Gesù, storia o leggenda?

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  • crepuscolo
    Opinionista
    • 08/10/07
    • 24570

    #1171
    Ma guarda caso axeUgene; il fatto è che il Vangelo è la storia di Dio che si manifesta all'umanità attraverso il figlio, non devi pensare che il Vangelo parli della storia umana se non come umanità invitata, se vuole, solamente a partecipare. E questo ti assicuro caro axeUgene è un bel sollievo

    ...continua sotto

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #1172
      Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
      Ma guarda caso axeUgene; il fatto è che il Vangelo è la storia di Dio che si manifesta all'umanità attraverso il figlio, non devi pensare che il Vangelo parli della storia umana se non come umanità invitata, se vuole, solamente a partecipare. E questo ti assicuro caro axeUgene è un bel sollievo



      ........continua da sopra

      perché una cosa è ubbidire come dici tu ed un'altra è partecipare come sostengo io.

      So' bravo...ho svigolato ancora

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66040

        #1173
        Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
        Ollora il "convertitevi e credete " che Gesù andava dicendo dopo il battesimo dal Battista per te non significa niente visto che, a tuo modo di vedere le cose, siamo tutti peccatori e non se ne salva nessuno dal mazzo, ma a me 'sta storia degli eterni peccatori sembra una più scusante per la scarsa volontà.
        Il giusto pecca 7 volte al giorno, dice il Salmo: E' la nostra realtà più vicina, Crepuscolo. Il nostro marchio di fabbrica....
        Gesù Cristo è venuto per prendere su di sè i peccati del mondo. La nostra umanità debole e fragile.
        amate i vostri nemici

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        • axeUgene
          Opinionista

          • 17/04/10
          • 24593

          #1174
          Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
          Ma guarda caso axeUgene; il fatto è che il Vangelo è la storia di Dio che si manifesta all'umanità attraverso il figlio
          per chi ha fede, crep, solo per quelli;
          e gli altri, quelli che credono in altro ?
          non è che puoi immaginare quell'Essere a cui fai riferimento che antipatizza per i giapponesi, o gli aborigeni australiani e a loro non si manifesta come agli altri, prediletti, oppure che non convince i non credenti in modo conclusivo

          non devi pensare che il Vangelo parli della storia umana se non come umanità invitata, se vuole, solamente a partecipare. E questo ti assicuro caro axeUgene è un bel sollievo
          perché una cosa è ubbidire come dici tu ed un'altra è partecipare come sostengo io.
          se credi davvero nel Giudice onnipotente e onnisciente, puoi raccontartela come partecipazione, ma non è certo libera;

          guarda che nel sistema cristiano, per logica concludente, l'unico modo per rendere la fede virtuosa è escludere Dio - non negarlo, ché non avrebbe senso;
          escludere nel senso di ritenerLo irraggiungibile e incomprensibile, ma davvero; il che esclude dottrine, chiese, preti e altro... e sposta l'ancoraggio definitivo sulla sola coscienza, ove il vangelo è il riferimento in una certa epoca, ma diventa una stampella alla coscienza stessa;

          questo l'aveva capito perfettamente Lutero, ma ovviamente nel XVI° secolo non poteva nemmeno osare trascendere la sua stessa cultura.
          c'è del lardo in Garfagnana

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66040

            #1175
            Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
            Però hai detto che a volte viene richiesto il martirio. Da chi??

            E poi hai detto che il sangue delle persone è di un qualche aiuto, utilità alla Chiesa.
            Ora non fare sempre il finto tonto e cambiamenti di discorso.
            Pensa solamente a Monsignor Romero, a Don Puglisi, a Don Diana, a Padre Massimiliano Kolbe: Dovevano soggiacere alle minacce degli squadroni della morte, della Mafia, della Camorra e dei nazisti o continuare ad annunciare il Vangelo? Si, a volte è richiesto il Martirio amica mia. Ma dal Sangue di chi offre la vita per amore a Dio e agli Altri, sorge un'umanità nuova. Come dal Sangue di Cristo sulla Croce!
            amate i vostri nemici

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            • Vega
              Opinionista

              • 04/05/05
              • 17965

              #1176
              Ma martirio richiesto da chi????? Solo dalle circostanze o cosa?

              Non finirete mai di bearvi in questa cultura del sangue mi sa. Ed infatti sull'esempio di Gesù dovete perpetrare questa tradizione.
              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66040

                #1177
                "Sarete odiati da tutti, a causa del mio nome: Ma neppure un capello del vostro capo perirà. Con la vostra testimonianza, salverete la vostra anima!"

                Come vedi, ancor oggi, dopo duemila anni, le Parole di Cristo si compiono.

                Ciao, a domani.
                amate i vostri nemici

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                • axeUgene
                  Opinionista

                  • 17/04/10
                  • 24593

                  #1178
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                  Pensa solamente a Monsignor Romero, a Don Puglisi, a Don Diana, a Padre Massimiliano Kolbe: Dovevano soggiacere alle minacce degli squadroni della morte, della Mafia, della Camorra e dei nazisti o continuare ad annunciare il Vangelo? Si, a volte è richiesto il Martirio amica mia. Ma dal Sangue di chi offre la vita per amore a Dio e agli Altri, sorge un'umanità nuova. Come dal Sangue di Cristo sulla Croce!
                  l'eroismo è sempre riluttante, altrimenti non è tale, non c'è alcuna virtù o rinuncia;

                  infatti, il tuo fraintendimento lo testimonia perfettamente:
                  Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                  Non esiste cosa più grande, per un Cristiano, che dare la Vita per il Suo Signore.....
                  lo spirito di abnegazione elevato a principio supremo è il fraintendimento e il tradimento - spesso in buona fede, beninteso, ma spesso no - del "come te stesso", trasformato in un "più di te stesso" che obbliga ad una remunerazione ed esercita una violenza morale mentre soddisfa semplicemente una forma di superbia: l'aspirazione alla santità, che gli eroi che hai citato non nutrivano di certo.
                  c'è del lardo in Garfagnana

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                  • crepuscolo
                    Opinionista
                    • 08/10/07
                    • 24570

                    #1179
                    Riporto alcune righe del libro di Sibaldi che condivido e che chiariscono alcuni pensieri.

                    Questa "discesa dal cielo" che avviene nei discepoli, impone loro una duplice e costante tensione paragonabile a quella in cui si era trovato Mosè tra Dio ed il suo popolo. da un lato, infatti, il discepolo è e rimane un io, in grado si conoscere solamente ciò che rientra nel suo orizzonte , e dunque non il divino. D'altro lato, egli è quell' "io ed il Padre" che è in lui, e che in lui conosce. Una cosa non esclude l'altra: sono bensì "una cosa sola"; e l'agire divino, attraverso il quale "io ed il Padre" si manifesta, non annulla l'agire umano: nel loro agire umano si manifesta bensì ai discepoli un unico agire che ha un unico soggetto agente. E a questo " essere una cosa sola", e a quest'unico agire, essi devono riuscire a reggere in ogni istante di quella "nuova esistenza" che è la loro fede. Ed è dinnanzi a questo "essere una cosa sola", e dinnanzi a quest'unico agire che ciascuno di essi è terribilmente solo.
                    E' infatti come se ciò che Gesù aveva detto ai discepoli mandandoli tra gli uomini, tutte le sue raccomandazioni riguardo al non portar nulla per il viaggio, al non avere nessuna difesa, all'essere in tutto e per tutto "agnelli tra i lupi", valessero non soltanto rispetto a mondo degli uomini, ma anche rispetto alla realtà divina dischiusa dalla fede. Tra gli uomini come in questa realtà, i discepoli non hanno nulla con sé, e tutto ciò che li circonda è a loro estraneo, e pieno di pericoli. Nel mondo degli uomini li attendeva l'ostilità, l'odio, l'incomprensione, e a tutte queste cose i discepoli avrebbero potuto opporre solamente la propria testimonianza, insensata tra gli uomini del kosmos. Nella realtà divina, tutto è più grande di loro, persino il loro nuovo io è più grande del loro io, e tutto è incomprensibile, ignoto, e non lascia loro scampo: giacché è la loro realtà, è in loro, è loro. Anche se si ribellassero, se disobbedissero alle leggi di questo essere - i comandamenti di Gesù che hanno la medesima funzione dei comandamento mosaici-, i discepoli non potrebbero comunque sottrarsi a questa loro nuova realtà, alla loro dimensione divina. Dal momento che il divino è divenuto soggetto del loro essere, sottrarglisi è altrettanto impossibile quanto lo sarebbe per noi sottrarci a ciò che intendiamo dire quando diciamo "io". Significherebbe non essere più nulla, il che è impossibile fintanto che si è.. Così fintanto che i discepoli sono, non rimane loro altra scelta se non il coraggio - il "non atterrirsi e non sgomentarsi mai". Un coraggio che in loro, testimoni, consiste in ciò che Gesù nei Vangeli chiama "vegliare": in un tener gli occhi aperti dinnanzi a tutto ciò che avviene e si manifesta attraverso di loro, dinnanzi a ciò che lì è e che lì agisce nella realtà della loro fede: il coraggio di accorgersi,sempre di nuovo, che ciò è reale. E di nuovo: non perché dal loro coraggio e dalla loro fede dipenda la realtà di ciò che lì è e che lì agisce, ma perché in questa realtà non rimane loro null'altro al di fuori della loro fede, del loro coraggio - senza i quali essi sarebbero perduti, non sarebbero nulla ( nulla, e non qualcos'altro), proprio perché non vi è più nientìaltro, per essi, al di fuori di questa realtà.
                    ....ecc, ecc.

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #1180
                      Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                      Il giusto pecca 7 volte al giorno, dice il Salmo: E' la nostra realtà più vicina, Crepuscolo. Il nostro marchio di fabbrica....
                      Gesù Cristo è venuto per prendere su di sè i peccati del mondo. La nostra umanità debole e fragile.
                      Difatti Cristo è morto proprio per i peccati degli altri, e non confondere l'uomo che è in te con l'umanità passata presente e futura, è sempre una grande presunzione la tua.

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                      • axeUgene
                        Opinionista

                        • 17/04/10
                        • 24593

                        #1181
                        Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                        Riporto alcune righe del libro di Sibaldi che condivido e che chiariscono alcuni pensieri.

                        Questa "discesa dal cielo" che avviene nei discepoli, impone loro una duplice e costante tensione paragonabile a quella in cui si era trovato Mosè tra Dio ed il suo popolo. da un lato, infatti, il discepolo è e rimane un io, in grado si conoscere solamente ciò che rientra nel suo orizzonte , e dunque non il divino. D'altro lato, egli è quell' "io ed il Padre" che è in lui, e che in lui conosce. Una cosa non esclude l'altra: sono bensì "una cosa sola"; e l'agire divino, attraverso il quale "io ed il Padre" si manifesta, non annulla l'agire umano: nel loro agire umano si manifesta bensì ai discepoli un unico agire che ha un unico soggetto agente. E a questo " essere una cosa sola", e a quest'unico agire, essi devono riuscire a reggere in ogni istante di quella "nuova esistenza" che è la loro fede. Ed è dinnanzi a questo "essere una cosa sola", e dinnanzi a quest'unico agire che ciascuno di essi è terribilmente solo.
                        E' infatti come se ciò che Gesù aveva detto ai discepoli mandandoli tra gli uomini, tutte le sue raccomandazioni riguardo al non portar nulla per il viaggio, al non avere nessuna difesa, all'essere in tutto e per tutto "agnelli tra i lupi", valessero non soltanto rispetto a mondo degli uomini, ma anche rispetto alla realtà divina dischiusa dalla fede. Tra gli uomini come in questa realtà, i discepoli non hanno nulla con sé, e tutto ciò che li circonda è a loro estraneo, e pieno di pericoli. Nel mondo degli uomini li attendeva l'ostilità, l'odio, l'incomprensione, e a tutte queste cose i discepoli avrebbero potuto opporre solamente la propria testimonianza, insensata tra gli uomini del kosmos. Nella realtà divina, tutto è più grande di loro, persino il loro nuovo io è più grande del loro io, e tutto è incomprensibile, ignoto, e non lascia loro scampo: giacché è la loro realtà, è in loro, è loro. Anche se si ribellassero, se disobbedissero alle leggi di questo essere - i comandamenti di Gesù che hanno la medesima funzione dei comandamento mosaici-, i discepoli non potrebbero comunque sottrarsi a questa loro nuova realtà, alla loro dimensione divina. Dal momento che il divino è divenuto soggetto del loro essere, sottrarglisi è altrettanto impossibile quanto lo sarebbe per noi sottrarci a ciò che intendiamo dire quando diciamo "io". Significherebbe non essere più nulla, il che è impossibile fintanto che si è.. Così fintanto che i discepoli sono, non rimane loro altra scelta se non il coraggio - il "non atterrirsi e non sgomentarsi mai". Un coraggio che in loro, testimoni, consiste in ciò che Gesù nei Vangeli chiama "vegliare": in un tener gli occhi aperti dinnanzi a tutto ciò che avviene e si manifesta attraverso di loro, dinnanzi a ciò che lì è e che lì agisce nella realtà della loro fede: il coraggio di accorgersi,sempre di nuovo, che ciò è reale. E di nuovo: non perché dal loro coraggio e dalla loro fede dipenda la realtà di ciò che lì è e che lì agisce, ma perché in questa realtà non rimane loro null'altro al di fuori della loro fede, del loro coraggio - senza i quali essi sarebbero perduti, non sarebbero nulla ( nulla, e non qualcos'altro), proprio perché non vi è più nientìaltro, per essi, al di fuori di questa realtà.
                        ....ecc, ecc.
                        crep, tutta 'sta roba che hai postato è l'opinione di un tizio, e trascura tutto il resto di pregresso e di dottrina esplicativa, che è il luogo delle contraddizioni;

                        oltretutto, l'esperienza dei discepoli è loro esclusiva, come peraltro affermi sempre; perciò non vale per te, me e per l'aborigeno che se ne sta tranquillo in Tasmania ed è stato ignorato da tutto ciò, a meno che qualche armato non gliel'abbia imposto;

                        poi, se a te piace, io non ho nulla in contrario;
                        ma non torna logicamente nulla e nulla è spiegato in un senso coerente con le pretese di spiegare o dire alcunché.
                        c'è del lardo in Garfagnana

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                        • crepuscolo
                          Opinionista
                          • 08/10/07
                          • 24570

                          #1182
                          Non è così come tu dici, Dio non trascura niente e nessuno né te né l'aborigeno e né me, e questa è una delle sue forze, che non è umana in quanto non rientra in tutti alla stessa maniera. Se un pezzo di Dio esiste in ciascuno di noi ognuno lo valorizzerà con i suoi propri mezzi, per gli apostoli che credevano Gesù figlio di Dio andava bene così, era il massimo in termini religiosi o se preferisci in termini di religiosità la quale risiede anche in chi religioso non è.
                          Quello che succederà in generale non è compito nostro perché non dipende da noi, invece è compito nostro quello che succederà per la nostra fede tramite noi.
                          Tu credi veramente che la nostra coerenza sia simile a quella di Dio? Come fa ad essere coerente la pace interiore che ti induce a non resistere al male?
                          Last edited by crepuscolo; 23-07-2015, 15:47.

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                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #1183
                            Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                            l'eroismo è sempre riluttante, altrimenti non è tale, non c'è alcuna virtù o rinuncia;

                            infatti, il tuo fraintendimento lo testimonia perfettamente:

                            lo spirito di abnegazione elevato a principio supremo è il fraintendimento e il tradimento - spesso in buona fede, beninteso, ma spesso no - del "come te stesso", trasformato in un "più di te stesso" che obbliga ad una remunerazione ed esercita una violenza morale mentre soddisfa semplicemente una forma di superbia: l'aspirazione alla santità, che gli eroi che hai citato non nutrivano di certo.
                            ma nutrivano l'aspirazione alla virtù, qualcosa c'è sempre che muove la carretta.

                            Comment

                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #1184
                              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
                              Il giusto pecca 7 volte al giorno, dice il Salmo: E' la nostra realtà più vicina, Crepuscolo. Il nostro marchio di fabbrica....
                              Gesù Cristo è venuto per prendere su di sè i peccati del mondo. La nostra umanità debole e fragile.
                              Ricordati che stai parlando del Vecchio Testamento che Gesù è venuto a completare e compiere incoraggiandoci ad essere in lui profeti sacerdoti e re. Se non togli il peccato di dosso non puoi interloquire con il Cristo perché risulti incompleto e non vedi bene perché sei nella nebbia. Questo è vero ancor più vero se provi rifletti sul fatto che gli Israeliti credevano che se tutto il popolo fosse stato solo per un sol giorno senza peccare Dio sarebbe venuto.

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                              • axeUgene
                                Opinionista

                                • 17/04/10
                                • 24593

                                #1185
                                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                                ma nutrivano l'aspirazione alla virtù, qualcosa c'è sempre che muove la carretta.
                                terreno scivoloso, nel senso che quella "virtù" non è una cosa, un oggetto cui aspirare, ma è stata una necessità contingente del momento; se immagini uno che si va a cercare il martirio come riprova della propria virtù hai già scritto una condanna per superbia;
                                guarda che non è facile entrare in quel recinto, eh...
                                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                                Non è così come tu dici, Dio non trascura niente e nessuno né te né l'aborigeno e né me, e questa è una delle sue forze, che non è umana in quanto non rientra in tutti alla stessa maniera.
                                come io sapere qvesto ? chiedeva il produttore tedesco immigrato a Hollywood allo sceneggiatore che gli dava per scontate caratteristiche dei personaggi non mostrate nello script

                                possibile che tu non ti accorga di rimandare come a fatti evidenti cose che lo sono solo per chi ha fede ed è indottrinato in un certo modo e solo in quello ?


                                Se un pezzo di Dio esiste in ciascuno di noi ognuno lo valorizzerà con i suoi propri mezzi, per gli apostoli che credevano Gesù figlio di Dio andava bene così, era il massimo in termini religiosi o se preferisci in termini di religiosità la quale risiede anche in chi religioso non è.
                                Quello che succederà in generale non è compito nostro perché non dipende da noi, invece è compito nostro quello che succederà per la nostra fede tramite noi.
                                Tu credi veramente che la nostra coerenza sia simile a quella di Dio? Come fa ad essere coerente la pace interiore che ti induce a non resistere al male?
                                io non credo nulla di ciò che non posso osservare;

                                siamo partiti dalla tua nozione di Giudizio; allora:
                                a) il giudizio presuppone una legge, dei precetti, in base alla cui conformità di comportamento esso viene emanato;
                                b) ma siccome quella legge è tale solo per chi ci crede e la fede è una Grazia - se uno ignora il Vangelo, o cresce dove vige altro ? - va da sé che la cosa non riguardi gli altri; se il Vangelo è fungibile, allora diventa un optional; se è imprescindibile allora c'è una sperequazione a danno di chi è sprovvisto di fede; semplice logica;

                                orbene, sarebbe un po' bizzarro un dio onnipotente che non si perita di rendere tutti edotti allo stesso modo, per poi giudicarli su base equanime;

                                insomma, a me sembra la scena di "Non ci resta che piangere" in cui Benigni e Troisi spiegavano lo sciacquone a Leonardo:
                                non che io voglia fare la parte di Leonardo, ma tu e Cono parlate di queste cose all'interno di una logica dottrinaria appoggiata solo su se stessa - che ci potrebbe anche stare - ma completamente priva di senso, e pertanto insignificante; come se vi perdeste nel disquisire sul modo in cui la catena alza il galleggiante, ma senza spiegare come fa l'acqua ad arrivare all'altezza della cassa di raccolta, chi ce la porta

                                dovete sempre concludere che "Dio è inspiegabile", ma poi sottintendete di saperla lunga su come la pensa, come giudicherà, ecc...
                                con quell'armamentario dottrinario tradizionale non ce la potete fare e rimediate solo figure da peracottari, perché ci sono troppe contraddizioni, anche ammessi i postulati di fede.
                                Last edited by axeUgene; 23-07-2015, 16:54.
                                c'è del lardo in Garfagnana

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