A mio avviso il senso di vivere "nonostante tutto" risiede nell'accettazione delle contraddizioni umane.
Le ragioni principali per cui vale la pena continuare potrebbero essere: la pura curiosità, cioè sperimentare per scoprire come andrà a finire, esplorando l'ignoto, il valore delle emozioni e quindi vivere il dolore, la tristezza e la gioia (sono esperienze che fanno sentire intimamente vivi) ed infine l'unicità di ogni istante per ricordare che ogni momento è irripetibile e non è detto che si ripresenti in futuro.
La vita è breve, piena di insidie, e siamo esseri umani: si nasce, si vive e si muore.
Diamoci un senso per tutto.
Le ragioni principali per cui vale la pena continuare potrebbero essere: la pura curiosità, cioè sperimentare per scoprire come andrà a finire, esplorando l'ignoto, il valore delle emozioni e quindi vivere il dolore, la tristezza e la gioia (sono esperienze che fanno sentire intimamente vivi) ed infine l'unicità di ogni istante per ricordare che ogni momento è irripetibile e non è detto che si ripresenti in futuro.
La vita è breve, piena di insidie, e siamo esseri umani: si nasce, si vive e si muore.
Diamoci un senso per tutto.



direi che essere buoni non è un investimento dal quale attendersi un buon rendimento. Anzi, è un pessimo affare, se ci si aspetta un premio da una natura che non si sogna nemmeno di distribuirne.










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