Gesù, storia o leggenda?

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  • axeUgene
    Opinionista

    • 17/04/10
    • 24593

    #1216
    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
    e come fai a spiegare la volontà ( bisogna mettersi d'accordo che cosa intendi per volontà di Dio) in maniera coerente?
    Chi può riuscirci?
    e che ne so io ? non sono mica io che esprimo dottrine morali fondate su "Dio";

    sarà onere di chi pretende di fare predicazioni religiose in cui si definisce la volontà divina e relativi precetti dare conto di quel costrutto; altrimenti sta solo cercando di rifilarmi la sua volontà personale, l'acqua miracolosa degli imbonitori in certi film western

    ora, per chiarezza, devo ribadire un concetto e tutti i discorsi devono partire da un bivio logico ineludibile:

    a) si parla laicamente di dottrine morali espresse da persone qualsiasi, ove un Gesù, Maometto, ecc... sono equivalenti a Ghandi, Carlo Marx o Pannella; e allora si discute delle idee di quelle persone, distinte dalla biografia; un'idea può essere ottima e condivisibile anche se chi l'ha espressa non è stato capace di coerenza; come resta ottima e condivisibile per tutti noi, anche se noi stessi siamo incapaci di seguirla; quello che ha rilievo sono le idee, i valori; ci siamo ?

    b) la parola di quel determinato profeta o messia è speciale e degna di devozione non a partire dalle sue idee, valutabili paritariamente come quelle altrui, bensì in quanto quel soggetto sarebbe investito di prerogative soprannaturali che ne testimonierebbero la qualità o l'ispirazione divina;

    in questa ipotesi, che è quella religiosa, tutto il preteso valore superiore della filosofia morale contenuta in quella parola riposa sul fondamento soprannaturale; pertanto, quello diventa l'oggetto da dimostrare, poiché in mancanza di dimostrazione tutto l'edificio della superiorità viene a mancare, crolla;
    quindi, è il religioso che afferma questa è la Parola di Dio e innalza più o meno esplicitamente quella dottrina su un piano superiore alle altre a doverne dimostrare il fondamento; non io che lo sto a sentire;
    il fatto che poi il suo dio sia indimostrabile, quanto inconfutabile, autorizza il religioso alla sua privata devozione, ma non certo a servirsi con le mani nel piatto comune pretendendo che alle sue personali "verità" sia riconosciuta la qualità superiore che egli pretende;

    mi sembra di essere stato cristallino, come direbbe il col. Nathan Jessup
    c'è del lardo in Garfagnana

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    • crepuscolo
      Opinionista
      • 08/10/07
      • 24570

      #1217
      Ti rispondo b),Gesù per me è sicuramente un essere dotato di particolari poteri; tutto ciò viene fuori dagli scritti su Gesù, non è che me lo sono inventato io.
      Non so come si possa considerare Gesù una persona normale seppur dotata di particole forza e acume; se un laico accetta Gesù come un grand'uomo è completamente fuori strada, non ha alcun valore, poiché anche se la sua figura affascina per la sua umanità non è certamente l'approccio giusto poiché scarterà a priori tutto ciò che c'è di trascendente ed è proprio quello che conta alla fine.
      Sono stato cristallino anch'io?..tu che dici?
      Last edited by crepuscolo; 29-07-2015, 17:15.

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      • axeUgene
        Opinionista

        • 17/04/10
        • 24593

        #1218
        Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
        Ti rispondo b),Gesù per me è sicuramente un essere dotato di particolari poteri; tutto ciò viene fuori dagli scritti su Gesù, non è che me lo sono inventato io.
        infatti, l'avrà inventato qualcun altro, almeno fino a prova contraria; prova, sottolineo;

        Non so come si possa considerare Gesù una persona normale seppur dotata di particole forza e acume;
        basta crederlo un essere umano e non credere a resurrezioni e miracoli; cosa c'è di tanto straordinario, dal momento che non si sono mai viste resurrezioni e miracoli dimostrabili ?

        se un laico accetta Gesù come un grand'uomo è completamente fuori strada, non ha alcun valore, poiché anche se la sua figura affascina per la sua umanità non è certamente l'approccio giusto poiché scarterà a priori tutto ciò che c'è di trascendente ed è proprio quello che conta alla fine.
        Sono stato cristallino anch'io?..tu che dici?
        chiarissimo;
        ma appunto, così punti tutto su qualcosa che non puoi dimostrare,e cioè l'elemento trascendente; niente di male se la cosa si limita al tuo privato personale;

        ma se il predicatore ci fonda una dottrina morale rivolta anche agli altri, e tutto il quadro è incasinato e incoerente, invece di preparare regni nei cieli scatena gli inferi sulla terra, come hanno ampiamente fatto i predicatori di ogni epoca;
        poi, magari a quello non importa nulla e si accontenta di sentirsi seguace o sacerdote di qualcosa, indipendentemente dalle conseguenze di quelle dottrine che predica.
        c'è del lardo in Garfagnana

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        • crepuscolo
          Opinionista
          • 08/10/07
          • 24570

          #1219
          ma quale predicatore

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          • axeUgene
            Opinionista

            • 17/04/10
            • 24593

            #1220
            Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
            ma quale predicatore
            è un predicatore chiunque esprima pubblicamente una dottrina morale come auspicabile, credendo al fondamento religioso-trascendente di quella;

            se parli di Gesù non lo fai con intento denigratorio o neutrale; sembreresti aderire a quella dottrina e la promuovi; preferisci essere chiamato promotore ?
            magari se lo IOR decide di collocarsi in borsa, e cancelli i tuoi post critici sulla chiesa, ti chiamano come promotore di prodotti finanziari, dato che hai un po' di esperienza
            c'è del lardo in Garfagnana

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            • crepuscolo
              Opinionista
              • 08/10/07
              • 24570

              #1221
              Come promotore finanziario gli avrei consigliato giorni fa di comprare le azioni di "italcementi"

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              • crepuscolo
                Opinionista
                • 08/10/07
                • 24570

                #1222
                In verità, in verità vi dico: se non chiederete una qualsiasi cosa al Padre mio nel mio nome, egli ve la darà. Finora voi non avete chiesto nulla nel mio nome. chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia resa piena (Gv. 16,23-24).


                Osservazioni.
                "Chiedere nel mio nome" non equivale a chiedere, non è un credere dell'"io" umano a Dio: è bensì un chiedere che ha come "soggetto" ciò di cui parla Gesù e che parla in lui, il suo "io" divino al quale devono giungere e nascere i discepoli, rimastine finora al di qua. E' un chiedere nel Regno stesso: nella Terra promessa, nella dimensione della fede e della sua "obbedienza". A questa stessa dimensione della fede evangelica si riferiscono i sinottici, quando parlano della divina onnipotenza della fede, mediante la quale "nulla vi sarà impossibile" (Mt. 17,20).

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                • crepuscolo
                  Opinionista
                  • 08/10/07
                  • 24570

                  #1223
                  Il tutto per dire che quello che succede nella sfere od ellissi del cielo ha riflesso sul terrestre e viceversa, in un intreccio, o abbraccio se qualcuno/a preferisce, universale, cioè del tutto e per tutto, come i tre moschettieri del Re....che poi erano quattro


                  Ps. ma so' andati tutti in ferie?
                  Last edited by crepuscolo; 21-08-2015, 22:14.

                  Comment

                  • Misterikx
                    whatever..
                    • 24/03/05
                    • 15327

                    #1224
                    Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                    Il tutto per dire che quello che succede nella sfere od ellissi del cielo ha riflesso sul terrestre e viceversa...
                    sarei grato se ci illumini di cosa succede lassu´perche´ quaggiu´(si tuttoattaccato) vedo ruspe che spianano monasteri...
                    " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

                    Comment

                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #1225
                      a te od anche ad altri?
                      ma lì da te non c'è il dio della luce, il sole?

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                      • Misterikx
                        whatever..
                        • 24/03/05
                        • 15327

                        #1226
                        c´e´Odin il dio delle passere..basta leggerlo all´incontrario
                        " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66040

                          #1227
                          Salve a tutti, gente! Ancora in piedi il dubbio fra Storia e leggenda?
                          amate i vostri nemici

                          Comment

                          • crepuscolo
                            Opinionista
                            • 08/10/07
                            • 24570

                            #1228
                            No, storicamente ha solo avuto uno stallo da leggenda.

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                            • crepuscolo
                              Opinionista
                              • 08/10/07
                              • 24570

                              #1229
                              " Passando (Gesù) vide un uomo cieco dalla nascita, ed i suoi discepoli lo interrogarono dicendo: Rabbi, chi ha peccato, lui od i suoi genitori, perché nascesse cieco? Gesù rispose: Né lui né i suoi genitori hanno peccato, ma egli è così perché in lui si manifestino le opere di Dio (Gv 9,1-3).

                              La domanda dei discepoli si fonda sulla concezione tardo giudaica della malattia come castigo di colpe; ogni malattia veniva fatta risalire ad un qualche peccato commesso o da colui che si ammalava, o dai suoi genitori, o anche, in caso di malformazione dei neonati, dal feto nel ventre materno. E la dinamica della malattie era intesa in tal modo: Dio concedeva agli spiriti di essa ( ogni malattia aveva i suoi spiriti, nella moltitudine di spiriti impuri cui erano popolate le credenze tardo-giudaiche) di penetrare nel peccatore o nel figlio di peccatori, contagiando con la loro impurità, la quale gli danneggiava il corpo e lo rendeva a sua volta impuro ed assai contagioso, tanto che anche il contatto con oggetti toccati da lui, o persino con la sua ombra, rappresentava per l'uomo sano ( e dunque puro e giusto) un pericolo di "infezione".
                              Traspare in questa concezione della malattie un'inquietudine che non è soltanto tardo-giudaica: da un lato, vi è infatti qui una percezione della malattia come di un elemento di disordine ( si ammala colui che pecca, colui che esce cioè dai confini dell'ordine stabilito dalla Legge) e di disordine minaccioso, temibile, demoniaco, ovvero più potente dell'uomo, il quale deve dunque proteggersene mediante barriere ( l'intoccabilità), d'altro lato, vi è l'esigenza, appassionata, e divenuta addirittura ossessiva nella speculazione rabbinica contemporanea a Gesù, di dare un senso a quel disordine, di reintegrarlo e di sottometterlo cioè a quell'ordine che la ragione impone al reale. E appunto chiamando in causa il peccato si tentava, allora, di ridurre, di rendere tollerabile e dominabile l'inquietudine suscitata dall'esistenza del disordine, di cui le malattie erano riprova,inquadrandola entro una vera e propria spiegazione deterministica ( un rapporto di causa-effetto), che conveniva alla ragione e la rassicurava.
                              Si ammala colui che pecca: dunque l'esistenza della malattia 8del disordine) non deve suscitare sgomento nell'uomo giusto, poiché egli ne è al riparo, ne conosce la causa e può così cautelarsene , e dunque dominarla, esercitare un potere su di essa, come su una belva in gabbia ( un'analoga funzione ordinatrice, "rassicurante" , hanno oggi le spiegazioni deterministiche fornite dalla medicina riguardo all'insorgenza della malattia).
                              A questa concezione della malattia Gesù ne contrappone, in Gv 9,1-ss., un'altra diametralmente opposta:
                              il senso della malattia non va cercato, secondo Gesù, in ciò che l'ha causata, ma in ciò a cui essa conduce.
                              Vi è, di là dai confini di quell'ordine pensato dai giusti e sani, e nei quali costoro si arroccano, un territorio che quell'ordine non comprende e non può inglobare, nel quale naufragano i tentativi di spiegazione che vengono dall'ordine stesso ( " né lui né i suoi genitori hanno peccato").
                              Tale territorio non va né spiegato in modi che convengano all'ordine, né va temuto, va bensì raggiunto. Esso inquieta i giusti e i sani, appare loro come una sfera di impurità demoniaca, di spiriti pericolosi, la cui "gabbia" viene dischiusa dal peccato; ma è così unicamente perché i giusti e sani ne hanno paura, e della loro paura Gesù insegna sempre a diffidare. In realtà la "gabbia" è quella in cui sono rinchiusi i giusti stessi, è il loro ordine e kosmos . e ciò che vi è fuori è bensì infinitamente prezioso per l'uomo, infinitamente più vivo , più grande, più vicino a Dio di quanto lo siano la purità e la rettitudine. In ciò che viene da là fuori, infatti, si manifestano le opere di Dio, di cui i giusti non sanno nulla, e dinnanzi alle quali si ritraggono spaventati.

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                              • BiO-dEiStA
                                Eufonista
                                • 22/02/10
                                • 5403

                                #1230
                                Originariamente Scritto da crepuscolo Visualizza Messaggio
                                " Passando (Gesù) vide un uomo cieco dalla nascita, ed i suoi discepoli lo interrogarono dicendo: Rabbi, chi ha peccato, lui od i suoi genitori, perché nascesse cieco? Gesù rispose: Né lui né i suoi genitori hanno peccato, ma egli è così perché in lui si manifestino le opere di Dio (Gv 9,1-3).
                                Il quale deve aver avuto il suo bel daffare a creare nei secoli una moltitudine di ciechi, lebbrosi e storpi più o meno proporzionale alle condizioni di vita loro o di chi li ha generati. Si vede che non solo i genitori biologici, ma perfino quel dio -che in ultima analisi tutto ha generato- non se la doveva passare troppo bene, anche perché poi ha delegato ad altri il tentativo di creare la pura razza ariana, e comunque un Gott mit uns non si nega a nessuno.
                                Originariamente Scritto da Careful with that
                                i miei post in media sono di una dozzina di righe, al più;
                                Originariamente Scritto da Ned Flanders
                                Sono stato tanto...ma tanto Laurina, lontano dal Signore: Ne ho combinate di cotte e di crude. Ti basti sapere soltanto questo....

                                Comment

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