, come molti opposti tra i credenti, autentici o ipocriti;


                                beh, no; la conoscenza contrapposta alla fede è la nozione verificata di una cosa:
                                tu non "credi" per fede nella sicurezza di una banca; nonostante tu non abbia verificato di persona, conosci, e sai che se fai il cassiere non ti puoi portare a casa una mazzetta di bigliettoni che ti servono per integrare il bilancio di casa

                                disobbedire ad un dio onnipotente e onnisciente a cui si crede davvero sarebbe per definizione più rischioso - e idiota - di appropriarsi dei soldi in cassa;

                                credere, nell'accezione della fede, non significa ipotizzare, sperare o voler credere, bensì comportarsi come se quella cosa fosse vera come il controllo sui flussi di cassa dell'agenzia; per cui se c'è un ammanco di contanti nel tuo sportello sicuramente risalgono e vengono a chiederti, magari con l'ausilio delle telecamere;

                                per cui, è forse possibile che qualche impiegato sarebbe comunque al riparo dalla tentazione, ma certamente chi crede davvero di essere osservato e controllato non si comporta come deve per virtù sua, ma solo perché sotto minaccia della punizione;

                                questo ti mostra anche quanto sia importante per chi afferma il suo dio anche descrivere com'è questo Ente, poiché da questa definizione dipende il senso di tutta la costruzione etica che ne discende, la giustizia, la virtù, ecc...
                                Dio non è, semplicemente, un Ente: Ma l'Essere Perfettissimo! Che ti ha chiamato alla vita perchè ti ama, Axeugene. Non Giudice severo, dunque: Ma Padre!
                                amate i vostri nemici

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