Idee oggi diffuse sulla resurrezione di Gesù.

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #256
    Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    aspetta, qui c'è un equivoco; io non chiedevo una spiegazione logica, anche perché sul soprannaturale non c'è;
    Non è una spiegazione ma una delle tante interpretazioni.

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #257
      Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
      ho solo scritto che nel momento in cui sono le idee a contare, tutto il resto diventa inessenziale, trascurabile;
      Per chiarimento vorrei sapere cosa intendi tu per "idee a contare".

      Comment

      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #258
        [QUOTE=axeUgene;1501992 se i precetti evangelici ti sembrano giusti non sarà la resurrezione, e nemmeno l'identità di chi li ha formulati che te li fa seguire; se invece queste sono determinanti, allora rinneghi quel "sì" con cui mi avevi risposto prima;


        [/QUOTE]
        per me sono due aspetti inscindibili, l'uno è complementare all'altro. Chi mai direbbe ai poveri beati se non pensasse al veniente regno di Dio.

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        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #259
          Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
          se tu credi davvero in un Giudizio superiore, dovresti essere un idiota per disobbedire; discorso già fatto, e svicolato, nonostante logicamente ineludibile.
          Infatti, visto che nessuno riusciva ad essere intelligente la furba chiesa ha inventato il purgatorio.
          Né più né meno delle storie sul gatto e la volpe.
          Ora l'ho ancora eluso?

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24587

            #260
            Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
            Per chiarimento vorrei sapere cosa intendi tu per "idee a contare".
            se tu trovassi comunque il Vangelo un imperativo, sarebbe irrilevante chi l'ha scritto;
            Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
            per me sono due aspetti inscindibili, l'uno è complementare all'altro. Chi mai direbbe ai poveri beati se non pensasse al veniente regno di Dio.
            per esempio, uno che considerasse la condizione di povertà più libera dal timore di perdere qualcosa, qui e ora; anche se sulla nozione di "povertà" sarebbe necessario approfondire;

            il problema è che il promesso regno, ti porta esattamente all'elusione successiva:

            Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
            Infatti, visto che nessuno riusciva ad essere intelligente la furba chiesa ha inventato il purgatorio.
            Né più né meno delle storie sul gatto e la volpe.
            Ora l'ho ancora eluso?
            certo
            se tu metti a sistema:
            a) un dio onnipotente e onnisciente in cui credi;
            b) il Suo precetto;
            non c'è nessuna virtù ad obbedire, è semplicemente ovvio;
            è per questo che Lutero ti dice predestinato; non puoi compiacere, né comprarti il Regno con qualsiasi azione, perché la tua virtù dovrebbe essere gratuita, per gratitudine e tua convinzione - fede - che prescinde da qualsiasi remunerazione, se non la virtù stessa;

            se lo fai per il premio e convinto di essere osservato e giudicato, non vale nulla; come non vale l'"onestà" del cassiere di banca che non si intasca il contante, visto che è soggetto a controlli molteplici; potresti dire che è onesto se non ci fossero videocamere, nessuno lo controllasse e nessuno facesse riscontri contabili-
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #261
              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
              se tu trovassi comunque il Vangelo un imperativo, sarebbe irrilevante chi l'ha scritto;
              Beh, perché mi piacerebbe sapere quali sono queste super idee, e poi mi sento al 90% laico avendo ancora i piedi per terra, e non sollevati

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24587

                #262
                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                Beh, perché mi piacerebbe sapere quali sono queste super idee
                ho capito, mi pigli per il Q... ma ti rispondo lo stesso;

                una per esempio è quella al vertice di tutto per risolutività e quale metro di interpretazione delle altre, ama il prossimo tuo come te stesso che, oltre all'originale esortazione empatica ebraica, contiene il principio che espanso col logos greco definisce l'uguaglianza; ha' detto nulla...

                poi, il sabato per l'uomo; non l'occasionale e generosa dispensa dal sacrificio di cui hanno beneficiato Abramo e Isacco, ma l'affermazione di un antropocentrismo metodico della Legge; con tutto il ripudio dell'idea di sacrificio propiziatorio e corredo di sottomissione ultra petita;

                infatti, in termini di antropologia culturale sono idee un po' troppo consistenti per attribuirle ad una sola persona, della formazione culturale ipotizzabile per ambiente ed epoca;
                soprattutto, risulta strano che un simile corpus di idee così strutturate non fosse articolato in una scuola nota e diffuso in modo tale da averne tracce coeve, proteste, dibattiti, scritti, commenti...
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #263
                  Insomma la vera antropologia è arrivare a fare ciò che l'uomo vuole estesa al limite sull'idea anarchica che recita all'incirca così: " Nessuno può correggere me stesso se non io stesso" e da qui l'ascesi ad un mondo ideale dove la moralità è d'obbligo come se fosse un dio.
                  In effetti Gesù ha fatto quello che ha voluto, è il mondo che non l'ha voluto ( invidiato, contraddetto, tradito ed umiliato ed alla fine ammazzato; chi inventerebbe un personaggio del genere in quel tempo?)perché ed ha reputato irrealizzabile il suo sogno, non tanto la sua dottrina come tu sostieni, ma il suo messaggio (poiché trasportava più le classi meno abbienti che quelle colte le quali si schieravano spesso contro di lui , ma lui le costringeva a parlare il linguaggio del popolo, magari con accento della disprezzata Galilea, come dicevano loro; immagina che alla fine siamo a Gerusalemme e dintorni) ;essendo questo molto coinvolgente ( ecco che in me qui ritorna il l'idea dell'integrità morale, ossia "dire e fare, altrimenti non dire", COERENZA, il personaggio Gesù è stato coerente al massimo), ma l'ortodossia ecclesiastica ritenne sin quasi all'inizio che il vecchio messia= cristo poteva essere divinizzato e la perfezione di cui nei vangeli Gesù parla di cercare va a farsi benedire perché Gesù è fatto dio, cioè inimitabile anche se qualcuno nel frattempo aveva scritto "l'imitazione di Cristo".
                  Il mondo insomma, come un cane al guinzaglio della religione, con la sua mentalità che si ritrova l'ha reputato irrealizzabile, come tutte le utopie di questo mondo, dove gli sforzi per fare grossi stronzi potrebbero sembrare divini
                  Last edited by crepuscolo; 22-12-2015, 23:42.

                  Comment

                  • axeUgene
                    Opinionista

                    • 17/04/10
                    • 24587

                    #264
                    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                    Insomma la vera antropologia è arrivare a fare ciò che l'uomo vuole
                    sai, ambasciator non porta pena; io ti ho solo descritto cosa è accaduto, come documentato dalla storia del Cristianesimo;
                    la Modernità è stata il risultato - lento, in divenire - del superamento del millenarismo e della soggezione alla natura e, quindi, del rapporto negoziale con la divinità; sono buono se mi dai una cosa in cambio;
                    estesa al limite sull'idea anarchica che recita all'incirca così: " Nessuno può correggere me stesso se non io stesso" e da qui l'ascesi ad un mondo ideale dove la moralità è d'obbligo come se fosse un dio.
                    beh, è evidente che nel momento in cui viene meno un'autorità umana, a partire dalle stesse osservazioni che esprimi quotidianamente, si pone una questione sistemica in quei termini; nota che lo stesso Cattolicesimo, col Primato della coscienza - sebbene ancora discusso - ci è arrivato e sostanzialmente converge a livello di teologia "alta";
                    le differenze sono a livello di ciò che viene propinato al "popol bue", al quale si lascia libertà di pensiero nell'ignoranza e nella contraddizione, che è la vera anarchia deteriore dell'incoerenza, della doppia morale, del si fa ma non si dice, ecc...

                    la rimozione dell'Aldilà - e qui bisognerebbe capire, perché nella stessa cultura di un Gesù storico non dovrebbe esserci un Aldilà ultraterreno, come nella lettura imposta dalla tradizione; lo stesso Lutero dice che "il Paradiso è qui e ora", e non era un ignaro neofita - investe la coscienza della responsabilità e rimuove molti trucchi opportunistici e farisaici;
                    In effetti Gesù ha fatto quello che ha voluto
                    quale Gesù, appreso dove ? negli stessi scritti di chi se n'è appropriato e ne ha elaborato un pensiero originario su cui si possono solo fare congetture ?
                    è il mondo che non l'ha voluto ( invidiato, contraddetto, tradito ed umiliato ed alla fine ammazzato; chi inventerebbe un personaggio del genere in quel tempo?)perché ed ha reputato irrealizzabile il suo sogno, non tanto la sua dottrina come tu sostieni, ma il suo messaggio (poiché trasportava più le classi meno abbienti che quelle colte le quali si schieravano spesso contro di lui , ma lui le costringeva a parlare il linguaggio del popolo, magari con accento della disprezzata Galilea, come dicevano loro; immagina che alla fine siamo a Gerusalemme e dintorni) ;essendo questo molto coinvolgente ( ecco che in me qui ritorna il l'idea dell'integrità morale, ossia "dire e fare, altrimenti non dire", COERENZA, il personaggio Gesù è stato coerente al massimo), ma l'ortodossia ecclesiastica ritenne sin quasi all'inizio che il vecchio messia= cristo poteva essere divinizzato e la perfezione di cui nei vangeli Gesù parla di cercare va a farsi benedire perché Gesù è fatto dio, cioè inimitabile anche se qualcuno nel frattempo aveva scritto "l'imitazione di Cristo".
                    Il mondo insomma, come un cane al guinzaglio della religione, con la sua mentalità che si ritrova l'ha reputato irrealizzabile, come tutte le utopie di questo mondo, dove gli sforzi per fare grossi stronzi potrebbero sembrare divini
                    a me sembra che qui si incisti il rifiuto di crescere, intendo nella condizione umana, non solo in quella personale;
                    è un po' come se si fosse visto, dopo anni, che Babbo Natale è il babbo travestito, ma si rimuova questa nozione per conservare uno stato "magico" infantile;
                    il che non sarebbe di per sé grave se non impedisse al bimbo, divenuto nel frattempo adulto, di elaborare il vero affetto paterno, coi suoi limiti e i suoi pregi, e diventare a sua volta padre e modello, e prendersi delle responsabilità, col rischio di sbagliare;

                    finché sei piccolo, Babbo Natale, il papà o la mamma travestiti, ti possono portare la bambola o il trenino elettrico; ma poi devono insegnarti a riconoscere i tuoi desideri e i limiti che questi incontrano per essere soddisfatti, vincendo la paura della libertà e dei rischi che questa comporta;

                    se da adulto continui a coltivare l'attesa di un premio, vuol dire che il papà e la mamma non hanno fatto un gran lavoro per emanciparti da quella paura e ti hanno cresciuto nanerottolo e bisognoso dell'autorizzazione, con la tua piena persona relegata in cantina.
                    c'è del lardo in Garfagnana

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #265
                      dopo....=v
                      Last edited by crepuscolo; 24-12-2015, 20:10.

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                      • crepuscolo
                        Opinionista
                        • 08/10/07
                        • 24570

                        #266
                        e, quindi, del rapporto negoziale con la divinità; sono buono se mi dai una cosa in cambio;




                        Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                        Scusa se puntualizzo qui; in effetti nel rapporto umano, e se vuoi storico o sociale, con Dio non esiste più lo scambio, anche sacrificale, ma è subentrato nel credente o meno questo tipo di pensiero: sono buono perché è il miglior modo che io conosco per stare, sia singolarmente che universalmente, bene.
                        Sarebbe una specie di nuovissimo testamento da lasciare ai nostri figli.

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                        • Il gatto
                          Opinionista
                          • 21/11/09
                          • 12721

                          #267
                          Tutta questa bonta' non e' motivata, essere cio' che serve nel momento che serve e, se non risolvi, avoglia a raccomandarsi a santi e demoni.
                          Senza considerare che i cosiddetti buoni lo sono per obbligo o incapacita' a fare altro checche' essi pensino o dicano.

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24587

                            #268
                            Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                            Tutta questa bonta' non e' motivata, essere cio' che serve nel momento che serve e, se non risolvi, avoglia a raccomandarsi a santi e demoni.
                            Senza considerare che i cosiddetti buoni lo sono per obbligo o incapacita' a fare altro checche' essi pensino o dicano.
                            beh, avrai sperimentato nella vita una condizione di "onnipotenza", nei confronti di un animale, di un albero, in cui ti sei imposto un limite o una condotta motivata unicamente dal tuo sentimento di appartenenza ad un insieme, no ?

                            Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                            Scusa se puntualizzo qui; in effetti nel rapporto umano, e se vuoi storico o sociale, con Dio non esiste più lo scambio, anche sacrificale, ma è subentrato nel credente o meno questo tipo di pensiero: sono buono perché è il miglior modo che io conosco per stare, sia singolarmente che universalmente, bene.
                            Sarebbe una specie di nuovissimo testamento da lasciare ai nostri figli.
                            certo, anche se con un'infinità di conseguenze di tutti i colori, trappole e trappoloni.
                            c'è del lardo in Garfagnana

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #269
                              Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
                              Tutta questa bonta' non e' motivata, essere cio' che serve nel momento che serve e, se non risolvi, avoglia a raccomandarsi a santi e demoni.
                              Senza considerare che i cosiddetti buoni lo sono per obbligo o incapacita' a fare altro checche' essi pensino o dicano.
                              Posso essere d'accordo sulla contingenza delle cose ma fondamentalmente il raziocinio ci porta a realizzare due ragionamenti in altrettanti soggetti, gli ottimisti nei loro pensieri di solito partono già a priori con un sentimento allegro conoscendo l'impossibilità di prevedere o calcolare in anticipo le variabili incognite che si presenteranno strada facendo; i pessimisti, a mio avviso, guardano spesso al presente in maniera acritica ed colgono le occasioni per lamentarsi perché non va loro bene niente. Quando andavo alle elementari ne ho incontrati diversi del secondo tipo, qualsiasi gioco sociale si provasse a fare in qualche maniera cercavano di rovinarlo.
                              Last edited by crepuscolo; 25-12-2015, 15:19.

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                              • crepuscolo
                                Opinionista
                                • 08/10/07
                                • 24570

                                #270
                                Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                                beh, avrai sperimentato nella vita una condizione di "onnipotenza", nei confronti di un animale, di un albero, in cui ti sei imposto un limite o una condotta motivata unicamente dal tuo sentimento di appartenenza ad un insieme, no ?


                                certo, anche se con un'infinità di conseguenze di tutti i colori, trappole e trappoloni.
                                No, a parità di colori, trappole e trappoloni è vincente.

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