D'accordo, ma queste risposte le avevo già. Vorrei qualcosa che vada oltre la semplice logica....
Se è vero che in natura l'istinto di sopravvivenza è quello più forte, perché non c'è stata un'evoluzione tale che ci portasse verso l'immortalità dell'individuo, piuttosto che della specie?
Piuttosto che spendere energie per riprodurci, perché non spendere le stesse energie per renderci immortali? Chissà magari altrove, in qualche altro pianeta le creature nascono e
rimangono immortali evolvendosi lo stesso attraverso cambiamenti costanti nel tempo.
Troppo fantasiosa come idea?
Io quando mi allontano dal classico credo religioso, immagino la natura come fosse il vero creatore e "giocoliere" del nostro mondo, cioè un entità astratta ma al tempo stesso pensante e
agente al fine di continuare ad esistere, prima di tutto, se stessa.
Ma se questa natura cosmica fossi tu, ti cureresti dei milioni di cellule che sostituisci ogni giorno?
E, comunque per quanto possibile, la morte e' stata posdatata di molto e non e detto che si possa fare molto di piu' conoscendo meglio i meccanismi di invecchiamento.
Per stare sempre in questo mondo e per fare sempre le stesse cose? Io penso che gli 80 anni siano un bel traguardo con una bella varietà: nascita, infanzia, giovinezza, virilità, anzianità e vecchiaia; che cosa si può desiderare di più. Provando ad immaginare l'immortalità mi si drizzano...i capelli
Non facendo degradare i meccanismi di ricambio delle cellule per cui dopo un certo tempo il ricambio e' parziale e meno efficiente.
Ci sono animali centenari e piante millenarie, mica funzionano cosi' diversamente.
Comprendendo i meccanismi correggi quelli in essere, come un motore ferrari e' la correzione di uno fiat in previsione di certi risultati.
Certo il tempo scorre, ma il tuo tempo biologico relativa va ad una diversa velocita'.
In fondo basta nascere in contesti diversi per avere un calendario biologico molto diverso.
Cono scusa, qui torniamo ai soliti problemi sulla morte.
Se la storiella ci racconta di una creazione buona, senza morte, senza cenni di vite ultraterrene e poi racconta di colpe e peccati, di immortalità perduta e di aldilà, qualcosa non quadra. Sulla morte fai una capa tanta che non è voluta da dio, che è colpa nostra se si è creata e poi a volte te ne arrivi col dio che è padrone pure della morte e come ora che ha una sua utilità. E se ha un'utilità la sua presenza è come se fosse intenzionale, ne hai definito uno scopo e non può essere "entrata", come dice la genesi, solo per un peccato, ma qualcuno ha voluto crearla proprio per un certo fine. E chi se non dio può essere stato?
Dio è Sommo Bene! Solamente Bene….
Luce! Solamente Luce…..
Quale comunione può esservi fra questi elementi? Quale commistione? Quale assurda e fantasiosa arrampicatura sugli specchi?
“Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l'iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre? Quale intesa tra Cristo e Beliar, o quale collaborazione tra un fedele e un infedele? Quale accordo tra il tempio di Dio e gli idoli? Noi, uomini e donne, siamo infatti il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto!”
certo, anche per me è così; solo che questa idea smentisce tutte le attribuzioni del dio della tradizione, perché logicamente incompatibile con onnipotenza, onniscienza, ecc...
se postuli la libertà umana, Dio lo devi descrivere molto diversamente, cercare e collocare altrove rispetto all'idea su cui si basa la tua dottrina;
se continui ad affermare che la somma è 5, non puoi convincere nessuno che stai sommando 2 più 2, ed è evidente, perché in realtà non puoi che proclamare, senza rendere conto delle contraddizioni.
Axe, a sbagliare sei te. Che vuoi rinchiudere dentro la tua angusta logica l’Infinito di Dio! Senza peraltro riuscire a rispondere alla Domanda fondamentale che ci sovrasta: Dove sarebbe la Libertà, che fine farebbe, come potrebbe essere concepita, senza la possibilità di scegliere?
Axe, a sbagliare sei te. Che vuoi rinchiudere dentro la tua angusta logica l’Infinito di Dio!
io non voglio rinchiudere nulla, dal momento che non postulo Dio, come fai tu; e soprattutto non pretendo, come te, di interpretarne la volontà o la "proposta" attraverso precetti;
Senza peraltro riuscire a rispondere alla Domanda fondamentale che ci sovrasta: Dove sarebbe la Libertà, che fine farebbe, come potrebbe essere concepita, senza la possibilità di scegliere?
benissimo; se il tuo fine è dimostrare la libertà, essa è incompatibile con le attribuzioni che pretendi abbia il dio cui fai riferimento;
qui, sei tu che non rispondi alla domanda, e non perché tu sia stupido;
sai perfettamente che appena ci si pone la questione, vengono a cadere tutte le pretese di argomentare pretese volontà divine; quindi, quando si arriva al punto, liquidi tutto col mistero e l'incomprensibilità dell'assoluto; salvo pretendere di padroneggiarla quando c'è da precettare;
confesso di invidiare il candore o la capacità cognitiva che ti consente di isolarti dalla percezione della realtà e immaginare come bambini creduloni interlocutori pregni di secoli di pensiero che ignori, come siamo tutti noi che apparteniamo ad un mondo che elaborato di suo.
Quale comunione può esservi fra questi elementi? Quale commistione? Quale assurda e fantasiosa arrampicatura sugli specchi?
“Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l'iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre? Quale intesa tra Cristo e Beliar, o quale collaborazione tra un fedele e un infedele? Quale accordo tra il tempio di Dio e gli idoli? Noi, uomini e donne, siamo infatti il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto!”
2 Corinzi 6,16
Come può scaturire qualcosa di negativo da ciœ che viene definito solo bene e luce? Eppure la creazione contempla anche il male. Se non ti rimangi le parole, hai affermato che la morte ha pure una sua utilità, come anche hai detto che dio padrone della vita e della morte.
E poi devi sempre fare i conti con la libertà di dio, col fatto di averevil libero arbitrio.
Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple
io non voglio rinchiudere nulla, dal momento che non postulo Dio, come fai tu; e soprattutto non pretendo, come te, di interpretarne la volontà o la "proposta" attraverso precetti;
benissimo; se il tuo fine è dimostrare la libertà, essa è incompatibile con le attribuzioni che pretendi abbia il dio cui fai riferimento;
qui, sei tu che non rispondi alla domanda, e non perché tu sia stupido;
sai perfettamente che appena ci si pone la questione, vengono a cadere tutte le pretese di argomentare pretese volontà divine; quindi, quando si arriva al punto, liquidi tutto col mistero e l'incomprensibilità dell'assoluto; salvo pretendere di padroneggiarla quando c'è da precettare;
confesso di invidiare il candore o la capacità cognitiva che ti consente di isolarti dalla percezione della realtà e immaginare come bambini creduloni interlocutori pregni di secoli di pensiero che ignori, come siamo tutti noi che apparteniamo ad un mondo che elaborato di suo.
Quante volte ti avrò risposto? Cento? Mille? Alla luce dell’Incarnazione del Verbo tutto prende forma, Axe. Tutto si riveste di senso…..
“L’Incarnazione manifesta in maniera straordinaria l’amore di Dio che ha tanto amato gli uomini fino a condividere la nostra condizione, quasi annientando se stesso, come ci dice S. Paolo. Come spiegare questo grande mistero? S. Tommaso ci dice che Dio è la bontà stessa ed il bene di per sé tende a diffondersi, a comunicarsi, per questo l’Incarnazione era conveniente alla natura divina poiché è il modo più grande di comunicarsi del Sommo bene alla creatura.”
Fraternità Sacerdotale San Pio X in Italia - Cattolicesimo tradizionalista - S. Messa in latino - Fondatore: Mons. Marcel Lefebvre
Si parla di MISTERO perché certe cose ci sovrastano immensamente, non perché ne ignoriamo il significato.
“Il mistero di Gesù Cristo è così profondo, così straordinario che sembrerebbe più naturale adorarlo in silenzio che parlarne, perché possiamo temere, con buona ragione, che le nostre parole come i nostri pensieri, siano molto insufficienti ad esprimere tutte le ricchezze racchiuse in questo santuario ineffabile che è Gesù Cristo”
Come fai, dimmi, ad aver bisogno che qualcuno ti dimostri di essere libero? Lo siamo per Natura! Per definizione. E’ il nostro retaggio più ancestrale e profondo…..
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