Elogio alla Non esistenza... 😑

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24593

    #106
    Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
    In questo senso, il "naturalismo" (o materialismo come si ama definirlo negativamente) non elimina i valori: spiega perché alcuni assetti sociali e psicologici siano più stabili, funzionali o distruttivi di altri. Non produce una morale “assoluta”, ma restringe sperimentalmente il campo delle fantasie morali praticabili.
    restringe ?
    dipende dagli orizzonti culturali "utili"; pur ammettendo limiti del tipo che descrivi, si potrebbe notare che romani e greci praticavano la pedofilia, quindi questa non andrebbe intesa come tabù connaturato; mentre nel nostro orizzonte culturale lo è;
    così, la constatazione sul ridotto vincolo naturale non è più tanto neutra, nel senso che ha una proprietà di rottura rispetto a un nucleo stabile di valori, a seconda che questi si spalmino su 5 o 6 generazioni o su 60;

    il sapere in sé non cancella la possibilità di esprimere preferenze; però, quando si pone a fronte del mito - che è già un tentativo di spiegare entro un proto-razionalismo la realtà - in effetti ha la proprietà di annichilire ogni tesi, diventando mito totalitario di se stesso;
    leggi la tensione tra Kong e Vega e vedi subito il punto.

    c'è del lardo in Garfagnana

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    • restodelcarlino
      giullare

      • 13/05/19
      • 12630

      #107
      Di fronte ad un "inconscio" (nel senso letterale di "che non si conosce") ci sono (in prima approssimazione) due vie: il "vassapé", equivalente all'onesto e umile "Non so e continuo a cercare". O gli si da un nome, si crea un "mito" e via felici. Magari, "schiavi del mito", ma felici di avere "La Risposta".
      Libero chiunque di fare la sua scelta.
      ...vassapé...

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24593

        #108
        Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
        Di fronte ad un "inconscio" (nel senso letterale di "che non si conosce") ci sono (in prima approssimazione) due vie: il "vassapé", equivalente all'onesto e umile "Non so e continuo a cercare". O gli si da un nome, si crea un "mito" e via felici. Magari, "schiavi del mito", ma felici di avere "La Risposta".
        Libero chiunque di fare la sua scelta.
        liberi fino a un certo punto; il sacrosanto dubbio che diventa distruttore di tutti i fondamenti di allocazione autoritativa di valore ha una potenzialità totalitaria;
        a me sta pure bene la sfida, ma proprio perché coltivo quel dubbio non prendo sottogamba quei due di Francoforte che ebbero da obiettare sul nostro mito del sapere illuminante
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • Vega
          Opinionista

          • 04/05/05
          • 17967

          #109


          Non ho capito. Cosa si leggerebbe della "tensione" fra me e King Kong?
          Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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          • King Kong
            رباني
            • 05/07/17
            • 2379

            #110
            Nessuna tensione. Due punti di vista diversi sull’esistenza, difesi con passione.
            Aut hic aut nullubi

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            • King Kong
              رباني
              • 05/07/17
              • 2379

              #111
              No RdC, non mi piace questo aut aut. Da una parte la tua scelta umile e onesta e dall’altra quella un po‘ tonta che si nutre di anestetici o peggio di stupefacenti. Fra l’una e l’altra ci sono mille sfumature di grigio e altre mille oltre le due. E tutte rispettabili.
              Aut hic aut nullubi

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24593

                #112
                Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio
                No RdC, non mi piace questo aut aut. Da una parte la tua scelta umile e onesta e dall’altra quella un po‘ tonta che si nutre di anestetici o peggio di stupefacenti. Fra l’una e l’altra ci sono mille sfumature di grigio e altre mille oltre le due. E tutte rispettabili.
                parlavo di tensione dialettica, che esprimi qui con l'interlocutore in grado di capire;

                io continuo a dissentire sulla rappresentazione di un continuum, le "sfumature", perché si tratta di dominii diversi;

                potrei perfettamente e correttamente ridurre un fantastico pranzo di rdc ai principi organolettici, liofilizzare il tutto e offrire una busta di polvere insapore da reidratare, sanissima, bilanciata e dietetica; ineccepibile;
                ma questa ineccepibile verità scientifica non si interseca in nessun modo coi processi creativi della cucina;

                perciò, se è certamente indisputabile quella realtà materiale, la nozione trasposta nella realtà della gastronomia si atteggia inevitabilmente a posizione politica, poiché fa risaltare circostanze altrimenti irrilevanti o indesiderate come indice di preferibilità oggettiva: perché sprecare energie, uccidere animali, alimentare commerci e sfruttamento della terra quando si potrebbe ottenere lo stesso risultato nutrizionale via-sintesi ?
                Last edited by axeUgene; 08-05-2026, 07:40.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • Vega
                  Opinionista

                  • 04/05/05
                  • 17967

                  #113
                  Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio
                  Nessuna tensione. Due punti di vista diversi sull’esistenza, difesi con passione.
                  Alt però. Il funzionamento delle molecole, loro caratteristiche e proprietà, così come delle cellule, dei loro organelli e che cosa dà energia alla cellula, la tiene in vita in sostanza, non è un punto di vista. Un organismo, unicellulare o pluricellulare che sia, vive finché funziona, ha quindi scambi energetici, si riproduce, si ripara ecc...
                  Basterebbe il ripassino di scienze a partire dalle medie, con tutte le cosine tipo i cicli cellulari (meiosi e mitosi, ciclo di Krebs ed il resto).
                  Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                  • doxa
                    Opinionista
                    • 30/04/19
                    • 2659

                    #114
                    Tornando al tema....

                    Alessandra Minello, docente di demografia nel dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Padova, ha pubblicato diversi libri, per esempio: “Non è un Paese per madri”, “Genitori alla pari. Tempo, lavoro e libertà”, recentemente: “Senza figli. Scelte vincoli e conseguenze della denatalità” (edit, Laterza).

                    In quest’ultimo libro invita a riflettere sul perché oggi sempre meno persone hanno figli. Welfare inadeguato, crisi economica, precarietà del lavoro, tappe di vita sempre rimandate. Tutto vero. Eppure, la denatalità non è una questione solo economica o biologica. È anche una questione di libertà: “Vorrei ma non posso” (avere figli), “Potrei ma non voglio”, oppure: “Non vorrei anche se potessi”.

                    La Minello evidenzia che tassi di fecondità sono il risultato complesso di scelte, vincoli e trasformazioni culturali e sociali.

                    Il declino della natalità in Occidente. Una spiegazione diffusa vuole che le persone vorrebbero avere figli ma le circostanze non glielo consentono. Un’altra spiegazione sociologica evidenzia la mancanza di efficaci misure economiche di protezione delle famiglie e le discriminazioni che le donne subiscono nell’ambito del lavoro; tra le cause c’è anche una maggiore capacità di scelta degli individui, e un maggior numero di donne e di coppie che si affrancano dal postulato che un essere umano realizzato sia un essere umano che si è riprodotto.

                    Nel Nord Europa gli scandinavi hanno l’invidiabile tradizione di welfare generosi, eppure negli ultimi anni il calo demografico è netto e rapido: la Norvegia è passata da un tasso di fecondità totale di 1,98 nel 2009 a 1,41 nel 2022; in modo analogo la Finlandia, è scesa da 1,86 nel 2009 a 1,32 nel 2022. Non è una questione di asili che non si trovano. C’è dell’altro: le guerre in varie parti del mondo inducono alla prudenza nel generare figli.

                    Nascono movimenti come l’antinatalismo, secondo cui mantenersi nullipari è il modo moralmente più responsabile.

                    Secondo il filosofo e scrittore sudafricano David Benatar nascere è sempre un danno.

                    Ci sono molte persone che pensano che la loro vita sia bella ma decidono di non avere figli, per continuare a viaggiare, ad andare a cena al ristorante , ad avere uno stile di vita curioso e stimolante.

                    L’inverno demografico va spiegato anche così: si sta diffondendo un rispetto per sé stessi, assieme alla concezione dell’essere umano adulto che non passa necessariamente per la genitorialità, che non accetta di piegarsi agli obblighi sociali, ma costruisce la propria identità con scelte meditate.
                    Se siamo senza figli, è per andare incontro a noi stessi.

                    Il femminismo degli anni ‘60 dello scorso secolo cercò di smontare la mistica della maternità. Ci sono “femministe” che dubitano che il rifiuto della maternità sia davvero libero, e non nasca invece da altre imposizioni, ad opera del sistema capitalistico e di narrazioni riguardanti l’autorealizzazione nel lavoro.

                    La politica mostra di capire poco della vita delle persone, quando ci chiede di fare più figli per dare cittadini autoctoni alla nazione e poi sostenere il sistema pensionistico.

                    Chi fa figli può ritrovarsi a non sapere perché abbia ceduto a farne; ci sono quelli che poi si pentono di aver procreato. Quel che è certo è che nessuno fa o farà figli perché serve all’Inps, per quanto continuino a chiederci di procreare proprio con questa motivazione.

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                    • restodelcarlino
                      giullare

                      • 13/05/19
                      • 12630

                      #115
                      Originariamente Scritto da King Kong Visualizza Messaggio
                      No RdC, non mi piace questo aut aut. Da una parte la tua scelta umile e onesta e dall’altra quella un po‘ tonta che si nutre di anestetici o peggio di stupefacenti. Fra l’una e l’altra ci sono mille sfumature di grigio e altre mille oltre le due. E tutte rispettabili.

                      Nessun aut-aut, per carità! Ho scassato i marroni a tutti con diecine di post per stigmatizzare la "domanda a risposta obbligata"...quindi, "giocare allo stesso gioco"...no. Proprio no.
                      Infatti ho scritto: "...ci sono (in prima approssimazione) due vie...". E si parla di "inconscio", di "ignoto".
                      Last edited by restodelcarlino; 08-05-2026, 08:12.
                      ...vassapé...

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                      • King Kong
                        رباني
                        • 05/07/17
                        • 2379

                        #116
                        Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio

                        Alt però. Il funzionamento delle molecole, loro caratteristiche e proprietà, così come delle cellule, dei loro organelli e che cosa dà energia alla cellula, la tiene in vita in sostanza, non è un punto di vista. Un organismo, unicellulare o pluricellulare che sia, vive finché funziona, ha quindi scambi energetici, si riproduce, si ripara ecc...
                        Basterebbe il ripassino di scienze a partire dalle medie, con tutte le cosine tipo i cicli cellulari (meiosi e mitosi, ciclo di Krebs ed il resto).
                        Non era questo il punto.
                        Il punto era se l'esistenza sia solo materia (tu) o vada oltre (io).
                        Aut hic aut nullubi

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                        • Vega
                          Opinionista

                          • 04/05/05
                          • 17967

                          #117
                          La materia per ora è quella che dà più certezze e riscontri
                          Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

                          Comment

                          • King Kong
                            رباني
                            • 05/07/17
                            • 2379

                            #118
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            la nozione trasposta nella realtà della gastronomia si atteggia inevitabilmente a posizione politica, poiché fa risaltare circostanze altrimenti irrilevanti o indesiderate come indice di preferibilità oggettiva:
                            Quali elementi devo considerare per stabilire cosa sia irrilevante e cosa no?
                            Aut hic aut nullubi

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                            • King Kong
                              رباني
                              • 05/07/17
                              • 2379

                              #119
                              Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                              La materia per ora è quella che dà più certezze e riscontri
                              Mica tanto, visto che pochi di noi in questo forum arriveranno a vivere cento anni. Che di fronte all'universo restano pochini comunque. 😂
                              Aut hic aut nullubi

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                              • King Kong
                                رباني
                                • 05/07/17
                                • 2379

                                #120
                                Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio

                                Nessun aut-aut, per carità! Ho scassato i marroni a tutti con diecine di post per stigmatizzare la "domanda a risposta obbligata"...quindi, "giocare allo stesso gioco"...no. Proprio no.
                                Infatti ho scritto: "...ci sono (in prima approssimazione) due vie...". E si parla di "inconscio", di "ignoto".
                                Ok. Allora ne rivendico una terza, quella della conoscenza diretta, senza intermediari intellettuali, teoretici o teologici. Anche comne tentativo.
                                Aut hic aut nullubi

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