Gesù, storia o leggenda?

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #316
    Originariamente Scritto da dietrologo
    il catechismo è per i bambini , è ora che incominci a crescere , e te lo dice un amico che sono anni che ti segue
    Dovrà pur guadagnarsi il merito.

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #317
      Originariamente Scritto da Il gatto Visualizza Messaggio
      Beh no, c'e' quello di alto livello.
      Piuttosto si evidenzia l'inconsistenza di un papa che dice tanto e non formalizza niente, al che la gente si crede tante cose poi gli sbattono in faccia il codice penale che non e' cambiato di una virgola e dice "ma come?"
      forse ho sbagliato stanza

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      • crepuscolo
        Opinionista
        • 08/10/07
        • 24570

        #318
        Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
        la "religione ebraica" è una cosa complicatissima e, credo, a noi ignota, dato che non si limita affatto alla Bibbia, ma si estende ad altri testi ed interpretazioni evolutive;

        certamente, la tradizione biblica esprime una cosmogonia di transizione non ancora pienamente antropocentrica, con tutto il paradigma contrattuale di una nozione di "legge" e l'idea nevrotica del sacrificio, della precettistica, delle scaramanzie folkloristiche, ecc... che resta in forme diverse in tutti i precetti e i codici della religione cristianizzata;
        anzi, nell'Europa mediterranea c'è un pronunciato neo-paganesimo sublimato nelle prassi di devozione;

        poi, a livello alto, le teologie si assomigliano molto tutte, ma non è così per la loro vulgata e per l'atteggiamento psicologico che assumono a presupposto per l'agire.
        Come dissi un po' di tempo fa l'elemento più caratteristico e fondamentale della religione giudaica è l'alleanza e sono stati fatti molti studi che illustrano diversi aspetti dell'alleanza giudaica e manifestano un certo pluralismo di tradizioni e di concezioni all'interno di un medesimo quadro essenziale.
        E' notevole il fatto che le relazioni tra il popolo e Yahwé siano state concepite sul modello di un trattato. Il trattato suppone infatti una certa uguaglianza dei contraenti perché vi è reciprocità d'impegni. Esso sarebbe sembrato incompatibile con la superiorità di Yahwé sul popolo, superiorità così chiaramente affermata nella religione giudaica. Si capisce allora come certi esegeti si rifiutino di accettare la portata bilaterale dell'alleanza e cerchino di attenersi a concezioni più unilaterali dell'azione divina di salvezza ( uno di questi ultimi tentativi in questo senso è stato fatto da E. Kutsch, per il quale "berit" non significa mai alleanza o patto ma soltanto obblighi unilaterali). Ma se si può discutere delle diverse forme di trattato che sono servite da modello, non si può però mettere in dubbio che l'alleanza di Yahwé con il suo popolo sia veramente un'alleanza, cioè un patto che comporta degli obblighi reciproci.
        In particolare, a proposito della conclusione dell'alleanza fatta da Mosè ( Es. 24) si deve constatare che lo spirito di quest'alleanza, sia sigillata nel sangue o nel pasto comune, è quello di un impegno reciproco che stabilisce un legame indissolubile fra le due parti contraenti, concepito e descritto alla maniera delle alleanze umane.
        Ora questo impegno reciproco implica una certa incarnazione. Per Dio, contrarre l'alleanza, significa entrare deliberatamente in un tipo di relazioni che gli uomini stabiliscono tra loro, e di conseguenza mettersi al livello dell'umanità. Da parte di Dio l'elemento d'incarnazione consiste nell'"agire come un uomo"; lui che avrebbe potuto trattare unicamente da superiore ad inferiore con gli uomini, ha voluto stabilire con l'umanità dei rapporti di tipo umano.

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24593

          #319
          crep, questo che scrivi riguarda l'ebraismo antico, di cui abbiamo una nozione attraverso la Bibbia;

          ma la sostanza andrebbe riveduta in base a cose a me ignote, come la Torah e le interpretazioni evolutive, dato che non c'è impianto unico e rigido, come nella dottrina cattolica;

          credo che alla fine gli ebrei siano incasinati quanto i protestanti - che a loro si richiamano - nel senso che all'interno di una traccia possa convivere tutto e il suo contrario, quanto a interpretazioni concludenti.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • crepuscolo
            Opinionista
            • 08/10/07
            • 24570

            #320
            Sinceramente come è religioso un ebreo moderno non lo so.

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            • Il gatto
              Opinionista
              • 21/11/09
              • 12721

              #321
              Ad occhio quelli osservanti, tanto, per gli altri una appartenenza ad uno stato da difendere in armi.
              Sostanzialmente agnostici come qua per il cattolicesimo.

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              • axeUgene
                Opinionista

                • 17/04/10
                • 24593

                #322
                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                Sinceramente come è religioso un ebreo moderno non lo so.
                "come è religioso" è diverso da "come è la religione";
                certamente, per gli ebrei osservanti quello che è scritto sulla Bibbia conta molto meno di quanto crediamo; a parte i precetti rituali noti, la sostanza etica è diretta da tutt'altro, al che hai mille rivoli e differenze quanti sono gli interpreti, un po' come accade nell'alveo protestante.
                c'è del lardo in Garfagnana

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24593

                  #323
                  bisogna considerare che a livello di teologia "alta", tutte le religioni e confessioni monoteiste di derivazione testamentaria in epoca moderna hanno rarefatto la presenza divina, collocandola in uno spazio inaccessibile di mistero, quasi di sostanziale immanenza, almeno in prospettiva; e prospettando comunque una centralità della coscienza;

                  noi però siamo molto condizionati dall'esperienza cattolica, soprattutto quella della vulgata popolare;

                  di suo, la peculiarità del Cattolicesimo è quella di essere inestricabilmente vincolato alla tradizione, fondamento di un'autorità non discutibile più di tanto; perciò, gli sforzi onesti dei teologi cattolici per recuperare una coerenza di sistema si fermano sempre a quel livello altissimo di sfumature quasi impercettibili ma significative, limitato agli esperti, che non viene mai tradotto in una dottrina comprensibile ai più, dato che questa sconvolgerebbe tutto l'impianto e la credibilità delle gerarchie in relazione alla continuità dell'investitura;

                  in soldoni, dal momento che tutta la rivendicazione di legittimità si fonda su un'idea di continuità, le gerarchie cattoliche sono le uniche a non potersi pronunciare esplicitamente nel senso di sconfessare i predecessori, pena la perdita di quella radice che essi rivendicano come legittimante;

                  nemmeno quando si tratta di incongruenze o pecche macroscopiche, illogicità vistose, o altro, anche al lume del semplice buon senso;

                  qualsiasi revisione percettibile e irreversibile della dottrina suscettibile di mettere in discussione la "specialità" del filone romano della cristianità e l'investitura da parte dello S.S. dei suoi eletti, qualunque cosa abbiano fatto o scritto, è impossibile, in base al calcolo che è sempre meglio avere una platea di fedeli grande, anche se prevalentemente solo pro-forma e/o silentemente scismatici, piuttosto che riconoscere l'assimilazione "alla pari" alle altre confessioni cristiane che si è determinata nella realtà, che consentirebbe l'elaborazione di una dottrina molto più condivisa e praticata dalla platea dei fedeli;

                  se ci si fa caso, la politica di comunicazione della S.Sede è quella di amplificare al massimo la vulgata simpatica e aperturista delle parole per il popolo, e nascondere o glissare quanto più possibile sulla dottrina quale scritta, retriva, incomprensibile e inaccettabile per la maggior parte dei fedeli, evitando nella prassi lo scontro su quelli che restano i principi in molte circostanze; es:
                  papa e preti spesso si pronunciano in modo gentile, affettuoso e caritatevole riguardo alla comunione ai divorziati, soprattutto per il coniuge che ha subito l'abbandono, nel cui caso la norma ripugna alla coscienza di qualsiasi fedele;

                  poi, però, la dottrina non registra queste aperture e la norma resta tale e quale, perché le resistenze nelle gerarchie sono motivatissime a causa dell'effetto domino che si determinerebbe nel momento in cui il coniuge abbandonato fosse riconosciuto "innocente";
                  a quel punto, sarebbe difficile negargli l'opportunità di risposarsi, e in questo modo cadrebbe tutto l'impianto dell'indissolubilità, che è uno dei punti debolissimi della dottrina cattolica;

                  ovviamente, che possono fare i vescovi e cardinali ? niente; fatta eccezione per la teologia "alta", la politica della famiglia e della sessualità è l'unica che li distingue dalle altre confessioni cristiane; se cedono su quella, viene meno un buon 75% della ragione di esistere di quel clero.
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • andreric
                    Opinionista
                    • 26/04/14
                    • 883

                    #324
                    In Matteo 23:3-12 parlando dei Farisei i capi religiosi di allora disse CEI" Quanto vi dicono , fatelo e osservatelo , ma non fate secondo le loro opere , perchè dicono e non fanno , Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente , ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito . Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini : allargano i loro filatteri e allungano le frange; amano posti d'onore nei conviti , i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze , , come anche sentirsi chiamare Rabbi dalla gente " Qui Gesù descrive i capi religiosi di allora , definendoli poi, Serpenti, progenie di vipere, ipocriti, guide cieche, a chi assomigliano se non al clero della cristianità? Poi Gesù riferendosi ai veri cristiani prosegue" Ma voi non fatevi chiamare rabbi perchè uno solo è il vostro maestroe voi siete tutti fratelli , E non chiamate nessuno padre sulla terra , perchè UNO solo è il padre vostro , quello in cielo. E non fatevi chiamare maestri , perchè UNO solo è il vostro maestro , il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo ; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato " La cristianità ha istituito il clero e il laicato, i loro ministri si fanno chiamare, padri, sua santità, eminenza , ecc. proprio l'opposto di ciò che ha insegnato Gesù. Gesù non fondò un impero , ma scelse persone umili e semplici che lo seguirono, a predicare il Regno. Che diversità dai cosi detti "Cristiani" finti! Ciao Riccardo

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                    • Il gatto
                      Opinionista
                      • 21/11/09
                      • 12721

                      #325
                      Forse voi contate troppo sugli effetti producibili con un predicare in un mondo allergico alle prediche, specialmente se tali prediche presentano elementi incongruenti con le conoscenze assodate.
                      Visto pure che, se il preambolo poco si presta ad adeguarsi ad una realta' consolidata, non si va a valutare nemmeno il primo capitolo del seguito.
                      Senza contare il contorno sociale piu' o meno accattivante e l'onnipresente codice disciplinare che vanno a sconvolgere la quotidianeita' propria, se non rispecchia per caso le tue inclinazioni naturali.

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66039

                        #326
                        Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                        Ed io ti ripongo la questione di una sofferenza eterna e dell'equità.
                        E' inutile nascondersi con la tiritera del perdono. Bene, ok, ma la pena eterna, con sofferenza annessa, è sempre contemplata come possibilità.

                        E faccio appello anche alla tua coscienza visto che sei qui a stracciarti le vesti per il male e la sofferenza.
                        Ma a quanto pare sei a favore di quelli eterni.
                        Ciao, buondì: Il Male e la Sofferenza fanno parte della Vita, Laurina. Compito e missione del credente è combatterli col suo esatto opposto. E cioè il Bene! Sarà poi il Signore a regalarci, nel Suo Regno, ciò che viene descritto nell'Apocalisse, l'ultimo libro della Bibbia....

                        «Ecco la dimora di Dio con gli uomini!
                        Egli dimorerà tra di loro
                        ed essi saranno suo popolo
                        ed egli sarà il "Dio-con-loro".
                        E tergerà ogni lacrima dai loro occhi;
                        non ci sarà più la morte,
                        né lutto, né lamento, né affanno,
                        perché le cose di prima sono passate».
                        E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»; e soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci.
                        Ecco sono compiute!
                        Io sono l'Alfa e l'Omega,
                        il Principio e la Fine.
                        A colui che ha sete darò gratuitamente
                        acqua della fonte della vita.
                        Chi sarà vittorioso erediterà questi beni;
                        io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio". APOC 21
                        amate i vostri nemici

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                        • Vega
                          Opinionista

                          • 04/05/05
                          • 17965

                          #327
                          Non so se non capisci proprio o se cerchi di svicolare.

                          Ribadisco: pena con sofferenza eterna.
                          Pena equa? Compatibilità con un dio d'Amore???? Compatibilità con i valori di un credente???
                          Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66039

                            #328
                            Assolutamente si!
                            Dio è l'Unico che compie la Giustizia, Laurina.
                            E quella più grande è rappresentata da Suo Figlio Gesù Cristo: Grazie alla Sua Resurrezione, abbiamo tutti gli strumenti per salvarci e vivere eternamente Beati.....
                            Chi rifiuta questo tipo d'Amore, fino all'ultimo suo respiro, chi gode nel compiere il Male e nel far soffrire gli altri, si mette da solo nella condizione di vivere l'Inferno. Già in questa vita!
                            amate i vostri nemici

                            Comment

                            • axeUgene
                              Opinionista

                              • 17/04/10
                              • 24593

                              #329
                              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                              Assolutamente si!
                              Dio è l'Unico che compie la Giustizia, Laurina.
                              E quella più grande è rappresentata da Suo Figlio Gesù Cristo: Grazie alla Sua Resurrezione, abbiamo tutti gli strumenti per salvarci e vivere eternamente Beati.....
                              Chi rifiuta questo tipo d'Amore, fino all'ultimo suo respiro, chi gode nel compiere il Male e nel far soffrire gli altri, si mette da solo nella condizione di vivere l'Inferno. Già in questa vita!
                              Cono, l'inferno auto-inflitto può essere una descrizione plausibile, ma non si concilia con quella di un Giudice che esprima una Volontà, perché non si capisce cosa ci stia a fare quel giudice nel momento in cui tu affermi un automatismo meccanicista dipendente dal solo atteggiamento umano; cioè:

                              se tutto dipende effettivamente dalla scelta della persona, dove sta Dio ?
                              c'è del lardo in Garfagnana

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                              • Vega
                                Opinionista

                                • 04/05/05
                                • 17965

                                #330
                                Ma io non ti parlo di questa vita ma del dopo. E dopo il tuo dio prevede una sofferenza senza mai fine. Mai fineeeeeeee!!!!

                                Ora, se uno dell'ISIS venisse arrestato, in che condizioni carcerarie lo vuoi mettere?
                                Lo tortureresti??
                                Penso di no.
                                Capisco che a certa gente, d'istinto, verrebbe voglia di fare quello che loro fanno agli altri o anche di più, ma di regola, un più civile sentire non ci fa fare questo (o non dovrebbe).
                                Perchè allora un dio Buono dovrebbe causare una eterna sofferenza, una eterna tortura?
                                E perchè un credente come te, che spende e spande amore, pace e compassione, poi finisce per accettare che vi sia uno stato di sofferenza che non finirà mai???
                                Ama il tuo nemico vale solo per convenienza qui ed ora forse (giusto per guadagnarsi il paradiso facendo il buono o finto buono)???
                                E perchè non anche dopo morti???
                                Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

                                Comment

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